Il comparto infrastrutturale italiano si trova oggi ad affrontare una sfida senza precedenti, in una fase cruciale in cui la spinta verso la transizione ecologica richiede un cambio di passo decisivo e non più rimandabile. In questo scenario, l'obiettivo di AIS, Associazione infrastrutture sostenibili, è chiaro e ambizioso: diffondere e affermare con forza la cultura della progettazione, della realizzazione e della gestione delle opere pubbliche e private secondo rigorosi criteri di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Vogliamo dare una forte accelerata alla sostenibilità infrastrutturale, integrando stabilmente i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) nella filiera e coinvolgendo in modo strutturale anche il capitale finanziario.

Parlare di sostenibilità non significa più riferirsi a un vincolo normativo o a un costo burocratico, ma a un investimento strategico ad alta redditività. I dati che abbiamo raccolto nel nostro rapporto Il valore della sostenibilità dimostrano che a livello italiano le imprese più mature sul piano ESG registrano un incremento del valore azionario del 46% rispetto ai concorrenti meno virtuosi. Di contro, l’inazione ha costi insostenibili: a livello globale, il mancato intervento di mitigazione climatica rischia di generare danni strutturali ed economici superiori a 5.000 miliardi di dollari l'anno.

La finanza internazionale si sta muovendo di conseguenza: nei soli primi nove mesi del 2025 gli investimenti in finanza sostenibile hanno superato i 730 miliardi di dollari globali, diretti verso una quota stimata di mille miliardi di dollari a fine anno. In questo scenario post-PNRR, l'Italia può intercettare questi capitali green solo offrendo progetti infrastrutturali credibili, basati su metriche di sostenibilità rigorose e misurabili.

Guardando proprio alle dinamiche internazionali, in particolare negli Stati Uniti, il mondo degli investitori richiede la realizzazione di infrastrutture sempre più sostenibili per una ragione molto pragmatica: la riduzione del rischio di insuccesso. Un'opera progettata secondo questi standard garantisce infatti una maggiore accettazione da parte della collettività. Un buon stakeholder engagement si traduce nella certezza di mantenere tempi e costi in linea con le previsioni iniziali, così come l’analisi di resilienza e un’attenta valutazione del rischio geologico e idrogeologico sono ormai pilastri fondamentali per assicurare la reale vita utile dell’infrastruttura.

Un’infrastruttura, infatti, ha sempre un impatto rilevante su un’area e sul suo sistema economico e sociale. Strade, stazioni, aeroporti, porti, infrastrutture idriche ed elettriche influiscono in maniera determinante anche nella qualità della nostra vita. E di conseguenza è indispensabile che le grandi stazioni appaltanti, siano esse pubbliche o private, possano avviare e gestire un dialogo con le comunità locali, per condividere l’iter che caratterizzerà la realizzazione di un’opera ma anche la sua futura fruizione. AIS, con il contributo dei soci, ha prodotto anche un documento “strategico” volto a favorire un moderno ed efficace modo di gestire lo stakeholder engagement per affermare il valore della sostenibilità anche attraverso il coinvolgimento dei territori e dei cittadini, perché salvare il pianeta è un impegno collettivo.

In questa visione, la nostra associazione considera le comunità locali come stakeholder strategici e privilegiati per lo sviluppo sostenibile del sistema infrastrutturale italiano, partendo dal presupposto che AIS lega strettamente la sostenibilità ambientale a quella sociale. Per questo motivo, il dialogo tra il territorio, le committenze e le amministrazioni non può essere un evento occasionale, ma deve trasformarsi in un elemento strutturale, capace di riconoscere nelle comunità un interlocutore stabile lungo tutto l’iter del progetto.

Questo tipo di approccio partecipativo costituisce un fattore fondamentale per collegare concretamente la E (Environmental) con la S (Social) dei criteri ESG. Si tratta di una sinergia che si rivela determinante anche quando si affronta, ad esempio, il delicato rapporto tra sostenibilità, lavoro e sicurezza, promuovendo una prospettiva totalmente nuova e basata su consapevolezza, condivisione e collaborazione. All'interno di questo quadro d'insieme si inserisce infine un pilastro imprescindibile: la misurabilità della sostenibilità, che rappresenta oggi l'unico vero antidoto contro il rischio di greenwashing.

Per lavorare a questi obiettivi, la nostra compagine associativa ha vissuto una crescita straordinaria. Nata il 26 giugno 2020 in piena emergenza pandemica con soli quattro soci fondatori, AIS conta oggi ben 150 membri, con 19 nuove adesioni registrate nei soli primi mesi del 2026. Si tratta di un network di eccellenza che unisce i più autorevoli player e professionisti dell’intera filiera: dai protagonisti della progettazione e dell’esecuzione ai grandi gruppi industriali del cemento e dell’acciaio, fino alle principali stazioni appaltanti.

Insieme, i nostri soci esprimono complessivamente oltre il 3% del PIL nazionale, a dimostrazione dell’impatto economico e strategico che la nostra associazione è in grado di mobilitare per lo sviluppo del paese. Un'evoluzione e un'autorevolezza testimoniate anche dal fatto che i position paper elaborati dai nostri gruppi di lavoro sono ormai stabilmente richiamati all'interno delle linee guida delle stazioni appaltanti e nei bandi pubblici.

Per guidare questa realtà sempre più importante e complessa nei prossimi tre anni, l’assemblea annuale svoltasi a Milano il 23 giugno ha varato una governance condivisa, capace di ampliare la base e la partecipazione strategica. Nel nuovo consiglio direttivo, composto da 23 membri, accanto a storici pilastri come il Gruppo Ferrovie dello stato italiane e TECNE (Gruppo autostrade per l’Italia), fanno il loro ingresso altre cruciali partecipate dello stato come Cassa depositi e prestiti ed ENEL. Si tratta di un rinnovamento profondo vissuto nel segno della continuità, che mi vede confermato alla presidenza, affiancato da Luca Ferrari (CEO di Harpaceas) come vicepresidente vicario con delega a digitalizzazione e innovazione, e da Alfredo Martini come vicepresidente con delega alle relazioni istituzionali e alla comunicazione.

Il nuovo organo direttivo avrà il delicato compito di definire il piano strategico del triennio. Tra le prime azioni concrete su cui ci siamo già attivati figura il gruppo di lavoro dedicato a “Infrastrutture e finanza sostenibili”. Il traguardo è individuare i criteri principali che i mondi finanziario e assicurativo tengono in considerazione per ridurre i rischi legati a sicurezza, redditività e garanzia di manutenzione, contenendo al contempo i costi.

Far parte di AIS vuol dire fare parte di un ecosistema pronto a guidare il cambiamento. La sfida della transizione green è complessa, ma la nuova governance e l'intera rete dei nostri associati sono pronte a fare la propria parte per far avanzare il sistema infrastrutturale nazionale.

 

In copertina: immagine Envato