A Romano d'Ezzelino, nel distretto tessile vicentino, il gruppo F.lli Campagnolo ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022, rilasciata dall'ente Bureau Veritas. Il riconoscimento attesta l'adozione di politiche e pratiche aziendali orientate all'equità, alle pari opportunità e alla valorizzazione delle diversità. Il traguardo riguarda una realtà che, al 30 settembre 2025, occupa complessivamente 670 persone in Italia, tra dipendenti e collaboratori: la componente femminile rappresenta il 73% del totale, un dato superiore sia alla soglia del 50% indicata come riferimento di equilibrio di genere, sia al benchmark medio di settore.
La UNI/PdR 125:2022 è la prassi di riferimento elaborata da un tavolo tecnico presso il Dipartimento per le Pari Opportunità, in attuazione della legge 162/2021 (legge Gribaudo) e della Missione 5 del PNRR. Il sistema si basa su indicatori chiave di prestazione (KPI) distribuiti su sei aree — cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita, equità remunerativa, tutela della genitorialità — verificati con audit annuale e biennale. Alle aziende certificate sono riconosciuti incentivi fiscali e agevolazioni negli appalti pubblici.
Investire nella parità e nell'inclusione
"L'ottenimento di questa certificazione è un passo concreto nel rafforzamento della nostra responsabilità verso le persone, che da sempre sono il cuore della nostra azienda", ha commentato Michela Campagnolo, Amministratrice Delegata del Gruppo, sottolineando come investire nella parità e nell'inclusione significhi "migliorare la qualità della vita lavorativa e contribuire alla costruzione di un futuro più equo e sereno per ogni persona che fa parte della grande famiglia F.lli Campagnolo".
Il percorso si fonda sull'istituzione, a fine 2024, del Comitato Guida per la Parità di Genere, composto da diverse figure aziendali con il compito di garantire un accesso equo alla formazione e ai percorsi di carriera, oltre a una formazione diffusa sui temi della diversità, dell'inclusione e del linguaggio rispettoso nei luoghi di lavoro. A questo si affiancano iniziative di welfare per sostenere la genitorialità, tra cui il "bonus bebè" — riconosciuto nel 2025 a 25 dipendenti — e strumenti di prevenzione sanitaria estesi a tutta la popolazione aziendale, come screening per diabete, mammografie e controlli dermatologici.
La strategia di responsabilità sociale
L'attenzione alle persone si inserisce in una strategia di responsabilità sociale che il gruppo porta avanti da anni attraverso la redazione volontaria di un proprio Report di Sostenibilità, allineato dal 2024 agli standard europei ESRS (European Sustainability Reporting Standards) pur non essendovi ancora obbligata — una scelta descritta come parte di un percorso di miglioramento continuo e misurabile su persone, ambiente e business.
Il gruppo, che riunisce i marchi CMP, Jeanne Baret, Melby, Maryhome e FC F.lli Campagnolo, prevede per il 2025 un fatturato consolidato di circa 215 milioni di euro, in lieve crescita rispetto all'esercizio precedente. Oltre la metà del giro d'affari (54%) è generata nei mercati UE, con la Germania primo mercato estero (34,1%), mentre l'Italia rappresenta il 41,7% del fatturato complessivo.
La notizia arriva in un momento di intensa attività comunicativa per il gruppo, che nelle stesse settimane ha presentato anche una nuova iniziativa legata al brand CMP: il lancio di Moving – Collective [of] Moving People, linea urban-outdoor rivolta alla Gen Z, accompagnata da un calendario di cinque eventi estivi dedicati a outdoor, musica e community — tra cui il festival-trekking Altitudine sul Monte Pizzoc, la Bassano Run, l'Anguana Charity Music Festival, il MUN Camp in Piemonte e l'AMA Music Festival.
In copertina: foto da ufficio stampa
