La sostenibilità non passa soltanto dall’innovazione tecnologica o dalle politiche industriali. Sempre più spesso coinvolge anche il mondo della cultura, del design e dell’arte, chiamati a interpretare e raccontare le trasformazioni necessarie per accompagnare la transizione ecologica. Nasce da questa consapevolezza Rigenera, una nuova rassegna che tra giugno e novembre 2026 trasformerà cave, impianti produttivi, edifici in trasformazione e spazi culturali della provincia di Bergamo in luoghi di confronto dedicati alla circolarità dei materiali e alla rigenerazione dei territori.
Promosso da Nuova Demi e ideato insieme a Studio Gisto e hund, il progetto propone cinque appuntamenti che intrecciano ricerca, progettazione e sperimentazione artistica. L’obiettivo è analizzare le opportunità e le contraddizioni dei processi di sviluppo sostenibile nei settori dell’architettura, del design e dell’arte contemporanea, coinvolgendo professionisti, studenti e cittadini in un percorso immersivo all’interno dei luoghi dove la materia viene estratta, lavorata, recuperata e trasformata.
Alla base dell’iniziativa vi è il modello delle 10R elaborato dall’Utrecht Sustainability Institute: rifiutare, ridurre, ripensare, riutilizzare, riparare, ricondizionare, rigenerare, riadattare, riciclare e recuperare. Un approccio che supera il concetto tradizionale di gestione del rifiuto e invita a considerare l’intero ciclo di vita dei materiali, dalla progettazione al recupero finale.
Un viaggio tra industria, architettura e ricerca
Il percorso prenderà il via il 29 giugno negli spazi del Palazzo della Ragione di Bergamo con Rifabbrica, Riduci, incontro inaugurale affidato a Janice Li, Head of Curatorial Programme del Future Observatory del Design Museum di Londra. Il confronto offrirà una riflessione sul ruolo della circolarità come paradigma culturale contemporaneo, mettendo in dialogo discipline diverse e approcci internazionali.
Il secondo appuntamento, in programma il 4 luglio presso la Fondazione Legler di Ponte San Pietro, si concentrerà sul valore del recupero e del riuso all’interno dei processi progettuali. L’ex cotonificio, oggi oggetto di trasformazione e valorizzazione culturale, diventerà il contesto ideale per un’esposizione site-specific dedicata alle potenzialità dei materiali e alle strategie di ricondizionamento.
Dopo la pausa estiva, il programma riprenderà il 25 settembre nella Cava ExpoTech di Calcinate, dove la rigenerazione dei paesaggi estrattivi sarà al centro di una riflessione che metterà in relazione ricerca accademica e pratiche operative. Seguirà, il 16 ottobre, l’intervento dell’artista spagnola Lara Almarcegui, figura di riferimento internazionale nell’analisi delle trasformazioni urbane e dei materiali da costruzione.
La rassegna si concluderà nel mese di novembre con un workshop sociale guidato dal Collettivo Ceramicoscopio, che coinvolgerà direttamente il pubblico in un’esperienza pratica dedicata al ciclo della materia e alle possibilità di trasformazione continua degli oggetti e degli spazi.
La circolarità oltre il riciclo
Rigenera nasce in occasione del 75° anniversario di Nuova Demi, azienda fondata nel 1951 e attiva nel settore degli aggregati e del recupero dei materiali da costruzione. Un traguardo che diventa occasione per riflettere su come il concetto di economia circolare stia evolvendo ben oltre il semplice riciclo.
Ne è un esempio l’Oasi della biodiversità sviluppata dall’impresa bergamasca attraverso il recupero di un’ex cava. L’area, estesa su circa quattro ettari, rappresenta oggi uno spazio dedicato alla tutela ambientale e alle attività culturali, dimostrando come siti produttivi dismessi possano trasformarsi in nuove infrastrutture ecologiche.
“Con Rigenera mettiamo in relazione cultura del progetto, ricerca e competenze industriali, aprendo al pubblico luoghi nei quali la materia viene estratta, trasformata e recuperata”, afferma Eleonora Doneda, responsabile marketing e comunicazione di Nuova Demi. “La circolarità riguarda non solo l’efficienza dei processi, ma anche il valore che attribuiamo alle risorse, ai paesaggi e alle relazioni con il territorio.”
Una visione condivisa anche da Alessandro Mason, fondatore di Studio Gisto, che sottolinea come il progetto voglia portare i cittadini direttamente nei luoghi della produzione per renderli protagonisti di una riflessione concreta sui flussi materiali che sostengono l’economia contemporanea.
In un contesto europeo in cui l’economia circolare è considerata una delle leve strategiche per ridurre il consumo di risorse e le emissioni climalteranti, Rigenera propone un approccio originale: trasformare la sostenibilità da concetto teorico a esperienza diretta, capace di connettere industria, cultura e territorio in un unico racconto condiviso.
In copertina: foto di Diego Mayon

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