Ferrara è uno dei territori idraulicamente più complessi del paese. Il Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara, che si configura come un contesto molto dinamico e attento all’innovazione energetica nel suo territorio di competenza, ha recentemente assunto un ruolo pionieristico nelle sperimentazioni fotovoltaiche integrate nei sistemi di bonifica idraulica, favorendo la transizione energetica nazionale. La gestione delle acque di pianura richiede importanti quantità di energia elettrica soprattutto per il sollevamento idraulico attraverso il funzionamento puntuale degli impianti idrovori. Per questo la possibilità di autoprodurre energia rinnovabile direttamente nei siti di bonifica apre scenari di grande rilevanza ambientale, economica e territoriale.
Per il Consorzio la necessità di garantire sicurezza idraulica si intreccia con la volontà di ridurre i costi energetici e l’impatto ambientale, generando un contesto ideale per l’adozione di soluzioni innovative. La sua rete di impianti idrovori, distribuiti in un territorio complesso e fragile, richiede continuità operativa e affidabilità, elementi che rendono strategica la produzione autonoma di energia. L’integrazione tra fotovoltaico e bonifica idraulica non è solo un’opportunità tecnica, ma un cambio di paradigma: gli impianti idrovori, tradizionalmente percepiti come infrastrutture energivore, possono diventare consumatori di energia rinnovabile laddove è presente in esubero e in parte poli di produzione energetica rinnovabile, capaci di alimentare sé stessi.
Abbiamo intervistato il direttore del Polo tecnologico del Consorzio, Gianluca Forlani, e il direttore generale del Consorzio, Mauro Monti, che insieme rispondono alle nostre domande per meglio comprendere perché il Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara oggi rappresenti uno dei laboratori più avanzati a livello nazionale per l’integrazione tra gestione idraulica, produzione energetica e innovazione tecnologica.
Quali sono i fattori principali che hanno favorito il vostro ruolo pionieristico nel territorio?
Possiamo affermare che siano tre. Un’ampia disponibilità di superfici tecniche: vasche di espansione, aree di pertinenza degli impianti idrovori, canali e terreni consortili offrono spazi idonei all’installazione di impianti fotovoltaici senza consumo di suolo agricolo. Un’esposizione solare favorevole: la provincia di Ferrara presenta un irraggiamento solare annuale che rende efficiente la produzione fotovoltaica, come confermato dalle analisi sul fotovoltaico locale. Una tradizione di innovazione nella bonifica: gli enti ferraresi hanno storicamente adottato tecnologie avanzate per la gestione idraulica, creando un terreno fertile per nuove sperimentazioni.
Quali sono oggi le principali applicazioni del fotovoltaico integrate negli impianti idrovori e nelle infrastrutture di bonifica del Consorzio? Quali modelli di autoconsumo energetico state sperimentando e quali risultati preliminari avete osservato?
Le applicazioni del fotovoltaico coprono oggi un ventaglio molto ampio di usi. Tra le principali ci sono gli impianti fotovoltaici sulle coperture dei centri operativi (uffici, officine, magazzini) dove è prevalente e costante il consumo durante le ore di irraggiamento. Per quanto riguarda i modelli, stiamo testando configurazioni diverse con rinnovabile da fotovoltaico, che vanno dall’autoconsumo individuale, autoconsumo individuale a distanza, comunità energetiche.
In che modo la complessità idraulica del territorio ferrarese influisce sulla progettazione degli impianti fotovoltaici?
Il mantenimento dell’equilibrio dettato dallo “zero di bonifica”, ovvero il livello medio dell’acqua nei canali di aspirazione delle idrovore per mantenere a prefissati livelli la falda, consente solo parzialmente l’utilizzo dell’energia fotovoltaica per l’alimentazione delle idrovore durante le ore di irraggiamento.
Quali tecnologie innovative (monitoraggio, accumulo, sistemi ibridi) state valutando per aumentare efficienza e resilienza?
Monitoraggio attraverso lo studio di un’evoluzione del sistema di automazione e telecontrollo sviluppato e implementato internamente per spostare i consumi nelle ore di irraggiamento e fuori dalle ore di picco (elevato costo del kWh). Ma anche sistemi di accumulo con l’utilizzo di idrogeno.
Quali benefici ambientali ed economici prevedete nel medio periodo per il Consorzio e per il territorio?
Il Consorzio ha come obiettivo primario l’uso razionale della risorsa acqua. Non meno importante è la riduzione dei costi relativi al consumo di energia elettrica e di carburanti, direttamente correlata alla riduzione delle emissioni di CO₂. Negli ultimi anni abbiamo avviato valutazioni e progettualità per l’installazione di impianti fotovoltaici a servizio degli impianti idrovori. Abbiamo anche partecipato a iniziative nazionali e regionali che promuovono l’efficienza energetica nella bonifica. Le nostre attività confermano un orientamento chiaro: ridurre la dipendenza energetica, migliorare la resilienza degli impianti e contribuire agli obiettivi regionali e nazionali di decarbonizzazione.
Quali sono le principali criticità normative, autorizzative o tecniche che state incontrando nello sviluppo di questi progetti?
In generale, la realizzazione dei progetti sconta la difficoltà per il Consorzio di accedere in modo significativo alle condizioni incentivanti.
In copertina: impianti Idrovori di Codigoro
