
Pedalare tra i meli in fiore dell’Alta Val di Non, lungo il percorso ciclabile che attraversa prati e piccoli borghi, oppure risalire il corso del fiume Sarca dalla riva del Lago di Garda, seguendo la pista dei Laghi tra vigneti, castelli e profumi di montagna. In Trentino, le infrastrutture sostenibili dedicate alla mobilità dolce sono una realtà estesa e capillare: oltre 500 chilometri di tracciati ciclabili e pedonali collegano valli e altipiani, permettendo di scoprire il territorio in modo lento, immersivo e rispettoso dell’ambiente.
Queste reti offrono un modo diverso di vivere lo sport all’aria aperta, in equilibrio con l’ambiente e con le comunità locali. Alcuni itinerari sono dotati di punti di ricarica per biciclette a pedalata assistita, permettendo anche a chi ha meno allenamento di affrontare distanze maggiori e godere del paesaggio. In ogni caso, il movimento non è solo un’attività fisica, ma diventa anche un’esperienza diretta con la natura: secondo diversi studi, trascorrere almeno due ore a settimana immersi nel verde favorisce il benessere fisico e mentale, e praticare sport all’aria aperta amplifica ulteriormente questi effetti.
Tra ciclabili, ferrate e avventure sospese
Oltre ai chilometri di piste ciclabili che attraversano le valli del Trentino, il territorio ospita nove bike park dedicati al downhill, con tracciati di diverso livello tecnico e percorsi immersi nei boschi. Tra le proposte troviamo il Dolomiti Paganella Bike, attivo dal 2010, che ha scelto di recuperare vecchi sentieri e mulattiere. L’area è organizzata in tre zone principali, collegate da singletrails, strade forestali e impianti di risalita condivisi con gli escursionisti. Un modello che mostra come la gestione dello sport outdoor possa integrarsi con la tutela ambientale e con l’economia locale.
Accanto alle infrastrutture dedicate alle due ruote, il Trentino ha investito anche nella rete di vie ferrate e parchi avventura. Le ferrate spaziano da itinerari accessibili a tutti, come quello che sale dai boschi di faggio e castagno fino alla cima del Monte Roen, dove si possono incontrare cervi e camosci, a percorsi più tecnici, riservati agli escursionisti esperti, come la Ferrata delle Aquile sulla Paganella.
Tra le infrastrutture dedicate anche ai più piccoli, il Trentino offre diversi parchi avventura, dove i percorsi si sviluppano tra passerelle sospese, ponti tibetani, zipline e alberi da scalare. Tra questi, il Breg Adventure Park si distingue per le dimensioni e la varietà degli itinerari, con percorsi di diversa difficoltà pensati per bilanciare sicurezza e divertimento: alcuni tratti, come il salto nel vuoto di venti metri, permettono di provare l’ebbrezza di volare, un po’ come faceva Dumbo con la sua piuma nel celebre cartone Disney. Inoltre, in questi parchi, aree attrezzate, zone picnic e punti di ristoro permettono di alternare momenti di attività a pause più tranquille.
Dalle piste alle terme: le infrastrutture invernali
Se in primavera, estate e autunno il Trentino invita a pedalare lungo i suoi percorsi ciclabili o a scalare le sue montagne, l’inverno apre la stagione degli sport sulla neve, con infrastrutture pensate per accogliere appassionati di ogni livello. Oltre agli 800 chilometri di piste da sci, il territorio offre anche numerosi tracciati dedicati allo sci di fondo, come il Centro del Fondo Alochet sul Passo San Pellegrino, dove si snodano quasi 18 chilometri di piste ad anello di diversa difficoltà. Qui si scia immersi nei boschi, tra silenzi ovattati e un piccolo lago che riflette il cielo d’inverno. Accanto agli impianti sciistici, il Trentino ospita diverse piste di pattinaggio sul ghiaccio, in località di montagna e nei centri abitati. Tra queste, quella nel cuore storico di Cles si distingue per la sua attenzione all’ambiente: una pista realizzata in ghiaccio sintetico, scelta per ridurre i consumi energetici e l’impatto ambientale.
Per chi invece preferisce dedicarsi al benessere e al recupero delle energie, le terme del Trentino rappresentano un rifugio di quiete e salute. Dei sei stabilimenti termali presenti sul territorio, quattro rimangono aperti anche nella stagione invernale, offrendo trattamenti che uniscono tradizione e innovazione, sempre con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Alle Terme Dolomia, in Val di Fassa, sgorga l’acqua solforosa di Alloch, l’unica del Trentino, conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà terapeutiche e oggi oggetto di studi scientifici che ne confermano i benefici. Alle Terme di Comano, invece, le acque dalle proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti e lenitive sono utilizzate in un contesto alimentato per oltre il 70% da fonti energetiche rinnovabili: un modello virtuoso di equilibrio tra salute, natura e rispetto dell’ambiente.
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In copertina: immagine Envato
