L’11 giugno, a Stroppiana (Vercelli), il convegno “Le terre d’Acqua”, organizzato dalla Fondazione Marazzato e moderato da Materia Rinnovabile, ha riunito istituzioni, tecnici e accademici per discutere gestione e governance della risorsa idrica, assumendo il territorio come laboratorio delle principali tensioni che attraversano il Paese. Le risaie del Vercellese rappresentano del resto un osservatorio privilegiato: qui, prima ancora che elemento del paesaggio, l’acqua è innanzitutto una risorsa produttiva. In questo contesto si concentrano infatti alcune delle sfide più rilevanti della transizione ecologica, dal cambiamento climatico alla sicurezza degli approvvigionamenti, fino ai fabbisogni energetici e ai nuovi usi industriali della risorsa idrica.
Fin dai saluti istituzionali, il confronto ha assunto un taglio concreto. In un videomessaggio, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha richiamato il ruolo strategico dell’acqua e dell’idroelettrico, sottolineando la necessità di rafforzarne la gestione attraverso uno sforzo condiviso. Alberto Marazzato, amministratore delegato del Gruppo Marazzato e vicepresidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia con delega alla sostenibilità, ha invece individuato due parole chiave per affrontare le sfide future: pianificazione e coraggio. Un richiamo alla capacità di investire nel lungo periodo e di realizzare infrastrutture strategiche, come avvenne in passato con il Canale Cavour, puntando oggi su innovazione e sviluppo tecnologico.
Industria e agricoltura, verso nuovi modelli di gestione
Il primo tavolo, dedicato all’uso dell’acqua tra industria e agricoltura, ha allargato subito il perimetro fino alla salute pubblica. Il Magnifico Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, ha ricordato che “l’acqua è legata a emergenze effettive nel periodo estivo, ma non bisogna dimenticare che è anche semi-portatore di virus e malattie come le encefaliti, trasmesse dalle zanzare”, annunciando un progetto per la diagnosi e l’identificazione dei patogeni e la formazione di figure con “alta sensibilità e competenza”.
Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte, ha richiamato errori e mancanze nella gestione degli anni scorsi, mentre Secondo Barbero, direttore ARPA Piemonte, ha insistito su pianificazione e sistemi di controllo; sul fronte degli strumenti, Michele Falcone (Gruppo CAP) ha illustrato i “water credits” per tracciare il riutilizzo delle acque depurate, Diego Terruzzi (Ovest Sesia) ha ricostruito le dinamiche del “sistema risaia” e Lisa Casali (Pool Ambiente) ha segnalato il divario tra l’impatto di siccità e alluvioni e “l’esiguità delle risorse economiche disponibili”, citando il documento “Ambiente Protetto” come nuova prassi tecnica per prevenire i danni ambientali.
Dalla ricerca al territorio
Il secondo tavolo, “Dalla ricerca al territorio – Tecnologia e competenze per il futuro dell’acqua”, ha legato la risorsa idrica alla sicurezza nazionale. Il Magnifico Rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati, ha sottolineato che il caro energia deriva da “mancate politiche di lungo periodo” e che serve una strategia specifica sull’acqua, “risorsa che oggi diamo per scontata che domani potrebbe non esserlo più”, puntando sul trasferimento tecnologico: “trasferire una conoscenza che si trasforma in tecnologia, normativa, sapere collettivo, in qualcosa che crea impatto… Portare innovazione sull’acqua, questione di sicurezza nazionale”. Carlo Robiglio (Confindustria Novara, Vercelli e Valsesia) ha ricordato che data center e intelligenza artificiale richiedono sempre più acqua per il raffreddamento e ha posto la sfida di “capire come costruire future figure professionali di cui oggi non abbiamo ancora contezza”; Vittorio Viora (ANBI) ha rilanciato sul problema dello stoccaggio, mentre Daniele Barbone, amministratore delegato di AcquaNovara.VCO, ha ricordato che le alluvioni non sono più episodi isolati: “Abbiamo costruito un piano partendo dalla consapevolezza del cambiamento climatico in accordo con l’agenda 2036 e ad oggi l’investimento quantificato in oltre 100 euro ad abitante risulta il più grande mai effettuato in questa direzione”, accennando anche alle strategie per la rimozione dei PFAS dalle acque reflue.
Una nuova governance dell’acqua
Il terzo panel ha messo al centro politica tariffaria e regolazione. Sandro Baraggioli, presidente Confservizi Nord Ovest, ha richiamato la necessità di ridurre le disuguaglianze territoriali in un contesto di crescente fabbisogno, costruendo “un’omogeneità che oggi manca”. Tullio Montagnoli, amministratore delegato A2A Ciclo Idrico, ha insistito su una visione integrata tra ambiti industriali e agricoli, richiamando il tema del decentramento degli impianti di depurazione e di politiche di “compensazione” per i territori più svantaggiati. Paolo Foietta, presidente dell’Autorità Rifiuti Piemonte, ha portato l’esempio del termovalorizzatore del Gerbido, che garantisce due terzi della capacità di smaltimento dei rifiuti metropolitani con un costo di 118 euro a tonnellata, il più basso d’Italia, come prova del ruolo della regolazione; Paolo Torassa (ASM Vercelli e IRETI) ha richiamato l’allineamento agli standard europei previsto dal PNRR e la centralità della sicurezza digitale, mentre Alessandro Iacopino (Servizio Idrico Integrato del Biellese e Vercellese/Consorzio della Baraggia) ha evidenziato la necessità di competenze specialistiche per gestire esigenze diverse come irrigazione ed energia. Per Massimo Lamperti, presidente Suez Italia, il nodo trasversale resta la “difficoltà di comunicazione tra realtà ed enti” e la fatica nel costruire visioni comuni capaci di attrarre investimenti privati internazionali nel sistema idrico nazionale.
Per il Gruppo Marazzato - attivo nei servizi ambientali con otto sedi nel Nord Ovest, 300 dipendenti e oltre 250 mezzi - il percorso continuerà tra settembre e novembre 2026, con la presenza a Remtech ed Ecomondo e con un evento il 9 ottobre che includerà un webinar sui PFAS.
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Cover: foto Gruppo Marazzato
