Tanto sole e vento, ma domanda energetica insufficiente: è una situazione che si verifica spesso in Italia e in tanti paesi europei quando i prezzi dell'elettricità rasentano lo zero, se non diventano addirittura negativi. Questo fenomeno è noto come "effetto cannibalizzazione" delle rinnovabili, per cui un forte carico di energia solare ed eolica in determinati momenti della giornata riduce drasticamente il valore di mercato dell'elettricità.
Quando l'offerta supera la domanda, insomma, i prezzi all'ingrosso crollano, rendendo la produzione da fonti rinnovabili meno redditizia di quanto potrebbe essere con una gestione della rete più flessibile e intelligente.
I mancati ricavi in Europa
La crisi energetica innescata dalla guerra all’Iran potrebbe costare a famiglie e imprese oltre dieci miliardi di euro in bolletta. Seppur qualche ora di elettricità low cost non fa di certo male a un'Italia così esposta ai prezzi del gas, da qualche anno la svalutazione nelle ore di picco delle rinnovabili è diventato un problema per gli investitori, che prima devono coprire i costi operativi degli impianti e poi garantirsi un profitto.
“Chiaramente, se aumenta la capacità installata di rinnovabili e la loro produzione intermittente, di conseguenza c’è il rischio di una sovrapproduzione energetica che un sistema poco integrato non riesce a sfruttare”, spiega a Materia Rinnovabile Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA. “I benefici dell'energia elettrica a basso costo per i cittadini e le industrie rimangono, ma per evitare prezzi negativi è necessario allineare produzione e consumo, investire sull’accumulo e su una rete elettrica flessibile e intelligente.”
Secondo una ricerca del Boston Consulting Group, i ricavi da impianti eolici e fotovoltaici europei sono calati di oltre 14 miliardi di dollari nel 2025. Le ore con prezzi negativi sono più che raddoppiate, passando da circa 200 nel 2020 a oltre 500.
Oltre a Finlandia, Svezia e Paesi Bassi, anche in Spagna negli ultimi tre o quattro anni si è osservato lo stesso effetto di cannibalizzazione. “Qui l’energia eolica subisce meno questo effetto perché la sua dinamica di generazione è molto localizzata e la sua stagionalità è opposta a quella del solare”, dice a Materia Rinnovabile Pedro Fresco, direttore generale del cluster Cleantech (Avesan) di Valencia. Ma se installare energia eolica resta un business piuttosto profittevole in Spagna, per il fotovoltaico la storia cambia.
“Presto supereremo i 60 gigawatt di capacità solare, dobbiamo portare questa energia solare molto economica nelle ore in cui il sole non splende, investendo sulle batterie di accumulo. Gestendo solo l'energia rinnovabile che stiamo attualmente sprecando, potremmo eliminare la metà delle nostre centrali nucleari”, spiega Fresco.
Il prezzo zero che paghiamo in bolletta
In Italia l’effetto cannibalizzazione emerge maggiormente nel Mezzogiorno dove i picchi di sole e vento incontrano un’esigua domanda elettrica delle industrie, concentrate soprattutto al Nord. Dal 2021 sono ammessi i prezzi dell'elettricità negativi, ma nella pratica non scendono mai sotto lo zero.
“Il prezzo zero è un po’ il sintomo di una malattia di sistema”, dice a Materia Rinnovabile Giorgio Tomassetti, CEO di Octopus Energy. “Siamo in una fase di prezzi sballati, in cui il consumatore deve addirittura pagare per sostenere i costi di spegnimento degli impianti.” Funziona più o meno così: ogni qual volta che un parco solare produce energia in eccesso, il gestore della rete di trasmissione nazionale Terna, il cui compito è bilanciare domanda e offerta, paga gli operatori per staccare gli impianti dalla rete. Questi costi di indennizzo poi finiscono in bolletta, a carico del consumatore.
Per sfruttare appieno i momenti in cui c’è abbondanza di energia rinnovabile disponibile e i consumi sono bassi, Octopus Energy con la sua iniziativa Power Up invita i clienti a consumare di più. Anche i Power Purchase Agreements (PPA), i contratti a medio lungo termine che fissano i prezzi, possono eludere l’effetto cannibalizzazione. Secondo Tomassetti, i PPA sono un ottimo strumento ma la loro complessità operativa li rende meno accessibili, e quindi poco diffusi.
Le soluzioni per un mercato più bilanciato
Gli analisti di Boston Consulting Group suggeriscono un approccio olistico alla transizione energetica: le tecnologie prese singolarmente rispondono solo a una parte del problema, mentre è la loro combinazione a permettere di assorbire meglio la produzione rinnovabile, ridurre gli oneri di sistema e stabilizzare i mercati.
In California, ad esempio, i sistemi di accumulo coprono già una quota rilevante della domanda dopo il tramonto, compensando il calo del solare. Il mercato globale delle Virtual Power Plant (VPP), un sistema di gestione basato su cloud che aggrega e coordina decine di migliaia di piccole risorse energetiche distribuite, potrebbe superare i 58 miliardi di dollari già nel 2026. Mentre per gestire le oscillazioni settimanali, destinate a crescere con l’aumento della quota rinnovabile, sono sempre più rilevanti soluzioni come lo spostamento dei consumi industriali e l’integrazione tra elettricità e calore.
Un altro caso concreto arriva dalla Finlandia: l’aumento della quota rinnovabile ha scaturito una forte volatilità dei prezzi, spingendo il paese a investire in strumenti di flessibilità. Tra questi, circa 3.000 megawatt di e-boiler, pari al 25% del carico di picco, consentono di assorbire l’energia nei momenti di sovrapproduzione e trasformarla in calore, migliorando l’efficienza complessiva del sistema.
Inoltre, conclude, Giulia Monteleone, oggi abbiamo tanti punti di ingresso che continueranno a moltiplicarsi, come le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici e le abitazioni con pompe di calore: “La grande quantità di dati e informazioni che ne deriva può essere gestita in modo ottimale solo attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale, per realizzare quel sistema di demand response che dialoga in modo digitale con tutti questi punti piuttosto che lasciarlo all'azione umana".
In copertina: immagine Envato
