Da Nagoya - Nell’esposizione del Toyota Commemorative Museum of Industry and Technology di Nagoya non c’è traccia di veicoli elettrici. L’esposizione di uno dei maggiori musei industriali del Giappone, che fu la prima fabbrica tessile di Sakichi Toyoda, elogia le tecnologie ibride e le fuel cell a idrogeno. L'unico EV esposto al museo è la Toyota 2000GT convertita all’elettrico, un veicolo del 1967, convertito a powertrain elettrico, uno dei tre esemplari modificati dal preparatore Carroll Shelby. Eppure, negli ultimi mesi, il gigante giapponese dell’automotive sta invertendo la rotta.
Nel suo rapporto annuale 2025, Toyota ha registrato un aumento del 168,4% nelle vendite di veicoli elettrici a batteria (BEV), pari a 145.000 unità. I dati arrivano mentre il Financial Times annuncia che Toyota sta rivedendo il proprio approccio cauto nei confronti dei BEV con l'azienda che sembra riconoscere la minaccia rappresentata dai marchi cinesi che hanno conquistato quote di mercato con modelli elettrici a basso costo. Un ritmo che sembra aumentare ulteriormente nel 2026, con quasi 80.000 veicoli venduti nei primi tre mesi del 2026 e un’impennata della domanda spinta dal caro benzina.
Contemporaneamente, Toyota sta espandendo la propria presenza produttiva in India con tre nuovi stabilimenti di assemblaggio che triplicheranno la capacità produttiva portandola a un milione di unità entro il 2030. I nuovi stabilimenti nel Maharashtra fungeranno da centri di esportazione. I veicoli saranno destinati sia al mercato indiano sia a quelli del Medio Oriente e dell'Africa.
Quello di Toyota è uno dei tanti segnali di come anche alcune delle reticenti case giapponesi stanno tornando a guardare ai veicoli elettrici, soprattutto per il mercato asiatico, temendo l’agguerrita concorrenza cinese. “La benzina costa sempre di più e onestamente la prossima auto che comprerò sarà elettrica, anche se le postazioni di ricarica giapponesi sono insufficienti”, commenta Hikaru, un ingegnere di Kobe, in visita al museo Toyota.
Anche Nissan Motor Co. Ltd. si sta rafforzando sul mercato BEV. La casa automobilistica di Yokohama ha in programma di lanciare sul mercato una versione economica del suo miniveicolo elettrico Sakura, presentato per la prima volta nel 2022, un mezzo particolarmente amato in Giappone. La nuova versione costerà 150.000 yen (800 euro) in meno rispetto al modello originale e potrà essere acquistata al prezzo di 1.868.600 yen (poco più di 10.000 euro). Honda Motor Co. Ltd. ha lanciato la nano-car N-One e: nell'autunno dello scorso anno e ora si appresta a lanciare sul mercato la Super-One, un'auto elettrica compatta basata sul modello N-One e:.
Ma tutti temono l’arrivo dei cinesi: BYD presenterà in estate il miniveicolo elettrico Racco. Si tratta del primo modello BYD progettato esclusivamente per il mercato giapponese. La Racco è più alta rispetto alle minicar standard, per garantire uno spazio interno più ampio, e presenta una linea molto apprezzata in Giappone. Il prezzo previsto è di circa 2 milioni di yen (appena sotto gli 11.000 euro), inferiore a quello di numerosi veicoli elettrici convenzionali prodotti dalle case automobilistiche giapponesi.
La domanda dal mercato ASEAN
In Vietnam, Thailandia e Filippine la domanda di auto elettriche, incluse le giapponesi, continua a crescere. L’accelerazione è stata resa evidente dal colosso della mobilità Grab, la risposta asiatica a Uber. L'azienda di Singapore sta accelerando la transizione verso i veicoli elettrici per ridurre l'esposizione degli autisti alla volatilità dei prezzi del carburante. “In Thailandia e nelle Filippine, Grab ha avviato un programma ‘drive-to-own’ che mette in contatto gli autisti con case automobilistiche quali i marchi cinesi BYD e GAC (Guangzhou Automobile Group), offrendo l'accesso a finanziamenti per un totale di 70.000 veicoli in sei mercati”, ha dichiarato il direttore operativo Alex Hungate a Nikkei Asia. In Vietnam, l'azienda ha ottenuto tariffe di ricarica agevolate grazie a partnership con gli operatori delle reti di ricarica, al fine di sostenere i conducenti che passano ai veicoli elettrici.
Secondo il think tank Ember, il gruppo dei paesi ASEAN è diventato, dati alla mano, una forza trainante nell'adozione globale dei veicoli elettrici. Singapore e Vietnam hanno raggiunto quote di vendita di veicoli elettrici intorno al 40%, superando i livelli registrati nel Regno Unito e nell'Unione Europea. L'Indonesia ha raggiunto il 15% quest'anno, superando per la prima volta gli Stati Uniti. La Thailandia ha raggiunto il 21% e nei primi tre trimestri del 2025 ha venduto più veicoli elettrici della Danimarca. “Si osserva chiaramente una crescita costante del mercato EV nel periodo tra marzo e aprile; e per molti paesi ciò si traduce in una crescita molto rapida”, spiega a Materia Rinnovabile Daan Walter, direttore di Ember Futures. “In Giappone si registra un vero e proprio aumento. Tra qualche mese sapremo quanto sarà duraturo.”
Niente EV per Mazda
Non tutte le case automobilistiche giapponesi, però, stanno ripensando la propria strategia sui veicoli elettrici. Mazda Motor ha ridotto del 20% gli investimenti in EV, portandoli a 1.200 miliardi di yen (circa 6 miliardi di euro) entro il 2030, poiché le vendite di veicoli elettrici stanno rallentando nel mercato statunitense, fondamentale per il brand di Hiroshima. Il taglio è stato annunciato il 13 maggio, con l’obiettivo di ridurre i rischi di investimento, dati i segnali contrastanti sul mercato dei veicoli elettrici, la scarsa presenza sul mercato ASEAN e la contenuta domanda dei modelli EV in Giappone.
"Stiamo compiendo un passo decisivo per abbandonare la gestione interna di tutte le attività e snellire le operazioni", ha dichiarato Masahiro Moro, presidente di Mazda. “Non si tratta semplicemente di un taglio, ma di un'ottimizzazione strategica.” L'azienda ha rivisto al ribasso le proprie previsioni relative ai veicoli elettrici, portandole a circa il 15% delle vendite globali nel 2030, rispetto al 25% inizialmente previsto. Mazda prevede di posticipare il lancio di un proprio veicolo elettrico sviluppato internamente, inizialmente previsto per il 2027, al 2029 o oltre. L'azienda intende soddisfare la domanda di veicoli elettrici esportando modelli sviluppati in collaborazione con il partner cinese Changan Automobile, e lancerà quattro modelli elettrici in Europa, Australia e in altri mercati, tra cui la Mazda6e, già in commercio.
In copertina: strada di Kyoto, foto di Tuan P., Unsplash
