In Italia l’educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza attiva continua a occupare uno spazio limitato nei percorsi formativi e nei luoghi di partecipazione pubblica. Eppure, secondo le più recenti analisi europee, il coinvolgimento delle nuove generazioni rappresenta uno degli elementi chiave per affrontare sfide sempre più interconnesse come la crisi climatica, la sicurezza alimentare, la tutela della biodiversità e la giustizia sociale. È in questo scenario che si inserisce l’attività di Mani Tese, organizzazione impegnata nella promozione della giustizia economica, sociale e ambientale, che, dopo le attività di maggio, anche nel mese di giugno propone una serie di iniziative rivolte a cittadini, associazioni e giovani attivisti.

L’obiettivo è costruire percorsi di consapevolezza e azione capaci di trasformare la partecipazione in uno strumento concreto di cambiamento. Un approccio che mette al centro il ruolo delle comunità locali e delle giovani generazioni, considerate non semplici beneficiarie di interventi educativi ma protagoniste nella definizione di modelli di sviluppo più sostenibili.

“Crediamo che i giovani non siano solo destinatari di politiche e interventi, ma attori fondamentali del cambiamento”, ha dichiarato Giuseppe Stanganello, presidente di Mani Tese ETS. “Il nostro lavoro punta a creare spazi di formazione, confronto e azione collettiva in cui le giovani generazioni possano acquisire strumenti critici e tradurli in impegno concreto sui temi della giustizia sociale e ambientale.”

L’impegno dell’organizzazione si inserisce anche all’interno di progettualità europee dedicate alla trasformazione dei sistemi alimentari. Nei mesi scorsi, attraverso i progetti Turn the Tables e Rebooting the Food System, sono stati pubblicati due bandi rivolti a organizzazioni della società civile e collettivi giovanili impegnati nella costruzione di filiere alimentari più eque, inclusive e sostenibili. Le iniziative hanno coinvolto oltre 31 realtà italiane, confermando il crescente interesse verso modelli agroalimentari alternativi e a minore impatto ambientale.

Agroecologia e filiere locali al centro degli eventi di giugno

Dopo gli appuntamenti di maggio, il calendario entra nel vivo con le iniziative ancora in programma nel mese di giugno. Il primo appuntamento è previsto a Milano, presso Cascina Linterno, dove il 6 giugno si terrà una nuova edizione del Mercato contadino organizzato nell’ambito del progetto Rebooting the Food System.

L’evento rappresenta molto più di un semplice mercato agricolo. L’obiettivo è favorire l’incontro tra produttori locali e cittadini, promuovendo una riflessione sul ruolo dell’agroecologia come possibile risposta alle criticità del sistema alimentare contemporaneo. Attraverso laboratori, momenti di confronto e attività divulgative, i partecipanti potranno approfondire temi legati alla produzione sostenibile, al consumo responsabile e alla riduzione degli impatti ambientali delle filiere agroalimentari.

Il comparto alimentare, infatti, è responsabile di una quota significativa delle emissioni globali di gas serra e rappresenta uno dei settori maggiormente esposti agli effetti del cambiamento climatico. In questo contesto, la promozione di filiere corte, produzioni locali e pratiche agroecologiche viene sempre più considerata una leva strategica per rafforzare la resilienza dei territori e ridurre la pressione sugli ecosistemi.

L’appuntamento milanese offrirà inoltre uno spazio dedicato alla condivisione di esperienze di campaigning e partecipazione civica, con l’obiettivo di trasformare la sensibilizzazione ambientale in azioni concrete capaci di incidere sulle politiche locali.

Dai territori alle sfide globali

Il percorso proseguirà il 27 e 28 giugno a Busto Arsizio, in provincia di Varese, con un evento dedicato al tema del cibo e delle filiere sostenibili. L’iniziativa si concentrerà sul legame tra modelli produttivi, giustizia climatica e sviluppo territoriale, evidenziando come le scelte alimentari possano influenzare non solo gli equilibri economici ma anche quelli ambientali e sociali.

La riflessione proposta da Mani Tese parte da un presupposto ormai condiviso dalla comunità scientifica internazionale: la transizione ecologica non può limitarsi all’innovazione tecnologica, ma richiede un profondo cambiamento culturale e una maggiore partecipazione delle comunità locali. In quest’ottica, il coinvolgimento dei giovani diventa una condizione necessaria per costruire sistemi alimentari più resilienti e inclusivi.

Gli appuntamenti di giugno rappresentano quindi un tassello di una strategia più ampia che guarda all’autunno, quando prenderà il via la quarta edizione della Mani Tese Academy, percorso formativo rivolto agli under 35. Un segnale di continuità che conferma come la sostenibilità, oggi più che mai, richieda competenze, consapevolezza e capacità di tradurre la conoscenza in partecipazione attiva. Perché le grandi sfide globali, dal clima alla sicurezza alimentare, continuano a trovare nei territori il loro primo e più importante laboratorio di cambiamento.

 

In copertina: immagine Envato