Settecento milioni di euro in garanzie bancarie per sostenere i produttori di componenti destinati alle reti elettriche europee. Lo prevede l’accordo sottoscritto il 29 settembre da BNP Paribas e dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), nell’ambito del Pan-EU Power Grid Package, il pacchetto da 1,5 miliardi di euro destinato alla modernizzazione e al rafforzamento delle reti energetiche nell’Unione Europea.

L’accordo è presentato dalle due istituzioni come uno strumento a supporto della transizione energetica, della competitività industriale e della sicurezza dell’approvvigionamento.

Cosa prevede l’accordo e come funziona nel dettaglio

L’operazione rientra in InvestEU, il programma dell’Unione Europea che mobilita investimenti pubblici e privati in settori strategici attraverso una garanzia di bilancio dell’UE. Ambroise Fayolle, vicepresidente della BEI, ha dichiarato: “Siamo lieti di proseguire la collaborazione con BNP Paribas nell'ambito della sicurezza energetica e della transizione verde dell'Europa. Come accaduto l'anno scorso per l'energia eolica, abbiamo siglato un accordo di condivisione del rischio per sostenere le imprese che producono le apparecchiature indispensabili allo sviluppo delle reti energetiche. Nel 2025, il Gruppo BEI ha investito 33 miliardi di euro nel settore energetico a livello globale, di cui 11,6 miliardi destinati a reti e sistemi di stoccaggio; nel 2026 proseguiremo questo impegno con la medesima ambizione”.

L’accordo segue infatti un modello già utilizzato da BEI e BNP Paribas nel settore eolico. Nel febbraio 2025 le due istituzioni avevano siglato un’intesa per un portafoglio di garanzie da 1 miliardo di euro, nell’ambito dei 6,5 miliardi precedentemente messi a disposizione dalla BEI per l’energia eolica.

Rodolfe Vergeaud, co-responsabile del Transaction Banking e responsabile delle attività Trade & Working Capital di BNP Paribas CIB EMEA, ha dichiarato: “Il potenziamento delle reti elettriche europee richiede il coinvolgimento di tutti gli attori della relativa catena del valore. Questo accordo con la BEI ci consente di rafforzare ulteriormente il sostegno ai produttori di componenti essenziali per le reti elettriche, incrementando la nostra capacità di rispondere alle loro esigenze in termini di garanzie e di supportarne lo sviluppo”.

L’operazione prevede una condivisione del rischio tra BEI e BNP Paribas: la BEI fornirà fino a 350 milioni di euro di controgaranzie, mentre BNP Paribas si impegnerà per un importo equivalente, consentendo di costituire un portafoglio di garanzie bancarie fino a 700 milioni di euro, che serviranno in particolare a coprire gli anticipi e la buona esecuzione dei contratti di fornitura. Attraverso questa modalità BNP Paribas potrà sostenere le aziende nelle loro commesse assumendo una maggiore esposizione grazie alla controgaranzia della BEI e consentirà loro di rispondere alla forte domanda generata dalla transizione energetica. L’effetto leva generato da questa controgaranzia dovrebbe stimolare fino a 2,8 miliardi di euro di investimenti nell’economia reale.

Chi beneficerà delle garanzie?

I destinatari sono individuati nei produttori di apparecchiature per le reti elettriche, con sede o capacità produttiva nei paesi ammissibili a InvestEU (cioè i paesi dell’Unione e la Norvegia).

Bankwatch, organizzazione non governativa che monitora le istituzioni finanziarie pubbliche, ha però sollevato questioni relative alla trasparenza nelle operazioni che BEI realizza attraverso intermediari finanziari privati.

Bankwatch ha dichiarato a Materia Rinnovabile: “La preoccupazione principale riguarda la trasparenza di tale sostegno pubblico, se esso raggiunga progetti sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale e se i benefici finanziari ed economici derivanti da una garanzia (o da un prestito) giungano effettivamente ai beneficiari finali”.

Nel 2020 Bankwatch ha presentato una denuncia al Mediatore europeo chiedendogli di indagare sul modo in cui la BEI rende pubbliche le informazioni ambientali relative ai progetti finanziati attraverso intermediari. “Il Mediatore ha osservato che per i progetti al di sotto della soglia di 25 milioni di euro la BEI normalmente non conduce una valutazione specifica, ma si affida completamente all’istituto finanziario intermediario”.

Inoltre “non è noto quali siano le condizioni trasferite ai beneficiari finali e quali siano le condizioni stabilite per l’istituto intermediario in termini di selezione dei beneficiari finali” e per quanto riguarda gli esiti ambientali e sociali dei progetti finali, “le informazioni non vengono condivise con il pubblico, non viene reso noto, ad esempio, se sia stata raggiunta una riduzione delle emissioni o se i beneficiari finali abbiano migliorato la propria impronta ambientale”.

Dal punto di vista della politica industriale, conclude Bankwatch, “dovrebbe esserci un controllo più approfondito per verificare se gli intermediari si rivolgano effettivamente ai beneficiari finanziari che ne hanno bisogno, se stimolino realmente i settori in linea con le politiche dell’UE, anziché limitarsi a concedere prestiti/garanzie a soggetti che hanno comunque profitti elevati o a settori che non necessitano del sostegno pubblico”.

 

In copertina: immagine Envato