Efficiente, elettrica, meno ingombrante e con gas refrigerante a basso impatto climatico. Sono le caratteristiche della nuova aroTHERM plus, la pompa di calore idroponica (aria-acqua), progettata da Vaillant per il contesto urbano italiano. “Siamo orgogliosamente caldaisti, ma è chiaro che gli investimenti del gruppo vanno tutti verso la transizione energetica che non è più un’opzione”, ha detto Paolo Curati, amministratore delegato di Vaillant Group Italia, durante la presentazione alla stampa del 7 ottobre alla fiera SAIE di Bologna.

L’edilizia è tra i settori più impattanti sotto il profilo climatico. Il Global Status Report for Buildings and Construction, pubblicato dall’UNEP nel marzo 2025, ha stimato che gli edifici sono responsabili del 34% delle emissioni globali di CO₂ e del 32% dei consumi energetici. Secondo il gruppo tedesco, la decarbonizzazione dovrebbe coinvolgere l’intero ciclo di vita del costruito, adottando su larga scala tecnologie elettrificate come le pompe di calore, sistemi ibridi e di climatizzazione.

La pompa di calore per spazi ridotti

La aroTHERM plus è un’innovativa pompa di calore disegnata per abbattere i vincoli installativi legati all'impiego del refrigerante R 290 a propano, un gas altamente infiammabile che prevede normalmente delle zone cuscinetto in prossimità di porte, finestre, prese elettriche e bocche di lupo.

“Il brevetto Flexible Space è pensato proprio per le nostre città che hanno uno stock immobiliare vecchio e frazionato”, continua Curati. “Ma all’Italia manca anche una rete tra imprese che faciliti la transizione energetica degli edifici.” AroTHERM plus nasce all’interno degli stabilimenti europei di Vaillant, tra cui la gigafactory di Senica, in Slovacchia, uno dei poli più avanzati del continente dedicati alla produzione di pompe di calore.

La sua struttura estremamente compatta la rende particolarmente adatta alle installazioni in balconi e terrazze di dimensioni ridotte, tipiche degli edifici urbani ad alta intensità demografica. Anche nella taglia da 15 kW, la pompa di calore mantiene una configurazione monoventola, ottimizzando gli ingombri senza sacrificare le prestazioni. Il sistema inoltre garantisce efficienza anche in condizioni climatiche estreme: da -25°C in riscaldamento fino a +46°C in raffrescamento.

Una pompa di calore aria-acqua preleva calore dall'aria esterna e lo trasferisce all'acqua che alimenta termosifoni e pannelli radianti a pavimento. È un impianto di riscaldamento alternativo alla caldaia a gas, ma funziona bene anche come raffreddatore senza rinunciare al comfort.

Le normative europee, tra gas refrigeranti ed efficientamento energetico

In Europa, dal gennaio 2026, è vietato utilizzare gas fluorurati a effetto serra (chiamati anche F-Gas) con un potenziale di riscaldamento globale pari o superiore a 2.500. Alcuni F-Gas sono stati banditi anche perché contribuiscono alla distruzione dello strato di ozono.

Tra i refrigeranti alternativi presenti sul mercato, l'R 290 a propano sembra quello più promettente, sia per garantire affidabilità e sicurezza, sia per il suo ridotto potenziale di riscaldamento globale (0.2). Secondo Vaillant, che lo ha iniziato a studiare e poi utilizzare da una decina di anni, il gas R290 è in grado di raggiungere temperature di mandata fino a 70°C, assicurando massima flessibilità sia nelle nuove costruzioni sia negli interventi di riqualificazione energetica.

Un’altra direttiva da seguire con attenzione per la decarbonizzazione del parco immobiliare è la Energy Performance of Buildings Directive (EPBD), nota (forse impropriamente) come Direttiva Case Green. Oltre a prevedere l’eliminazione graduale dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento alimentati a combustibili fossili entro il 2040, la direttiva richiede una riduzione del consumo energetico medio annuo del settore edilizio di almeno il 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.

Tuttavia la direttiva non è stata recepita completamente dal governo italiano: manca ancora il piano di riqualificazione degli edifici che Bruxelles aveva chiesto di consegnare entro il 31 dicembre 2025. Nel corso del question time al Senato di mercoledì 7 ottobre, il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato che il governo ha “elaborato e trasmesso la bozza recante i princìpi e i criteri direttivi che vincoleranno l’operato del Governo”. Il testo sembra esserci, ma non sono ancora chiare le tempistiche del decreto che dovrebbe renderlo legge. Probabilmente se ne riparlerà nel 2027.

Oggi pompe di calore come aroTHERM plus costano ancora molto di più delle caldaie. La curva dei prezzi è destinata a scendere, anche grazie agli incentivi. “Purtroppo in Italia non abbiamo una piattaforma incentivante di lungo periodo come accade in altri paesi”, dice a Materia Rinnovabile Roberto Cortese, responsabile degli affari pubblici di Vaillant. “Avevamo storicamente due detrazioni, il Bonus casa con una detrazione del 50% e l’Ecobonus con il 65%. Ma nell'ultima finanziaria il governo ha optato per un'unica aliquota del 50%, valida ancora oggi.”

Al momento non si sa quante risorse metterà a disposizione il governo Meloni per il 2027, nemmeno quali interventi di riqualificazione energetica saranno ammessi per accedere agli incentivi. Nel frattempo, però, le pompe di calore stanno diventando sempre più adatte al contesto urbano italiano.

 

In copertina: foto Vaillant