Dimostrare che un materiale riciclato possa tornare a essere riciclato rappresenta una delle sfide più concrete dell'economia circolare. Ed è proprio su questo aspetto che si concentra il doppio risultato raggiunto da Revet, azienda attiva nel recupero e nella valorizzazione delle plastiche post-consumo, che nel 2026 ha ottenuto due nuove certificazioni destinate a rafforzare la trasparenza e l'affidabilità della propria filiera.

La prima novità riguarda la certificazione rilasciata da Kiwa, organismo indipendente internazionale, che ha verificato non solo le caratteristiche del granulo plastico prodotto dall'azienda ma anche la riciclabilità degli oggetti realizzati impiegando esclusivamente questa materia prima seconda. L'obiettivo era rispondere a una domanda fondamentale per il settore: un manufatto ottenuto da plastica riciclata può essere nuovamente intercettato dagli impianti di selezione e reintrodotto nel ciclo produttivo?

Per accertarlo, i tecnici di Kiwa hanno analizzato dati di processo, effettuato verifiche nello stabilimento e condotto prove pratiche sui materiali, con un percorso che ha interessato l'intera filiera, dalla produzione del granulo fino alla capacità dei sistemi di selezione automatica di riconoscere gli oggetti una volta giunti a fine vita.

Le certificazioni rafforzano la filiera

Le verifiche hanno confermato che i manufatti realizzati con il granulo riciclato Revet sono nuovamente riciclabili quando vengono conferiti correttamente negli impianti di trattamento. Fa eccezione la plastica di colore nero, che continua a rappresentare una criticità per molte piattaforme di selezione. I sistemi ottici basati sulla tecnologia del vicino infrarosso (NIR), infatti, incontrano ancora difficoltà nell'identificare questi materiali, poiché il nero assorbe gran parte della radiazione utilizzata per il riconoscimento automatico.

Per l'azienda, la certificazione rappresenta un passaggio ulteriore rispetto alla semplice conformità dei processi produttivi, perché documenta la continuità della circolarità lungo l'intero ciclo di vita del prodotto, offrendo ai clienti una garanzia aggiuntiva sull'effettivo recupero delle materie plastiche.

A questo traguardo si aggiunge anche la certificazione RecyClass, uno degli standard europei di riferimento per la tracciabilità delle plastiche riciclate, sviluppato secondo la norma EN 15343:2007, un riconoscimento che verifica il contenuto di materiale riciclato presente nei granuli, la provenienza post-consumo delle materie utilizzate, il corretto bilancio di massa e la conformità dell'intero processo industriale.

Un mercato che chiede qualità certificata

L'ottenimento di RecyClass si affianca alla certificazione PSV (plastica seconda vita), già adottata da Revet, consolidando un sistema di controlli che accompagna il materiale dal rifiuto fino alla trasformazione in nuova materia prima. Ma la crescente attenzione alla misurazione della circolarità riflette un'evoluzione più ampia del comparto: non è più sufficiente dimostrare che un rifiuto possa diventare una nuova risorsa, occorre bensì garantire, con evidenze tecniche e verifiche indipendenti, che quel materiale possa continuare a circolare nel tempo, riducendo il ricorso a materie prime vergini e rafforzando l'efficienza del sistema del riciclo.

 

In copertina: immagine Revet