L’Italia si conferma di nuovo un modello di economia circolare in UE, questa volta nel comparto del tessile. È stato inaugurato ieri, 21 settembre, a San Pietro Mosezzo, in provincia di Novara, un impianto per il riciclo, tra i più grandi d’Europa, totalmente automatizzato e integrato, capace di trasformare il rifiuto in nuova materia prima tracciata e pronta per l’industria. Tradotto in numeri, significa una capacità autorizzata di 19.000 tonnellate annue, un tasso di recupero del rifiuto tessile post-consumo o invenduto superiore al 96% e un investimento complessivo di circa 8 milioni di euro, di cui 1,3 milioni cofinanziati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) nell’ambito del programma Next Generation EU.
Il progetto, basato su una tecnologia proprietaria e all’avanguardia, brevettata a livello internazionale, è sviluppato da Igers, società partecipata dal gruppo Haiki+, leader italiano nel riciclo di rifiuti da elettronica, batterie esauste e pannelli fotovoltaici dismessi, presente anche nei settori di riciclo di plastica, carta e metalli da scarti industriali.
EPR e riciclo: il comparto tessile in evoluzione
A tagliare il nastro, il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha fatto il punto sulla normativa per la responsabilità estesa del produttore (EPR), molto attesa dalla filiera tessile: “L’iter, che ha richiesto un confronto articolato con il comparto e con gli enti locali, ormai è alle fasi finali: ipotizziamo l’approvazione entro la fine del 2026 o, al più tardi, nel gennaio 2027, in ampio anticipo rispetto ai tempi previsti a livello europeo. Precedendo gli altri paesi, l’Italia può essere un modello e un punto di riferimento”.
Il riciclo tessile si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione delle materie prime seconde: “Sul nostro territorio non abbiamo miniere”, ha detto il ministro Pichetto Fratin, richiamando però l’idea dei rifiuti come possibile “miniera” di materia. “La scelta di Igers e del gruppo Haiki+ merita un plauso particolare: questo nuovo polo tecnologico è frutto di un investimento lungimirante e ci dimostra sempre più che i rifiuti, da scarto, possono diventare risorsa”.
“Il nostro paese è ricchissimo di una materia prima molto importante, ovvero il nostro ingegno, la nostra intelligenza, che può trovare nella capacità manifatturiera e tecnologica italiana uno dei suoi principali punti di forza. Sull’economia circolare non siamo secondi a nessuno”, ha sottolineato Maria Alessandra Gallone, presidente dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).
Secondo i dati dell’istituto, vengono raccolte oltre 180.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno, con un aumento annuo di almeno il 5%: “Di fronte a una filiera in evoluzione, la missione delle istituzioni scientifiche è quella di accompagnare il percorso, mettendo a disposizione informazioni, competenze tecniche e attività di ricerca, superando l’idea di un ruolo esclusivamente di controllo”.
Capacità industriale, automazione, tracciabilità
L’idea dell’impianto per il riciclo tessile a San Pietro Mosezzo “è nata sei anni fa, quando ancora c’era molto scetticismo, soprattutto nei confronti di quella che allora era una startup con progetti molto ambiziosi”, ha ricordato Gian Luca Miceli, CEO di Igers. “Oggi, invece, siamo in grado di presentare un modello che integra capacità industriale, automazione e tracciabilità per trasformare i rifiuti tessili in nuove materie prime, senza dimenticare la tutela ambientale”.
La tracciabilità è parte integrante del processo industriale: documentare i flussi, i trattamenti e gli esiti del recupero significa fornire dati verificabili a supporto della rendicontazione e della misurazione dei risultati. “Su queste basi Igers intende contribuire all’attuazione della responsabilità estesa del produttore nel tessile, affiancando produttori e sistemi collettivi nel perseguimento degli obiettivi normativi e industriali.”
“Igers rappresenta un investimento strategico per lo sviluppo della filiera tessile circolare italiana. Come partner industriale, Haiki+ sostiene un progetto che unisce innovazione tecnologica, capacità impiantistica e visione strategica del mercato, contribuendo a rafforzare un’infrastruttura essenziale per il futuro del settore”, ha commentato Giovanni Rosti, CEO di Haiki+. “Questa iniziativa si inserisce perfettamente nel piano di sviluppo disegnato da Haiki+: sostenere lo sviluppo di progetti industriali solidi, promuovere la collaborazione tra gli operatori e creare valore duraturo per l’intera filiera del recupero e del riciclo di materia.”
Riciclo tessile: come funziona l’hub Igers
Igers gestisce l’intero ciclo dei materiali tessili, dalla logistica integrata al riciclo e alla valorizzazione. Innanzitutto, intercetta i flussi di abiti usati attraverso la raccolta, svolta in collaborazione con i consorzi, affiancandoli nella gestione degli scarti industriali, delle eccedenze di magazzino e degli stock invenduti o difettosi. Grazie al nuovo impianto, poi, tutte le diverse fasi vengono riunite in un unico sito: sanificazione, analisi e qualificazione della fibra, selezione mediante tecnologia Iperspettrali NIR, sfilacciatura completa e rendicontazione certificata fino al successivo impiego.
Il processo si sviluppa attraverso 56 macchine e semi-macchine interconnesse tra loro, che interagiscono autonomamente grazie a software proprietari dedicati alla gestione coordinata delle lavorazioni e del trasferimento dei materiali lungo la linea.
Ogni fase di lavorazione viene documentata mediante la registrazione su blockchain dei dati relativi alle operazioni eseguite, associati alla macchina di riferimento.
Il risultato? L’abito usato o invenduto diventa fibra pronta per la filatura di tessuti oppure tessuto non tessuto (TNT), che può essere usato in innumerevoli modi, dall’edilizia all’arredamento, dall’automotive al settore medicale.
Trasformando i rifiuti in risorsa, e reinserendoli nel ciclo produttivo, il modello Igers contribuisce così agli obiettivi europei per un settore tessile più circolare, orientato alla durabilità dei prodotti, alla sicurezza dei materiali e a un maggiore impiego di fibre riciclate.
RM Editori srl società benefit e la testata Materia Rinnovabile sono di proprietà di Haiki+
In copertina: il taglio del nastro all’inaugurazione dell’impianto con il ministro Pichetto Fratin, foto Haiki+
