Gli accordi di libero scambio (Free Trade Agreement, FTA) recentemente conclusi dall’India riflettono un cambiamento strategico: da una politica commerciale difensiva a un approccio mirato e orientato alla crescita. L’India si è concentrata su partner con cui le complementarità commerciali sono già forti, la logistica è efficiente e gli interessi economici risultano allineati.

I risultati sono evidenti: tra l’anno fiscale 2020-21 e il 2024-25, il commercio dell’India con partner strategici coperti da FTA è cresciuto del 92%, rispetto a una crescita del 41,5% del commercio totale di merci dell’India con il resto del mondo. Questo segna un netto distacco dalle strategie commerciali del passato. Nuova Delhi sceglie sempre più partner con cui il commercio bilaterale era già in espansione e dove gli accordi possono amplificare una dinamica già esistente, piuttosto che tentare di creare nuove relazioni commerciali da zero. Gli FTA vengono quindi utilizzati per consolidare e accelerare corridoi commerciali che già dimostrano un forte potenziale.

La quota di questi partner nel paniere commerciale complessivo dell’India è passata da circa l’11-12% nell’anno fiscale 2021 a quasi il 16,5% entro il 2025. Questo cambiamento riflette una strategia deliberata di priorità verso economie bilaterali ad alta intensità commerciale, orientate agli scambi e allineate con i punti di forza dell’India nella manifattura, nella lavorazione dell’energia, nei prodotti farmaceutici, nei servizi e nella crescita guidata dagli investimenti. Vediamo meglio, di seguito, alcuni dei recenti accordi di libero scambio con l’India.

EFTA: impegni di investimento, non solo tariffe

Nel 2024 l’India ha firmato un accordo commerciale con i paesi dell’EFTA. Una crescita del commercio di merci di circa il 19% sottostima l’importanza dell’accordo. Le importazioni dall’EFTA si concentrano in beni ad alto valore come oro, strumenti di precisione e prodotti chimici, mantenendo relativamente stabili i volumi commerciali. Il vero valore risiede negli impegni di investimento incorporati nell’accordo, nella collaborazione tecnologica e nella creazione di posti di lavoro altamente qualificati. Il patto India-EFTA segna un passaggio dalla visione degli FTA come semplici strumenti tariffari al loro utilizzo come veicoli per la formazione di capitale e l’aggiornamento industriale.

Vale la pena notare che il 27 gennaio 2026 l’India e l’Unione Europea hanno annunciato la conclusione dei negoziati per un accordo di libero scambio, definito la “madre di tutti gli accordi”, in base al quale il 93% delle esportazioni indiane beneficerà di accesso esente da dazi nel blocco dei 27 paesi, mentre le importazioni di auto di lusso e vini dall’UE diventeranno meno costose.

Regno Unito, una partnership ad alto reddito

L’India ha firmato un FTA con il Regno Unito nel 2025. Il commercio tra i due paesi è cresciuto del 76% tra il 2021 e il 2025, già prima della conclusione formale dell’accordo. Il Regno Unito è un mercato ad alto reddito e ad alti standard, in cui l’India compete con forza nei settori farmaceutico, tessile, dei beni di ingegneria, dei prodotti chimici, dei componenti automobilistici e dei servizi.

L’accordo migliora l’accesso al mercato, affronta le barriere nei servizi e nella mobilità professionale e rafforza i legami di investimento in tecnologia, finanza, manifattura avanzata ed energia pulita. Riflette, inoltre, la fiducia dell’India nel confrontarsi con mercati sviluppati senza compromettere lo spazio di politica economica interna.

Australia, risorse al servizio di manifattura e farmaceutica

L’India ha firmato un FTA con l’Australia nel 2022. Da allora, il commercio bilaterale è cresciuto rapidamente, aumentando del 96% tra l’anno fiscale 2020-21 e il 2024-25. L’Australia fornisce carbone, minerali critici, minerali metallici e input energetici fondamentali per la base industriale indiana, mentre l’India esporta prodotti petroliferi raffinati, farmaceutici, macchinari, tessili e beni di consumo.

