
Tutto esaurito. È questo il primo segnale chiaro che arriva dallo European Carbon Farming Summit (ECFS), giunto alla sua terza edizione, in programma dal 17 al 19 marzo 2026 alla Fiera di Padova. L’evento, organizzato dal progetto europeo Credible insieme a EIT Climate-KIC e SAE Innova, in collaborazione con Veneto Agricoltura, Confagricoltura Veneto ed EIT Food, si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama europeo sulla transizione climatica in agricoltura, registrando il sold-out a una settimana dal suo avvio.
Il tema che fa da filo conduttore a questa edizione è “Bridging actors to accelerate climate actions”: costruire ponti tra scienziati, policy maker, imprese, agricoltori e ONG per accelerare concretamente le azioni climatiche legate alle pratiche agricole carbon-positive. Dopo le precedenti edizioni di Valencia 2024 e Dublino 2025, la scelta di Padova riflette la volontà degli organizzatori di radicare il dibattito europeo anche nelle realtà produttive locali più dinamiche.
Un programma denso
Il programma si sviluppa su tre giornate con cinque sessioni plenarie, 44 sessioni parallele e workshop, sessioni poster e numerosi momenti di networking. Il 17 marzo, l’apertura dell’evento è affidata a Kirsten Dunlop, CEO di EIT Climate-KIC. Seguono due sessioni plenarie: la prima sul ruolo del carbon farming nella mitigazione climatica, biodiversità e agricoltura sostenibile, con la partecipazione del direttore generale per l'azione climatica della Commissione europea Kurt Vandenberghe e della direttrice generale per l'agricoltura Elisabeth Werner; la seconda sulle tendenze del mercato del carbonio e i meccanismi di supporto disponibili, con relatori da Danone, Mars, Royal Canin, Deloitte e Commissione europea.
Il 18 marzo spazio all’approfondimento di temi tecnici e trasversali, a partire da un aggiornamento sulle politiche europee con tre funzionari della Commissione (DG ambiente, DG agricoltura, DG clima), fino alla sessione plenaria dedicata alla gestione del rischio: incertezze nei sistemi MRV, responsabilità per le reversioni e strumenti assicurativi emergenti, con la partecipazione di esperti in resilienza agricola. Il summit si chiuderà il 19 marzo con una plenaria sul futuro del carbon farming oltre l'agricoltura, verso silvicoltura, biodiversità e bioeconomia.
Le 44 sessioni parallele
Il cuore operativo del summit sono le 44 sessioni parallele, che affrontano con taglio pratico e interdisciplinare i nodi più concreti del settore. Sul fronte delle pratiche agricole, una sessione dedicata darà voce direttamente agli agricoltori europei, Giving Voice to Farmers: From Practice to Proof in Carbon Farming, per raccogliere esperienze di prima mano su salute del suolo, riduzione delle emissioni, sfide con i sistemi di certificazione e strumenti digitali. Un'altra sessione esplora come le pratiche di gestione forestale migliorata e le iniziative comunitarie di carbon forestry possano integrarsi nel nuovo quadro normativo CRCF, con casi di studio da Italia e paesi nordici.
Molto spazio è dedicato al tema degli standard e della certificazione. Una sessione esamina come il regolamento CRCF possa allinearsi con i sistemi internazionali di rendicontazione del carbonio, affrontando questioni di interoperabilità dei dati, doppio conteggio e coordinamento tra livelli nazionali ed europei. Un'altra analizza le sfide pratiche nell'implementazione di progetti di carbonio nel suolo, con un confronto diretto tra i requisiti del CRCF, gli standard del mercato volontario e le metodologie esistenti. Particolare attenzione è riservata alla silvicoltura del carbonio, con una sessione che smonta miti e paragona i modelli forestale e agricolo in termini di permanenza, misurabilità e creazione di valore.
Finanza, piccoli agricoltori, modelli di business e tecnologie emergenti
Il nodo del finanziamento è centrale in più sessioni. Una di queste, From Verified Claims to Scaled Action, affronta la mancanza in Europa di un'infrastruttura di validazione per le riduzioni di emissioni Scope 3 nella filiera agricola, esplorando soluzioni come la finanza mista, i sistemi MRV interoperabili e la collaborazione a livello paesaggistico. Un'altra sessione esamina come combinare fondi pubblici, mercati volontari e privati, e approcci legati alla biodiversità per finanziare la transizione agricola, evitando il doppio conteggio dei benefici ambientali.
Di grande rilevanza pratica è la sessione dedicata alle piccole aziende agricole europee, Unlocking European Small Farms' Access to Carbon Markets, che denuncia come i recenti sviluppi del CRCF abbiano in larga misura ignorato la realtà dei piccoli agricoltori, e propone, in formato workshop, soluzioni concrete per includerli nei mercati ambientali in modo economicamente sostenibile.
Tra i temi più innovativi spicca la sessione sull'intelligenza artificiale applicata al monitoraggio del carbonio nel suolo, SCF-TRUSTAI 2026, che dimostra come combinare telerilevamento, misurazioni in situ e machine learning per costruire pipeline MRV affidabili e auditabili. Altro momento di rilievo è la sessione sulle tecnologie di Earth Observation per il carbon farming, con contributi dell'Agenzia spaziale europea e di Airbus, che presentano approcci basati su immagini satellitari ad alta risoluzione per monitorare variazioni di stock di carbonio a livello di singola particella agricola.
Oltre il carbonio: biodiversità, zone umide e zootecnia
La sessione Co-Benefits for Whom? affronta una domanda provocatoria ma essenziale: chi si avvantaggia davvero dei co-benefici di carbon farming, biodiversità, regolazione idrica, valore culturale, mezzi di sussistenza, e chi invece ne sostiene i costi? Il panel proverà a mettere in discussione se gli attuali sistemi di pagamento dei crediti di carbonio riflettano adeguatamente questa distribuzione di valore nel tempo e nello spazio, con particolare attenzione all'equità intergenerazionale e ai limiti planetari. OpenGeoHub Foundation, ideatrice della sessione e leader del progetto europeo OGCR, contribuisce inoltre, insieme a thriveGEO GmbH e Agrosolutions, alla sessione From Pilots to Practice: Building a Fair, Farmer-Empowered Carbon Registry for Europe, un workshop interattivo che esplora come il design di un registro aperto e geospaziale del carbonio possa abilitare mercati credibili e allineati al CRCF, mettendo gli agricoltori al centro del sistema.
L'edizione 2026 si svolge in un momento cruciale per le politiche climatiche europee. Il mercato volontario dei crediti di carbonio agricolo stenta ancora a decollare ai prezzi necessari per incentivare un cambiamento su larga scala. Il summit si propone come uno spazio privilegiato per fare il punto sui progressi del nuovo regolamento CRCF, imparare da esperienze reali sul campo e definire come mercati e politiche possano rafforzarsi reciprocamente.
In copertina: Padova, immagine Envato

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