
Il gruppo E.ON ha annunciato la nascita del progetto BDL Next, un'iniziativa pensata per portare la ricarica bidirezionale sul mercato di massa. Come suggerisce il nome stesso, questa tecnologia consente all’energia di fluire in entrambe le direzioni, trasformando il veicolo in una vera e propria risorsa di accumulo. Insieme a un consorzio intersettoriale che riunisce industria, gestori della rete elettrica e istituti di ricerca, l'azienda ha avviato la fase pilota del progetto, iniziata da poco con la consegna dei veicoli ai cittadini partecipanti presso il BMW Welt di Monaco di Baviera, in Germania.
“Al termine della fase pilota, l’obiettivo di E.ON è quello di ottenere evidenze concrete e basate su applicazioni reali su come la ricarica bidirezionale possa essere integrata efficacemente sia nei sistemi energetici domestici sia nei mercati elettrici più ampi”, spiega E.ON Italia a Materia Rinnovabile. “Si tratta di comprendere, nella pratica, come un ecosistema sempre più decentralizzato possa funzionare in modo affidabile e scalabile.”
La sperimentazione durerà diversi mesi e i risultati serviranno a sviluppare ulteriormente la tecnologia, contribuendo anche alla definizione dei quadri normativi necessari, oltre ad aspetti come controllabilità e sistemi di misurazione. “L’obiettivo del progetto è anche garantire che i benefici si integrino in modo naturale nella vita quotidiana delle persone”, aggiunge l’azienda. “La semplicità d’uso e l’assenza di impatti sulle abitudini rappresentano infatti un requisito fondamentale: la flessibilità deve diventare un servizio invisibile, ma al tempo stesso concreto e accessibile.”
Dalla soluzione domestica al supporto della rete
BDL Next, progetto di ricerca lanciato a novembre 2023, vuole superare la logica del singolo nucleo domestico e adottare un approccio di sistema. L'idea è coordinare migliaia di piccole capacità energetiche distribuite nelle case per ridurre la pressione sull'intera rete, attivando la flessibilità dei veicoli in modo mirato e controllabile in tempo reale.
“Un primo risultato atteso riguarda la capacità di far dialogare in modo stabile e continuo elementi diversi del sistema energetico, come i veicoli elettrici, gli impianti fotovoltaici e i sistemi di gestione dell’energia domestica, anche in condizioni di utilizzo quotidiano”, sottolinea E.ON Italia. “Parallelamente, il progetto punta a generare evidenze sulla possibilità di attivare e aggregare la flessibilità energetica delle famiglie, rendendola una risorsa effettivamente utilizzabile sia per esigenze di mercato sia per la gestione della rete elettrica.”
Come sottolinea l’azienda, un elemento centrale sarà acquisire esperienza pratica nella gestione e nel coordinamento in tempo reale di soggetti e infrastrutture eterogenee, dalle utenze domestiche ai gestori di rete, in un contesto energetico caratterizzato da una crescente interconnessione.
La flessibilità domestica sta infatti assumendo un’importanza crescente nella transizione energetica, contribuendo a rafforzare la stabilità della rete, a rendere più efficiente l’impiego delle fonti rinnovabili e a offrire ai clienti nuove opportunità di vantaggio economico. In questo ambito, un passaggio centrale riguarda il Redispatch 3.0, una forma moderna di gestione delle congestioni, che, per la prima volta, utilizza risorse decentralizzate a bassa tensione per garantire la stabilità del sistema energetico del futuro.
“Lo sviluppo della ricarica bidirezionale in Europa non è oggi limitato dalla maturità tecnologica, quanto piuttosto dalla complessità dell’ecosistema in cui questa tecnologia si inserisce”, sottolinea E.ON Italia. “La sfida principale riguarda la capacità di far dialogare in modo coerente e standardizzato una pluralità di sistemi e attori diversi.”
In questo contesto, la parola chiave è interoperabilità: per rendere possibile questo tipo di ricarica è necessaria l’interazione tra veicoli elettrici, infrastrutture di ricarica, sistemi energetici domestici, operatori di rete e piattaforme di mercato, che però vengono spesso sviluppati da attori differenti. “In assenza di standard condivisi, una parte importante del potenziale di flessibilità rischia di non essere ancora pienamente attivata”, aggiunge l’azienda.
I vantaggi per le famiglie
"Per le famiglie, la ricarica bidirezionale rappresenta un'evoluzione concreta del ruolo del veicolo elettrico all'interno del sistema energetico domestico”, spiega E.ON Italia. “Non si tratta più soltanto di un mezzo di trasporto, ma di un elemento attivo nella gestione dell'energia."
Il vantaggio più immediato riguarda l'autoconsumo. "L'energia in eccesso prodotta dal fotovoltaico può essere immagazzinata nella batteria del veicolo e successivamente reimmessa nella casa quando necessario, contribuendo a ridurre il prelievo dalla rete", prosegue l'azienda, che richiama anche la possibilità di ottimizzare i momenti di ricarica in funzione delle condizioni più favorevoli, sia in termini economici sia di disponibilità di energia rinnovabile. C'è poi un cambio di prospettiva più ampio: "In questo modo i clienti diventano parte integrante della transizione energetica, non solo come consumatori ma come agenti attivi del sistema".
Restano però ancora alcuni ostacoli da superare e sarà necessaria una forte collaborazione tra ricerca e sviluppo, industria automobilistica e settore energetico per arrivare a soluzioni standard condivise e coerenti nel tempo. Oltre alla necessità di mettere in comunicazione sistemi e attori differenti, occorre rafforzare il quadro regolatorio e accompagnare lo sviluppo di un mercato ancora in evoluzione, anche attraverso l’armonizzazione degli standard tecnici a livello europeo.
“Se da un lato stanno emergendo i primi casi applicativi, dall’altro manca ancora una cornice pienamente matura che consenta l’utilizzo sistemico della flessibilità distribuita, ad esempio nei mercati energetici o nei servizi di rete”, racconta E.ON Italia. “Temi come la misurazione dei flussi energetici, l’attribuzione del valore della flessibilità e la sua integrazione nei meccanismi di mercato rappresentano ancora ambiti in fase di definizione.”
Cosa si aspetta E.ON dalla fase pilota
Il banco di prova dei prossimi mesi servirà a raccogliere dati e a valutare il funzionamento del progetto, che verrà analizzato attraverso una lettura integrata di tre dimensioni principali. "Da un lato la performance tecnica e l’interoperabilità dei sistemi, con particolare attenzione alla capacità di integrare tecnologie di produttori diversi attraverso standard comuni. Dall’altro l’impatto sul sistema energetico, in termini di contributo alla stabilità della rete e all’integrazione delle fonti rinnovabili”, conclude E.ON Italia. “Infine, un ruolo centrale sarà attribuito all’esperienza del cliente, valutando semplicità d’uso, livello di accettazione e reale capacità della soluzione di integrarsi nella vita quotidiana senza richiedere cambiamenti nelle abitudini."
In copertina: immagine Envato
