C'è un paradosso al cuore della mobilità europea. Mentre le città investono in piste ciclabili, i governi incentivano le biciclette elettriche e milioni di persone scelgono le due ruote per spostarsi ogni giorno, la sicurezza dei ciclisti migliora a una velocità che è quattro volte inferiore a quella degli automobilisti. I numeri, pubblicati ad aprile 2026 dall'ETSC, il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti, non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche.
Nel 2024, 1.926 ciclisti sono stati uccisi sulle strade dell'Unione Europea. Nel decennio 2014-2024, i decessi tra i ciclisti sono calati dell'8%, con una riduzione media annua dello 0,5%. Nello stesso periodo, i morti tra gli utenti motorizzati sono diminuiti a un ritmo quattro volte superiore.
Per raggiungere l'obiettivo europeo di dimezzare le morti stradali entro il 2030, sarebbe necessaria una riduzione annua del 6,5%, tredici volte il ritmo attuale di miglioramento per i ciclisti. Detto altrimenti: al ritmo attuale, l'Europa non raggiungerà il target per i ciclisti neanche alla fine del secolo.
I ciclisti rappresentano oggi il 10% di tutte le morti stradali nell'UE. Il 65% dei decessi avviene in collisione con veicoli a motore: le auto causano il 44% degli incidenti fatali, i camion il 9%, i furgoni il 7%. Le lesioni gravi sono ampiamente sottostimate: studi basati su dati ospedalieri indicano che la reale portata delle lesioni gravi è molto più alta rispetto alle statistiche di polizia, con meno del 10% dei ciclisti feriti che compaiono nelle rilevazioni ufficiali in alcuni paesi.
C'è un fattore che aggrava il quadro e spesso passa inosservato nel dibattito pubblico: la crescita dell'e-bike tra gli utenti più anziani. Gli anziani sono esposti a un rischio sproporzionato, con tassi di mortalità in forte aumento tra coloro che hanno oltre ottant’anni. Il crescente uso di biciclette a pedalata assistita, in particolare tra i ciclisti più maturi, aumenta ulteriormente il rischio di incidenti.
Tra i fattori di rischio che la ricerca identifica con maggiore coerenza, c'è la scarsa visibilità del ciclista in condizioni di traffico urbano, soprattutto agli incroci, nelle ore di punta, nelle intersezioni dove i veicoli svoltano. Non è solo una questione di luci anteriori e posteriori. Il problema è che un ciclista fermo o in movimento lento con luci statiche è percepito dal cervello umano in modo molto diverso da un ciclista in pedalata, le cui luci si muovono in modo biologicamente familiare.
È su questo principio che si fonda il concetto di biomotion lighting: la luce che segue il movimento del corpo umano è riconosciuta dal sistema visivo fino a distanze molto maggiori rispetto a una luce fissa. È lo stesso principio per cui un essere umano che cammina nel buio è riconoscibile da lontano anche con poche luci attaccate alle articolazioni.
Da questa evidenza parte il Geo City VISION, il rivoluzionario pedale urbano di LOOK Cycle, azienda francese di Borgogna, tra i leader mondiali nella componentistica ciclistica di alta qualità. Il prodotto integra un'illuminazione biomotion 360° direttamente nel corpo del pedale: la luce segue il movimento naturale della pedalata, rendendo il ciclista fino a 5,5 volte più visibile agli automobilisti e riconoscibile fino a 900 metri di distanza.
Il sistema è progettato per l'uso quotidiano urbano: un solo pulsante per l'interfaccia, aggancio magnetico per l'installazione immediata, ricarica USB. Quattro modalità di illuminazione (Steady, Power Steady, Day Flash, Night Flash) con un'autonomia che va dalle 15 ore in modalità continua fino a 60 ore in modalità Day Flash. Una funzione sleep intelligente preserva la batteria quando la bici è ferma.
La piattaforma del pedale misura 100 x 103 mm, con un profilo antiscivolo multidirezionale a losanga compatibile con qualsiasi calzatura, dalle sneakers alle scarpe da ufficio. Il sistema di grip a trame di altezze variabili lavora sulle zone di pressione naturale del piede, garantendo aderenza e stabilità anche nelle uscite più lunghe.
"Con i nuovi pedali Geo City VISION abbiamo voluto mettere la sicurezza urbana al centro del progetto, partendo da un aspetto fondamentale: la visibilità del ciclista", spiega Carolina Parteli, country manager Italia di LOOK Cycle. "Oggi chi si muove in città in bicicletta ha bisogno di sentirsi sicuro e riconoscibile nel traffico. Per questo abbiamo sviluppato un pedale intuitivo, immediato nell’utilizzo e pensato per l’uso quotidiano, capace di aumentare concretamente la visibilità su strada senza rinunciare a comfort, stabilità, grip e libertà di movimento durante ogni spostamento.”
In copertina: immagine Envato
