
Il 2026 rimarrà nella storia del Gruppo FS per la grande accelerazione e complessità della trasformazione della rete ferroviaria italiana. Dagli 11,6 miliardi di euro di investimenti mobilitati nel 2025 ai 1.300 cantieri attualmente aperti sui 17.000 chilometri della rete nazionale, mai come in questi anni sta cambiando pelle l’ecosistema della rete ferroviaria italiana. Una sfida complessa sul tavolo dei nuovi vertici del gruppo. Lo scorso 13 luglio, infatti, il nuovo CDA, sotto la presidenza di Tommaso Tanzilli, ha nominato Gianpiero Strisciuglio come amministratore delegato e direttore generale del gruppo.
Tante le priorità, come la costruzione di nuove linee ad alta velocità, con l’obiettivo di aumentare del 30% la popolazione raggiunta dai collegamenti veloci. Ma anche il rafforzamento delle connessioni con porti, aeroporti e terminal logistici, la digitalizzazione della rete e l’aumento della resilienza climatica.
Il volume degli investimenti nella sola RFI, la società responsabile della rete ferroviaria, è cresciuto del 49% rispetto al 2023, un'accelerazione che porta la firma, più di ogni altro fattore, dell'operatività del PNRR.
I numeri sull'indotto conseguenti sono rilevanti. Gli interventi del 2025 hanno generato 20,5 miliardi di euro sul valore della produzione nazionale e 8,6 miliardi di euro sul PIL, mobilitando 112.000 occupati nelle filiere coinvolte, cifre che collocano la cantieristica ferroviaria tra le poche voci di spesa pubblica capaci di produrre, in tempo reale, un moltiplicatore economico verificabile.
Dei 25 miliardi di euro di fondi PNRR assegnati al Gruppo FS, sono stati raggiunti tutti i target. Sulla composizione della spesa, RFI fornisce un dettaglio che vale la pena isolare: il 37% degli investimenti è destinato alla manutenzione e al miglioramento della resilienza dell'infrastruttura, il 63% alle grandi opere strategiche. È una proporzione che dice molto sulla filosofia del piano: non solo nuove linee, ma anche la tenuta strutturale di una rete che deve sostenere un traffico crescente.
Il rovescio della medaglia si misura nelle interruzioni programmate: circa 272.000 l'anno, cresciute di circa il 115% dal 2023. RFI descrive questo salto come l'effetto di un cambio di modello operativo: interruzioni più lunghe ma concentrate nei periodi di minor traffico, che permettono di far coincidere più cantieri nella stessa finestra temporale, ottimizzando risorse tecniche ed economiche e, sulla carta, riducendo l'impatto complessivo sulla circolazione nel medio-lungo periodo.
Le opere che stanno per entrare in esercizio
Quali sono le opere su cui attualmente sono aperti i cantieri e dovranno essere attivate entro il 2027? A fine giugno è stata attivata a tratta Napoli-Cancello, ulteriore lotto della linea AV/AC Napoli-Bari, che consente l'interscambio con la stazione Napoli Afragola e diventa uno snodo chiave per la mobilità regionale campana.
Nel secondo semestre 2026 si concentrano alcuni dei cantieri più visibili del piano. A Genova entrerà in funzione il sestuplicamento della tratta Principe-Brignole, pensato per separare finalmente i flussi metropolitani e regionali dal traffico a lunga percorrenza: un intervento che incide direttamente su capacità, frequenza e regolarità del servizio in uno dei nodi più congestionati del Nord Italia.
A Roma si concluderà la prima fase dei lavori della nuova fermata Pigneto, destinata a diventare hub di interscambio tra le linee FL1/FL3 e la Metro C. In Sicilia sarà operativa la tratta Giachery-Politeama dell'anello ferroviario di Palermo; tra Campania e Basilicata si concluderanno i lavori di velocizzazione della Battipaglia-Potenza; nelle Marche terminerà l'elettrificazione della Civitanova-Albacina. Prosegue, parallelamente, l'upgrade tecnologico del sistema ERTMS sulla AV/AC Roma-Napoli.
Il primo semestre 2027 porta con sé un altro blocco di attivazioni rilevanti: la linea Brescia-Verona, tassello del corridoio AV/AC Milano-Venezia, e le prime quattro linee convenzionali equipaggiate con sistema ERTMS (Terni-Sulmona, Lamezia Terme-Catanzaro Lido, Siracusa-Canicattì, Roccasecca-Avezzano) un segnale che la digitalizzazione della segnaletica non riguarda solo l'alta velocità ma sta iniziando a penetrare la rete convenzionale. In Sardegna sarà attivato il Lotto 2 del raddoppio Decimomannu-Villamassargia. E sul fronte del Brennero, dove l'Italia gioca una partita che è insieme infrastrutturale e geopolitica, prosegue la tratta Fortezza-Ponte Gardena, primo lotto prioritario della linea di accesso sud alla Galleria di Base, pensata per assorbire l'incremento di traffico merci e passeggeri lungo l'asse Monaco-Verona quando il tunnel alpino entrerà in funzione.
L'estate dei viaggiatori: dove si concentrano i cantieri
La contropartita di un piano di questa intensità è, inevitabilmente, il calendario delle interruzioni estive, quando il piano industriale di RFI incontra, senza troppa diplomazia, l'esperienza dei turisti (e dei pendolari ancora in ufficio). Si dice sempre che “se belli si vuol apparire, un poco bisogna soffrire”. E quindi armarsi di pazienza e attendere gli impatti positivi sulle reti che si paleseranno in alcuni casi già dall’autunno.
Tra le chiusure più rilevanti dei prossimi mesi: sulla AV Milano-Venezia, dal 2 al 16 agosto, quindici giorni di stop tra Verona e Vicenza per l'attraversamento di Vicenza e i lavori nella stazione di Montebello; nel nodo di Firenze, dal 27 fino alle 11:00 del 30 luglio ci sarà la seconda fase dell’interruzione per la sostituzione del cavalcaferrovia Ponte al Pino: sono previste navette bus tra Santa Maria Novella e Campo di Marte. Ancora, sulla Milano-Bologna, dal 10 al 17 agosto, otto giorni di interruzione tra Piacenza Est e Melegnano per il rinnovo dei deviatoi; sulla Milano-Genova, tra il 20 luglio e il 28 agosto, la chiusura completa per la manutenzione straordinaria del Ponte Po; sulla Firenze-Roma, dal 10 al 28 agosto, i lavori alla galleria Fabro e al viadotto Paglia tra Chiusi Sud e Orvieto Nord.
RFI spiega di aver disegnato il calendario salvaguardando le direttrici a maggiore vocazione turistica, cioè la direttrice Adriatica, Tirrenica e ligure, i collegamenti pugliesi, cercando di contenere il più possibile il disagio sulle linee dove quotidianamente si muovono centinaia di migliaia di turisti.
In copertina: una foto dei lavori sulla tratta Napoli-Bari
