In occasione della Design Week, la creatività dell’arte contemporanea e il rigore dell’industria tessile trovano un punto d’incontro: è il CirculART 4.0, progetto della Fondazione Pistoletto Cittadellarte, inaugurata a Milano oggi, 20 aprile 2026, presso la sede di Eco Contract + Eco Design in Palazzo Bocconi. L’esposizione, che durerà fino al 26 aprile, mette al centro il design e la moda sostenibile, elevandola a veicolo di cambiamento culturale.
Questo progetto rappresenta l’evoluzione naturale di Fashion B.E.S.T. (Better Ethical Sustainable Think-Tank), il laboratorio di moda sostenibile fondato nel 2009 da Michelangelo Pistoletto e Franca Sozzani. La quarta edizione di CirculART ha debuttato già a ottobre 2025 proprio presso la Fondazione Sozzani a Milano, con le opere di sei giovani talenti internazionali (tre artisti e tre fashion designer) realizzate in collaborazione con sedici aziende tessili italiane. L'esposizione della Design Week presenterà i risultati di questo processo di co-creazione, concentrandosi sul mondo dell’architettura e dell’interior design, per mostrare come l’arte possa influenzare concretamente le soluzioni abitative contemporanee.
Che cos’è CirculART 4.0
Sviluppato con il Material Innovation Lab (MIL) di Kering e il supporto della Ellen MacArthur Foundation, CirculART 4.0 è un laboratorio pionieristico che approfondisce i pilastri della nuova economia tessile: tracciabilità, trasparenza e circolarità. Per farlo, utilizza diversi mezzi e strumenti, compresi quelli del mondo digitale. Olga Pirazzi, responsabile dell'ufficio moda di Fashion B.E.S.T di Cittadellarte, spiega a Materia Rinnovabile che il progetto CirculART “prende forma dall’esigenza di rendere visibile ciò che spesso resta invisibile, il ciclo di vita dei prodotti, le storie che custodiscono, le scelte che ne determinano l’impatto, tutto questo reinterpretato attraverso lo sguardo, le emozioni e la creatività degli artisti”.
“I progetti di Cittadellarte hanno sempre l’obiettivo di mantenere una forte coerenza interna, condividendo una visione comune, anche se nel tempo il linguaggio può evolvere e cambiare”, aggiunge poi Pirazzi. “CirculART 4.0 si inserisce in questa continuità, ma rappresenta al tempo stesso un’evoluzione significativa, anche grazie al coinvolgimento di partner di altissimo livello e a un forte potenziale di crescita.”
Il passaporto digitale che racconta la trasparenza della filiera
Un elemento cardine di questa esposizione è il Digital Product Passport (DDP). Ogni opera, infatti, è accompagnata da un passaporto digitale che racconta la filiera dei prodotti che la compongono, raccontando così a chi visita la mostra la genesi creativa in modo trasparente e accessibile. “Il Digital Product Passport rappresenta un passaggio fondamentale che ci consente di creare una sorta d’identità digitale di un prodotto”, ci spiega Pirazzi. “Racconta da dove proviene, come è stato realizzato, quali materiali lo compongono e quale impatto ha generato lungo tutto il suo ciclo di vita. Lo considero uno strumento sempre più centrale per il futuro del sistema tessile, non solo per la comunicazione e la visibilità, ma perché rende accessibile la trasparenza della filiera e la trasforma in esperienza, creando una relazione più consapevole e profonda tra persona e prodotto.”
Inoltre, sottolinea la responsabile dell’ufficio moda della fondazione, “l’introduzione di una dimensione più tecnologica e sistemica, accanto al dialogo tra arte, moda e impresa, ha generato un importante valore aggiunto, integrando un livello di tracciabilità e analisi dei dati che rende queste relazioni ancora più concrete e misurabili, in linea con le esigenze contemporanee. È come se il linguaggio artistico si fosse ampliato, arricchendosi di una componente digitale, un dialogo diretto con le filiere produttive e con le crescenti necessità di tracciabilità e circolarità, che rende l’arte ancora più attiva e incisiva nella pratica”.
L’arte come responsabilità sociale
Il nuovo progetto della Fondazione Pistoletto Cittadellarte estende la visione etica del Terzo Paradiso anche al mondo dell’architettura e dell’interior design. Per farlo, trasforma la materia tessile da semplice complemento a componente centrale per una progettazione sostenibile. Eco Contract + Eco Design traduce poi questa filosofia nella realtà architettonica, selezionando materiali che riducono l’impatto ambientale e valorizzano il benessere indoor.
“L’idea che l’arte abbia una responsabilità sociale significa oggi investire in processi capaci di generare valore culturale non solo estetico, ma anche etico”, afferma Pirazzi. “Nel mondo della moda e del design, questo si traduce nel sostenere progetti che ripensano le filiere, valorizzano i materiali e riducono l’impatto ambientale e sociale, trasformandolo in valore. Al punto in cui siamo oggi non ci si può fermare, ma cercare di creare modelli nuovi, capaci di ispirare un cambiamento soprattutto culturale. In questo senso, l’arte diventa un attivatore, apre possibilità, immagina scenari e accompagna l’innovazione rendendola desiderabile.”
“Con CirculART 4.0, la Design Week diventa l’occasione per dimostrare che l’arte è un motore concreto di cambiamento”, ribadisce anche Paolo Naldini, direttore della fondazione. “È un invito alle industrie a coinvolgere i creativi lungo tutta la filiera per immaginare, insieme, un futuro dove la bellezza è sinonimo di responsabilità. Negli anni Sessanta, Pistoletto ha contribuito a portare l’arte anche al di fuori dell’atelier dell’artista. Con Cittadellarte trasformiamo i luoghi della vita sociale in atelier collettivi di co-creazione, dove la libertà dell’arte e la responsabilità che ne derivano vengono condivise con ogni altra posizione di creazione materiale o intellettuale che costruisce la società”. La mostra è visitabile gratuitamente durante tutta la settimana del design milanese dalle ore 10 alle 19.
In copertina: foto di Fondazione Pistoletto
