Gli ecosistemi e l’agricoltura del Vecchio Continente fanno i conti con la siccità. Lo afferma l’ultimo rapporto del Joint Research Center (JRC), il Centro comune di ricerca europeo. Lo studio, che invoca l’avvio di azioni rapide e coordinate per ridurre i rischi e gli impatti del fenomeno, si basa sui dati dell’Osservatorio europeo della siccità (European Drought Observatory, EDO) del Servizio di gestione delle emergenze Copernicus. Le condizioni di carenza idrica sono state innescate dalla mancanza di pioggia tra marzo e la fine di maggio, e dall’impatto di temperature superiori alla media. Con conseguenze per la crescita della vegetazione e per i fiumi.
Suolo sotto stress
Per identificare le aree colpite da siccità agricola, ovvero il deficit di umidità del terreno che condiziona lo sviluppo delle colture, gli autori hanno usato un indice noto come Combined Drought Indicator (CDI) che si basa sulla combinazione di tre grandezze. Tra queste ci sono l’SPI o Indice di precipitazione standardizzato, che misura quanto le piogge sono inferiori (o superiori) alla norma, e la fAPAR o Anomalia della radiazione fotosinteticamente attiva assorbita, che, semplificando, misura lo stato di salute della vegetazione monitorando la frazione di energia solare assimilata dalle foglie. Infine la Soil Moisture Index Anomaly, ovvero l’Anomalia dell’umidità del suolo. Un indicatore che valuta “gli scostamenti dalle condizioni normali del contenuto idrico della zona delle radici”, spiega lo studio.
E che, per questo, rappresenta “una misura diretta della siccità associata alla difficoltà delle piante di estrarre acqua dal terreno". Alla fine di maggio, prosegue il rapporto, “l’indice mostra anomalie negative su vaste aree della regione euro-mediterranea, coerentemente con il deficit di precipitazioni dei mesi precedenti”. Alcune regioni dell’Europa centro-settentrionale e del Baltico “sono in condizioni più secche del solito”. Nella parte orientale e meridionale del Continente, inoltre, il fenomeno colpisce in particolare Bulgaria, Romania, Ucraina, Turchia e Russia sudoccidentale, come conseguenza di un periodo prolungato di scarse piogge.
L’impatto sull’agricoltura e sulla vegetazione
L’impatto della siccità è già visibile sull’agricoltura e sulla vegetazione. L’Europa nord-occidentale – Benelux, Francia settentrionale e Germania in testa – sta affrontando un grave deficit di precipitazioni, con conseguenti preoccupazioni per le rese delle colture invernali e primaverili che saranno presto seminate.
Al contrario, prosegue lo studio, “La Penisola iberica, l’Italia e la Grecia hanno registrato abbondanti precipitazioni che hanno favorito le condizioni di crescita lasciando presagire un aumento delle rese del 15-20% in Spagna e in Portogallo". Anche se nelle zone settentrionali dei due paesi “persistono ritardi nelle semine proprio a causa delle piogge eccessive”. Cali delle rese sono previsti invece nell’Ucraina orientale e a Cipro. A livello di singole colture, nota il rapporto, l’Europa deve affrontare un impatto significativo della siccità in particolare per grano, mais e soia.
In copertina: foto di MD Hasanuzzaman Himel, Unsplash