In un contesto in cui il settore idrico è chiamato a sostenere investimenti crescenti per l’adeguamento infrastrutturale e la resilienza climatica, CAP e ALFA fanno rete, per dimostrare come l’aggregazione possa generare valore condiviso per territori, cittadini e imprese, puntando a fare di efficienza, innovazione e sostenibilità pilastri di una governance industriale evoluta, in linea con gli obiettivi regionali e nazionali di qualità del servizio e transizione ecologica.
Nel servizio idrico integrato lombardo prende infatti forma un modello di aggregazione industriale coerente con gli indirizzi di regione Lombardia: il contratto di rete tra Gruppo CAP, gestore della Città metropolitana di Milano, e ALFA, gestore della provincia di Varese, un caso operativo di cooperazione tra aziende pubbliche che coniuga autonomia gestionale e condivisione strategica di competenze e asset.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del Programma regionale di sviluppo, che individua tra le priorità il completamento delle gestioni uniche d’ambito e il superamento delle residuali gestioni in economia. La Relazione biennale sullo stato del servizio idrico integrato monitora infatti il livello di aggregazione e l’avanzamento dei gestori unici, evidenziando la necessità di rafforzare efficienza, capacità di investimento e qualità del servizio.
Il contratto di rete tra CAP e ALFA, attivo da diversi anni, anticipa tali indirizzi, creando sinergie industriali e operative che migliorano resilienza infrastrutturale, sostenibilità economica e innovazione tecnologica. “Il contratto di rete è uno strumento strategico che consente ai gestori pubblici di fare sistema senza rinunciare alla propria autonomia”, dichiara Yuri Santagostino, presidente esecutivo di Gruppo CAP. “È un modello che interpreta pienamente gli indirizzi regionali e conferma il valore di una visione industriale condivisa, orientata alla sostenibilità e all’innovazione.”
Digitalizzazione, appalti e ricerca: i numeri della collaborazione
Uno degli ambiti più rilevanti della rete riguarda l’IT e il business development. La condivisione degli asset informatici di CAP ha consentito ad ALFA di adottare una mappa applicativa enterprise già collaudata, generando un risparmio stimato superiore a quattro anni rispetto a uno sviluppo ex novo. Da quattro anni, inoltre, gli approvvigionamenti IT – hardware e software – sono gestiti congiuntamente, producendo economie di scala, maggiore sostenibilità economica e una riduzione dei tempi di rilascio delle soluzioni digitali.
Nel settore appalti, l’aggregazione delle gare e l’armonizzazione dei modelli operativi hanno determinato benefici in termini di specializzazione, trasparenza e competitività, rafforzando la capacità negoziale e l’efficienza dei processi. Anche sul fronte ricerca e sviluppo, la creazione di una rete integrata di laboratori costituisce un unicum nel panorama regionale, valorizzando competenze tecniche e garantendo standard qualitativi elevati nel controllo delle acque e nelle analisi ambientali.
La cooperazione si estende infatti all’innovazione ambientale. L’integrazione tra l’esperienza di CAP nel drenaggio urbano sostenibile e quella di ALFA nella fitodepurazione ha favorito lo sviluppo di soluzioni green per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione delle acque meteoriche. “In uno scenario che cambia velocemente, segnato dalle trasformazioni imposte dal cambiamento climatico, la collaborazione tra gestori diventa una responsabilità comune, prima ancora che una scelta strategica”, afferma Marco Cavallin, amministratore delegato di ALFA.
Il contratto di rete si estende poi anche al settore energy, con modelli di partnership pubblico-privata finalizzati alla decarbonizzazione del servizio idrico integrato e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. L’efficientamento energetico degli impianti di depurazione e l’autoproduzione da biogas e altre fonti rappresentano leve strategiche per ridurre costi operativi e impronta carbonica.
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In copertina: foto Gruppo CAP
