Dal 1° ottobre 2026 il contributo ambientale sugli oli minerali usati scenderà da 19 a 12 centesimi/kg. Lo comunica il Consorzio nazionale degli oli usati (CONOU), che ha deliberato la riduzione nel consiglio di amministrazione del 30 luglio scorso.

Il nuovo valore riduce di 7 centesimi/kg il prelievo e porta il contributo anche al di sotto del livello stabilito con il primo aumento introdotto nel dicembre 2025. La decisione arriva dopo il riequilibrio della Riserva di legge, reso possibile dall’evoluzione del mercato delle basi lubrificanti.

Dalle quotazioni alla nuova misura

Il mercato ha attraversato una fase particolarmente volatile. Dopo il crollo delle quotazioni, che a febbraio avevano raggiunto circa 600 euro per tonnellata, la crisi di Hormuz ha determinato una brusca inversione, con prezzi arrivati a triplicare e a crescere più rapidamente rispetto al petrolio.

La revisione del contributo segue quindi il miglioramento delle condizioni economiche della filiera e dà seguito all’impegno assunto dal Consorzio sei mesi fa: intervenire nuovamente sulla misura non appena fosse stato possibile riportare la riserva a livelli compatibili con l’operatività.

CONOU sottolinea inoltre il ruolo delle risorse nella raccolta e nella rigenerazione degli oli usati, attività centrali per il sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR). Nel 2025 soltanto il 17% delle risorse è stato destinato al funzionamento operativo della struttura consortile. La riduzione viene così presentata come un adeguamento alle nuove condizioni di mercato e alle esigenze dell’intera filiera.

 

In copertina: foto CONOU