La "transizione gemella", sostenibile e digitale, è il perno attorno a cui ruota il futuro industriale di Siemens, multinazionale tedesca attiva nelle infrastrutture energetiche intelligenti, nella mobilità e nell’automazione industriale. Lavorando come partner tecnologico lungo l'intera catena del valore (dalla produzione energetica alla trasmissione, distribuzione e consumo in svariati settori) Siemens punta ad accelerare la transizione ecologica e digitale integrando hardware affidabili a soluzioni software avanzate. Ne abbiamo parlato con Marco Rastelli, Head of Electrification and Automation presso Siemens Italia.

 

In concreto, cosa significa per Siemens "transizione gemella"?

Non è possibile realizzare la transizione energetica senza quella digitale: sono due facce della stessa medaglia. Per questo accompagniamo i clienti lungo tutta la catena del valore dell'energia − dalla produzione alla trasmissione, dalla distribuzione fino al consumo − combinando competenze ingegneristiche, prodotti hardware e soluzioni software. Nel settore delle rinnovabili, ad esempio, forniamo apparecchiature di media e bassa tensione insieme a piattaforme digitali per monitorare l'efficienza e la stabilità della rete elettrica.

Quali innovazioni chiave guidano la vostra strategia per le infrastrutture intelligenti?

Per gli edifici abbiamo lanciato Building X, una piattaforma cloud di gestione digitale sviluppata all'interno dell'ecosistema aperto Siemens Xcelerator. Consente la manutenzione predittiva, l'ottimizzazione dei consumi e il monitoraggio delle emissioni di CO₂. Sul fronte della distribuzione elettrica offriamo Electrification X, una suite digitale che rende trasparente e gestibile l'intera infrastruttura elettrica di un edificio o di un sito industriale: raccoglie i dati da quadri, interruttori e dispositivi di protezione, li analizza con algoritmi predittivi e fornisce in tempo reale informazioni su consumi, qualità dell'energia e stato degli asset, abilitando così una manutenzione basata sulle condizioni effettive anziché su intervalli fissi. Per le reti elettriche, infine, proponiamo Gridscale X, un software che unifica pianificazione a lungo termine e operazioni in tempo reale su una piattaforma aperta e interoperabile, aiutando gli operatori a integrare le fonti rinnovabili distribuite e ad aumentare la capacità della rete esistente.

Qual è il ruolo del "Digital Twin"?

Il modello tradizionale basato su tentativi ed errori è superato. Grazie al gemello digitale e all'intelligenza artificiale applicata sia all'automazione industriale sia alle reti, è possibile simulare scenari, ottimizzare i processi in ambiente virtuale e implementare nella realtà solo le soluzioni già validate. Questo riduce drasticamente sprechi di tempo, risorse e costi.

Per il sistema elettrico e immobiliare italiano quanto margine di efficientamento c’è?

Il potenziale è molto elevato. Nel settore degli edifici, ad esempio, una gestione intelligente dei consumi di riscaldamento e raffrescamento − che monitori le condizioni interne ed esterne per adattare dinamicamente la temperatura anziché mantenerla fissa − può generare risparmi energetici significativi. Sul fronte delle reti, la crescente penetrazione delle fonti rinnovabili introduce elementi di instabilità. La soluzione non è sovradimensionare le infrastrutture di distribuzione, operazione troppo costosa, ma gestire la rete in modo intelligente attraverso il software. Anche per le infrastrutture particolarmente energivore, come i data center, interveniamo in partnership con i costruttori progettando sottostazioni di alimentazione in grado di gestire la complessità e i picchi di domanda.
La decarbonizzazione dei settori hard-to-abate (acciaio, cemento, chimica) passa in larga parte dell'elettrificazione dei processi.

Che tipo di soluzioni porta Siemens in questi contesti, e qual è il principale ostacolo che trovate sul campo?

Siemens è già presente in ambienti industriali particolarmente complessi, come acciaierie e impianti chimici, con un portafoglio di tecnologie consolidato. La nostra proposta si concentra sull'elettrificazione dei processi produttivi, ma la barriera principale resta la limitata capacità di investimento dei clienti. La transizione energetica genera ritorni concreti in termini di efficienza, ma richiede investimenti iniziali importanti. La tecnologia c'è e copre l'intera catena del valore; ciò che manca, rispetto a settori come le rinnovabili o la trasmissione e distribuzione, è un flusso di investimenti altrettanto robusto.

Come state affrontando il bando dei gas SF₆?

L'esafluoruro di zolfo è un gas serra con un potenziale di riscaldamento globale 24.300 volte superiore a quello della CO₂, tradizionalmente utilizzato come isolante nei quadri elettrici di media tensione. La normativa europea ne vieta l'impiego a partire dal 1° gennaio 2026. Siemens ha anticipato i tempi sviluppando la tecnologia blue GIS con isolamento in "Clean Air", una miscela composta esclusivamente da gas di origine naturale (ossigeno e azoto) priva di gas fluorurati. Il progetto pilota avviato a Milano con Unareti (Gruppo A2A), che ha visto l'installazione del primo quadro SF₆-free in Italia, ha confermato la piena affidabilità della tecnologia. Il mercato italiano ha risposto positivamente: tutti i principali operatori di distribuzione l'hanno già adottata.

Qual è lo stato del sistema energetico italiano rispetto ai partner europei?

L'Italia sconta un ritardo nello sviluppo delle rinnovabili rispetto ad altri paesi europei, ma il PNRR e i piani di investimento in corso stanno imprimendo un'accelerazione significativa. Il tessuto industriale italiano, d'altra parte, si dimostra molto ricettivo e spesso all'avanguardia nell'adozione di nuove tecnologie digitali.

E la cybersecurity nelle infrastrutture?

È un tema cruciale e ancora troppo spesso sottovalutato. Con la crescente interconnessione tra hardware e software, le reti energetiche e gli impianti industriali diventano superfici di attacco sempre più esposte. Il rischio di intrusioni capaci di paralizzare la produzione o la distribuzione di energia è concreto e in costante crescita. Per questo è fondamentale investire nella protezione delle infrastrutture, elevando gli standard di sicurezza e creando consapevolezza sul valore della prevenzione: le perdite economiche derivanti da un attacco informatico possono essere enormemente superiori al costo delle misure di difesa.

 

In copertina: Marco Rastelli