
Le energie rinnovabili stanno trasformando il panorama energetico europeo, ma la rapida transizione verde sta mettendo alla prova la stabilità della rete. Il blackout iberico ha messo in luce i rischi di un'ambizione che supera la flessibilità del sistema. Tuttavia, la situazione è diversa nel Nord.
I paesi nordici hanno integrato una quota consistente di energie rinnovabili mantenendo l'approvvigionamento energetico, a dimostrazione che affidabilità e decarbonizzazione possono andare di pari passo. Cosa può imparare il resto dell'Europa dai paesi nordici per salvaguardare la propria sicurezza energetica in una rete a zero emissioni?
Il test di sicurezza energetica dell'Europa
Man mano che l'energia eolica e solare sostituiscono le centrali elettriche convenzionali che un tempo fornivano inerzia al sistema, il mantenimento della stabilità di tensione e frequenza diventa più fragile. La recente volatilità del mercato dei combustibili e gli shock di approvvigionamento hanno anche messo in luce i limiti delle reti nazionali isolate. Questo non è un motivo per rallentare la transizione verde, ma un promemoria che l'Europa deve ora costruire un sistema energetico che combini scala, resilienza e bassa intensità di carbonio.
Il modello nordico
I paesi nordici (Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca) hanno costruito uno dei sistemi energetici più affidabili e decarbonizzati al mondo, noto per la sua combinazione unica di risorse, coordinamento e integrazione di mercato. Un mix energetico complementare ne costituisce la spina dorsale: l'energia idroelettrica dispacciabile bilancia l'energia eolica variabile, mentre l'energia nucleare e la bioenergia aggiungono stabilità e flessibilità stagionale. A ciò si aggiungono i contributi crescenti delle batterie e della risposta alla domanda.
Inoltre, i collegamenti transfrontalieri consentono all'elettricità di fluire dove è più necessaria, alleviando le carenze locali e attenuando la volatilità dei prezzi. In aggiunta, una forte cooperazione regionale, codici di rete armonizzati, regole di mercato condivise e una pianificazione coordinata del sistema consentono agli operatori nazionali di funzionare come un'unica rete interconnessa. Infine, i mercati day-ahead, intraday e di bilanciamento profondamente integrati trasformano la variabilità in una risorsa, livellando i prezzi, riducendo il fabbisogno di riserve e rafforzando l'affidabilità con l'aumento della quota delle energie rinnovabili.
Adattare le lezioni nordiche al futuro energetico dell'Europa
L'adozione del modello nordico richiede un adattamento alle diverse realtà europee. Non tutte le regioni dispongono dell'energia idroelettrica che sostiene la flessibilità dei paesi nordici. Il bilanciamento delle energie rinnovabili variabili in altre parti d'Europa dipenderà da combinazioni più intelligenti di stoccaggio, domanda flessibile e interconnessioni. L'esempio nordico dimostra che un forte coordinamento, investimenti coerenti e regole di mercato condivise possono superare sia le disparità di risorse che quelle geografiche. Le lacune infrastrutturali, la maturità disomogenea dei mercati e le differenze normative rimangono ostacoli, ma nessuno di essi è insormontabile.
L'Unione Europea deve rafforzare non solo le proprie reti fisiche, ma anche la cooperazione che le collega. Accelerare le interconnessioni e i rafforzamenti interni attraverso programmi come TEN-E e REPowerEU consentirà all'elettricità rinnovabile di fluire attraverso i confini, trasformando l'eccedenza eolica in una regione in stabilità in un'altra.
Altrettanto importante è l'integrazione dei mercati. L'approfondimento dell'accoppiamento dei mercati day-ahead, intraday e di bilanciamento garantirà che la flessibilità, sia essa legata allo stoccaggio, alla risposta alla domanda o alle energie rinnovabili variabili, raggiunga i settori in cui crea il massimo valore. Considerare la flessibilità come un'infrastruttura fondamentale e valorizzare la risposta rapida in frequenza e lo stoccaggio su scala di rete nell'ambito dei meccanismi di capacità e di bilanciamento consentirà di garantire l'affidabilità in un mix energetico più pulito e dinamico.
L'armonia operativa sarà il collante che terrà insieme questo sistema. L'allineamento dei codici di rete, degli standard di pianificazione e delle regole di mercato tra gli stati membri può consentire agli operatori di trasmissione e distribuzione di agire come un'unica rete europea coordinata. Una dorsale digitale condivisa, basata su dati in tempo reale, previsioni e automazione, aggiungerà la visibilità e la velocità necessarie per gestire la generazione decentralizzata. I cittadini rimangono al centro di questa trasformazione. I progetti transfrontalieri devono offrire vantaggi locali tangibili: prezzi equi, aria pulita e posti di lavoro sostenibili. Guadagnare la fiducia del pubblico attraverso la trasparenza e risultati equi sosterrà lo slancio e la legittimità.
Questo editoriale è stato realizzato in collaborazione con la European Sustainable Energy Week 2026. I bandi aperti su ec.europa.eu/eusew.
In copertina: il Ponte di Øresund, tra Norvegia e Danimarca, Envato
