Alkelux è una startup deeptech sarda fondata nel 2024 con una missione che unisce chimica sostenibile, economia circolare e lotta allo spreco alimentare: trasformare uno scarto industriale oggi privo di valore, la peluria delle radici di liquirizia prodotta in centinaia di tonnellate ogni anno dalla filiera calabrese, in un additivo per imballaggi attivi capace di estendere la vita dei prodotti ortofrutticoli.

Al centro della tecnologia ci sono nanoparticelle a base carboniosa con proprietà antimicrobiche che vengono incorporate direttamente nelle plastiche o nella polpa di cellulosa durante la produzione, senza modificare gli impianti già in uso. I test condotti internamente e certificati da enti terzi hanno dimostrato che l'additivo estende fino a tre volte la shelf-life delle fragole, da 3 a 8-9 giorni, con effetti analoghi su altri piccoli frutti facilmente deperibili come i mirtilli. Sul piano della resa, un grammo di polvere è sufficiente a funzionalizzare un chilo di plastica, con un dosaggio dello 0,1% che rende la soluzione competitiva rispetto alle offerte delle multinazionali del settore. Le materie prime provengono da due aziende italiane di lavorazione della liquirizia, Liquirgam e Naturmed.

La startup ha già attivi contratti di proof of concept con due realtà di scala globale nel settore packaging e dialoghi commerciali aperti in Messico, Cile e Thailandia. Il round Seed da 970.000 euro concluso a maggio 2026 dall’azienda finanzierà la costruzione dell'impianto pilota di Sassari, che porterà la produzione dagli attuali 10 kg di laboratorio a 4,5 tonnellate annue entro fine 2026.

Tra fine 2026 e inizio 2027 Alkelux punta a un round di Serie A da almeno 3 milioni di euro per costruire un impianto industriale in Calabria e raggiungere una produzione su scala globale entro il 2028. In parallelo, il team sta lavorando all'estensione della tecnologia ad altri segmenti dal packaging per carne alla panificazione fino ai dispositivi monouso del biomedicale.

“Questo round, oltre a essere una spinta economica è anche il segnale che gli investitori credono in un modello deeptech che parte dal Sud e valorizza scarti, persone e competenze che oggi rischiano di restare inutilizzate”, ci racconta Matteo Poddighe, AD di Alkelux. “La nostra ambizione è costruire un'infrastruttura che inizi in Sardegna, valorizzi gli scarti della Calabria e generi posti di lavoro qualificati per chi ha studiato in queste regioni e oggi molto spesso è costretto ad andarsene.”

Nome:

Alkelux

Sito web:

www.alkelux.com

Settore:

Packaging alimentare

Plus:

Additivo ricavato da scarti industriali, applicabile senza modifiche agli impianti di produzione esistenti

Caratteristiche:

Nanoparticelle antimicrobiche da scarti di liquirizia che triplicano la shelf-life dei prodotti ortofrutticoli

 

In copertina: immagine Envato