L’accordo rafforza anche i legami nei servizi, in particolare nell’istruzione e nei servizi professionali, e sostiene la cooperazione nell’energia pulita e nei minerali critici. Dal punto di vista strategico, l’Australia aiuta l’India a diversificare le catene di approvvigionamento e a garantire risorse chiave per la crescita di lungo periodo.

Nuova Zelanda, complementarità chiare

L’India ha firmato un FTA con la Nuova Zelanda nel 2025. Il commercio è cresciuto di circa il 50% partendo da una base relativamente piccola, riflettendo complementarità di nicchia ma ben definite. L’India esporta prodotti farmaceutici, macchinari e beni manifatturieri, mentre importa lana, prodotti agricoli, metalli e materie prime. L’accordo è attentamente calibrato: bilancia l’accesso al mercato con sensibilità domestiche, soprattutto nel settore agricolo, e include una dimensione di investimento che segnala fiducia nelle prospettive di crescita dell’India nel medio periodo.

Mauritius, piccoli volumi commerciali, grande valore strategico

L’Accordo di cooperazione economica globale e partenariato tra India e Mauritius funziona principalmente come accordo-porta di accesso. Basato su servizi, facilitazione degli investimenti e cooperazione finanziaria, formalizza una relazione economica già molto stretta. Sebbene il commercio di merci sia cresciuto di circa il 13% tra il 2021 e il 2025, l’importanza dell’accordo risiede nel rafforzamento della cooperazione regolatoria e dell’infrastruttura istituzionale che sostiene investimenti e servizi transfrontalieri.

Emirati Arabi Uniti, il fiore all’occhiello della strategia FTA dell’India

L’India ha firmato un FTA con gli Emirati Arabi Uniti nel 2022. Il commercio bilaterale è passato da 43 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2021 a oltre 100 miliardi entro il 2025, un’espansione del 131% in quattro anni. L’India esporta prodotti petroliferi, gemme e gioielli, macchinari, prodotti alimentari, tessili e beni manifatturieri, mentre importa petrolio greggio, prodotti petrolchimici, metalli preziosi e beni intermedi.

Il ruolo degli Emirati Arabi Uniti come hub logistico globale amplifica questi flussi, mentre forti legami nei servizi e negli investimenti rafforzano la partnership. Questo accordo dimostra come intensità commerciale, efficienza logistica e allineamento settoriale possano generare scala e resilienza.

Oman: energia, logistica e prossimità

L’India ha firmato un FTA con l’Oman nel 2025, con il commercio bilaterale aumentato del 95% in quattro anni. La relazione si fonda sulle importazioni energetiche, sui prodotti alimentari, sui macchinari, sui metalli e sui servizi logistici. La vicinanza geografica e i legami commerciali storici conferiscono a questo corridoio una forza intrinseca, e la natura globale dell’accordo consolida una traiettoria commerciale che era già in forte crescita.

FTA come acceleratori, non esperimenti

I recenti FTA dell’India non sono esercizi speculativi. Sono radicati in corridoi commerciali che stavano già crescendo rapidamente durante la ripresa post-Covid. La crescita del 92% del commercio con questi partner − più del doppio rispetto alla crescita del commercio globale dell’India − dimostra che l’India firma accordi dove le complementarità sono reali, la logistica efficiente e gli interessi economici allineati.

Con l’approfondirsi degli impegni tariffari, la maturazione delle disposizioni sui servizi e la trasformazione degli investimenti in nuova capacità produttiva, il commercio dell’India con i partner degli FTA firmati dal 2021 è destinato a più che raddoppiare nuovamente entro il 2030. In un contesto globale frammentato, la strategia dell’India di firmare accordi di libero scambio dove il commercio è già fiorente potrebbe rivelarsi la sua svolta più resiliente ed economicamente solida.

 

In copertina: Chandrapuram Ponnusami Radhakrishnan, Antonio Costa, Narendra Modi e Ursula von der Leyen fotografati da Dati Bendo © European Union, 2026