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Combinare l’utilizzo di ingredienti derivati dalle api con un approccio orientato alla tutela della biodiversità e alla conservazione degli impollinatori: questo è l’approccio “beegan” di Beesline, azienda cosmetica fondata in Libano nel 1993 e attiva principalmente nei mercati SWANA (South West Asia and North Africa), ma impegnata in una progressiva espansione in Europa.

Alla base della filosofia dell’azienda, certificata B Corp nonché firmataria del Global Compact delle Nazioni Unite, c’è l’apiterapia: miele, propoli, pappa reale e cera d’api sono i prodotti dell’alveare scelti per le loro proprietà multifunzionali in ambito cosmetico. Con il tempo, però, il rapporto del brand con il mondo delle api si è evoluto, integrando l’impegno verso l’apicoltura etica e la protezione delle api selvatiche.

Beesline, il beauty che vuole salvare le api

Secondo Beesline, la crescente vulnerabilità degli impollinatori richiede un approccio che non si limiti all’approvvigionamento responsabile delle materie prime, ma includa anche attività di sensibilizzazione, ricerca e conservazione. “Utilizziamo esclusivamente sottoprodotti delle api provenienti da fornitori etici e sostenibili”, spiega a Materia Rinnovabile Marianne Itani, Sustainability Manager di Beesline. “Abbiamo costruito attorno a questo tema un insieme di iniziative riunite sotto il progetto Generation Beegan, che comprende programmi educativi rivolti alle scuole, iniziative di informazione e coinvolgimento dei consumatori e un progetto di monitoraggio delle api selvatiche in Libano, sviluppato in collaborazione con la ONG Lebanon Reforestation Initiative.”

Il programma punta a raccogliere dati sulla fauna apicola locale e a definire livelli di minaccia e strategie di conservazione, utilizzando i criteri della Lista Rossa dell’IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura): l’obiettivo è realizzare un Libro rosso delle api del Libano, con linee guida dedicate alla tutela delle specie selvatiche.

Ingredienti e supply chain

Le formulazioni Beesline contengono dal 90 al 100% di ingredienti di origine naturale. Una scelta che richiede un approccio rigoroso e non privo di complessità: “L’origine naturale di un ingrediente non equivale automaticamente a maggiore sicurezza o efficacia, per questo ogni ingrediente, sia esso naturale o sintetico, viene valutato sulla base di precisi criteri scientifici”, spiega Itani.

In alcuni casi l’utilizzo di ingredienti sintetici o natural-identical rimane necessario per garantire la sicurezza del prodotto, la sua stabilità e l'esperienza complessiva del consumatore. “Grazie ai progressi della chimica verde, comunque, oggi è possibile ottenere formule altamente performanti con un indice di origine naturale molto elevato, mantenendo al contempo notevoli standard di sicurezza e qualità.” 

Oltre al tema delle formulazioni, un altro elemento centrale è la gestione della supply chain. “Operando in un contesto regionale caratterizzato da una instabilità continua, sia essa geopolitica, logistica o economica, abbiamo sviluppato negli anni un modello orientato ad agilità, resilienza e capacità di adattamento”.

La catena di approvvigionamento viene gestita in modo integrato, dall’acquisto delle materie prime fino alla distribuzione, combinando capacità produttive interne e una rete di subfornitori strategici. “La supply chain non opera come funzione isolata ma come elemento connesso a strategia commerciale, innovazione, finanza ed esperienza del cliente. La pianificazione avviene attraverso un approccio collaborativo basato su processi di Sales & Operations Planning, con l’obiettivo di allineare domanda, capacità produttiva e obiettivi economici.”

La certificazione B Corp come leva organizzativa

Nel 2026 Beesline ha ottenuto la certificazione B Corp, “a conferma di un approccio già radicato nella nostra identità”. Il processo di valutazione ha contribuito a rafforzare sistemi interni, policy ESG e meccanismi di misurazione delle performance. “Nel complesso ha favorito una maggiore integrazione dei criteri di sostenibilità nelle decisioni aziendali, considerando l’impatto su dipendenti, fornitori, comunità e ambiente”, chiarisce Itani.

Tra gli elementi che Beesline indica come centrali nella propria strategia ESG vi è anche il tema dell’inclusione: “Oltre a aderire sia al Global Compact delle Nazioni Unite sia ai Women’s Empowerment Principles, abbiamo sviluppato un insieme articolato di policy dedicate a salute e sicurezza, parità salariale, inclusione, tutela dei diritti umani e contrasto alle molestie. Abbiamo ottenuto risultati significativi nell’ambito della parità di genere e per due anni consecutivi abbiamo ricevuto l’SDG Pioneer Award del Global Compact ONU”. 

Espansione europea e sfide della sostenibilità

Sebbene il core business rimanga concentrato nei mercati SWANA, Beesline ha avviato dal 2023 un percorso di espansione in Europa. “Siamo entrati nel mercato francese attraverso il canale farmacia, abbiamo avviato le attività in Italia e siamo presenti anche in Germania, Romania e a Cipro”, spiega Itani.

L’espansione internazionale porta con sé nuove sfide, soprattutto sul fronte normativo e della comunicazione. Secondo l’azienda, il mercato europeo della cosmetica sostenibile è ancora fortemente frammentato e caratterizzato da livelli molto diversi di consapevolezza da parte dei consumatori. Da un lato cresce la richiesta di trasparenza; dall’altro, il sovraccarico informativo rende spesso difficile distinguere tra dati verificabili, green claims e messaggi semplificati. “Non tutti i canali distributivi, inoltre, sono attrezzati per educare il consumatore nel punto vendita. Per questo è necessario investire in attività formative e definire linee guida per la comunicazione della sostenibilità.”

Guardando ai prossimi anni, Beesline indica come priorità il rafforzamento dell’approvvigionamento sostenibile, lo sviluppo di pratiche di economia circolare e il miglioramento continuo delle condizioni di lavoro, con l’obiettivo di ottenere la certificazione ISO 45001 per la salute e la sicurezza sul lavoro.

La visione dichiarata è “diventare un innovatore globale nei cosmetici consapevoli”, inserendosi in una trasformazione più ampia dell’industria beauty, dove sostenibilità, trasparenza e responsabilità sociale stanno diventando fattori strutturali e non più elementi accessori.

 

In copertina: immagine Envato