Ventiquattromila chilometri quadrati. Cinque ore. Cinquantamila persone. Nel 2008 fu questa la risposta dell'Estonia a decenni di discariche abusive: un intero paese ripulito in un'unica giornata coordinata. L'idea non restò estone a lungo. Il 20 settembre torna idealmente a casa per la sua nona edizione globale, ancora coordinata da Let's Do It World, l'ONG con sede in Estonia che guida il movimento dal 2019, oggi distribuita su tre città e oltre 190 paesi e territori.

Il World Cleanup Day 2026 porta con sé una nuova soglia, non solo una nuova data. Il messaggio della campagna, Strive for Five, indica il punto di svolta che la ricerca associa a un cambiamento sociale duraturo: circa il 5% di una popolazione che agisce insieme. "Quando una parte sufficientemente ampia della società agisce insieme, diventa una forza che va ben oltre una singola giornata di pulizia," afferma Heidi Solba, presidente di Let's Do It World. L'ambizione di quest'anno è dichiaratamente andare oltre la sola raccolta rifiuti. "Non vogliamo più concentrarci soltanto sulla pulizia di rifiuti già creati," aggiunge Solba, indicando invece abitudini di consumo, cooperazione tra comunità e cambiamento comportamentale duraturo.

La logistica riflette quell'ambizione. Riga ospita la diretta internazionale e un WCD Village aperto al pubblico. Tallinn gestisce il Call Center globale, in contatto diretto con i team nazionali. Kiev coordina il media center globale, raccogliendo storie per la copertura internazionale. La celebrazione centrale si sposta invece a Shaoxing, in Cina, dal 19 al 21 settembre, organizzata insieme a UN-Habitat nel quadro del calendario ufficiale ONU, da quando l'Assemblea Generale ha riconosciuto il 20 settembre come giornata internazionale nel 2024. EarthDay.org è partner di questa edizione, sostenuta dal Fondo lettone per la protezione ambientale e dal Ministero degli affari esteri estone: un promemoria di come il paese che avviò il movimento in un solo pomeriggio, diciotto anni fa, ne porti ancora gran parte del peso istituzionale.

La scala non è marginale. Nel 2025 hanno partecipato 25 milioni di persone in 190 paesi e territori; dal 2018 il conteggio cumulativo raggiunge 139 milioni di persone in 211 paesi, per oltre 870.000 tonnellate di rifiuti raccolti. I dati Meltwater stimano la copertura mediatica dell'anno scorso in 2,4 miliardi di persone raggiunte.

A dare a questa edizione un taglio più netto è il contesto in cui gran parte di questa organizzazione avviene. Ucraina, Colombia, Nepal: i team nazionali organizzano pulizie sullo sfondo di guerre, terremoti e alluvioni, non accanto a essi. È una cornice che ridefinisce la vera domanda della campagna: non solo quanti rifiuti un pubblico coordinato rimuova in un giorno, ma se l'abitudine di agire insieme diventi qualcosa su cui contare quando la crisi non è più i rifiuti, ma la sopravvivenza stessa.

 

In copertina: immagine Envato