Nasce a Roma SHIFT, piattaforma promossa da Gruppo CAP con l’obiettivo di integrare competenze industriali, ricerca scientifica e governance territoriale per affrontare le sfide della transizione ecologica. Presentata presso l’Istituto Luigi Sturzo, l’iniziativa si inserisce in un contesto europeo che richiede approcci sistemici e non più settoriali alla gestione delle infrastrutture ambientali.

Il presupposto è chiaro: acqua, energia e gestione delle risorse rappresentano asset strategici per la competitività. In Italia, fino al 20% del PIL è direttamente collegato alla disponibilità della risorsa idrica, mentre la filiera estesa dell’acqua genera un moltiplicatore economico pari a 2,8. In questo scenario, SHIFT si propone come piattaforma di co-progettazione per sviluppare soluzioni scalabili, capaci di coniugare sostenibilità ambientale e crescita industriale.

L’attività si articola lungo tre direttrici: transizione climatica, bioeconomia e integrazione tra acqua e rifiuti. Ambiti che riflettono le principali traiettorie di sviluppo europeo, con particolare attenzione alle Nature-Based Solutions, alle tecnologie Aquatech e alla valorizzazione circolare delle risorse.

Dalle reti idriche alle “miniere energetiche”

Il primo Policy Brief della piattaforma offre un esempio concreto di questo approccio integrato, analizzando la sinergia tra servizio idrico ed energia. Il documento evidenzia come le acque reflue, mantenendo temperature stabili tra 10 e 20°C durante tutto l’anno, possano diventare una fonte energetica strategica per le città.

Attraverso l’impiego di pompe di calore industriali, il calore recuperato può alimentare le reti di teleriscaldamento urbano, trasformando i depuratori in vere e proprie "miniere energetiche". Un modello che consente di ridurre le emissioni, aumentare l’efficienza energetica e valorizzare infrastrutture già esistenti.

Tuttavia, la piena diffusione di queste soluzioni richiede un adeguamento normativo. SHIFT propone l’equiparazione del calore recuperato all’elettricità nei target ambientali europei al 2045 e la defiscalizzazione dell’energia impiegata nei processi di recupero termico. Parallelamente, viene sottolineata la necessità di semplificare gli iter autorizzativi per accelerare gli investimenti, in linea con le scadenze del PNRR.

Una piattaforma multi-stakeholder per il sistema paese

Uno degli elementi distintivi di SHIFT è la sua natura multi-stakeholder, che coinvolge operatori industriali, centri di ricerca e istituzioni. Tra i partecipanti figurano Utilitalia, Fondazione Utilitatis e Politecnico di Milano, insieme a numerosi partner tecnologici e territoriali.

Questa rete consente di mettere a sistema competenze lungo l’intera filiera della transizione ecologica, offrendo al decisore pubblico analisi tecniche e proposte operative. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi e costruire una visione integrata delle infrastrutture ambientali, trasformandole in motori di innovazione e resilienza.

 

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In copertina: foto Gruppo CAP