L'81% dei consumatori europei ritiene che i prodotti contrassegnati dall'Ecolabel UE abbiano un impatto ambientale inferiore rispetto a quelli che ne sono sprovvisti. Non solo: il 72% delle persone intervistate vorrebbe che l'etichetta fosse estesa a ulteriori categorie di prodotto. Sono due dei risultati più significativi del recente Eurobarometro pubblicato dalla Commissione europea a ottobre 2026, che restituisce un quadro incoraggiante della fiducia riposta dai cittadini negli strumenti di certificazione ambientale.
Istituito nel 1992, l'Ecolabel UE è il marchio europeo di qualità ecologica che identifica prodotti e servizi caratterizzati da prestazioni ambientali elevate, valutate sulla base di criteri scientifici definiti a livello comunitario. La certificazione considera gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. I criteri variano in funzione della categoria merceologica e possono riguardare, tra gli altri, il consumo di risorse, le emissioni inquinanti, l'impiego di sostanze pericolose e la produzione di rifiuti. L'adesione allo schema è volontaria, ma il rilascio del marchio è subordinato alla verifica del rispetto dei requisiti da parte di organismi indipendenti.
È proprio questa combinazione di criteri prestabiliti, trasparenza e verifica indipendente a distinguere l'Ecolabel da altre dichiarazioni ambientali sul mercato: per i consumatori rappresenta uno strumento efficace per orientare le proprie scelte; per le imprese costituisce un'opportunità per valorizzare prestazioni ambientali documentate.
I dati sulla fiducia all’Ecolabel assumono un significato particolare alla luce delle novità normative introdotte dall'Unione Europea per contrastare il greenwashing. Dal 27 settembre 2026 trovano infatti applicazione in Italia le disposizioni della direttiva conosciuta come Empowering Consumers for the Green Transition, che interviene sulle pratiche commerciali sleali e sulle informazioni ambientali fornite ai consumatori.
La coincidenza temporale tra i risultati dell'indagine e l'entrata in applicazione delle nuove regole offre l'occasione per riflettere sul ruolo che le certificazioni ambientali potranno assumere nel mercato europeo. La direttiva greenwashing premia la credibilità, e in questo senso l’Ecolabel è destinata ad acquisire ulteriore rilevanza.
La nuova disciplina sulle comunicazioni ESG introduce un principio preciso: le informazioni ambientali devono rispettare requisiti più rigorosi, mentre alcune pratiche di comunicazione vengono espressamente vietate.
Tra le novità più significative figura il divieto di esibire marchi di sostenibilità che non siano basati su sistemi di certificazione conformi ai requisiti della direttiva oppure istituiti da autorità pubbliche. La direttiva interviene anche sulle dichiarazioni ambientali generiche, come "verde" o "rispettoso dell'ambiente", vietandole quando l'impresa non sia in grado di dimostrare prestazioni ambientali eccellenti riconosciute e pertinenti alla dichiarazione.
È qui che emerge un elemento particolarmente interessante: la normativa individua espressamente la conformità ai requisiti dell’Ecolabel UE tra le condizioni che consentono di dimostrare tali prestazioni ambientali eccellenti. Un riconoscimento che attribuisce allo schema europeo un ruolo privilegiato nel nuovo sistema di tutela dei consumatori.
La direttiva non impone alle imprese di certificare i propri prodotti. Tuttavia, modifica il contesto competitivo nel quale le aziende comunicano le proprie caratteristiche ambientali. Per chi ha investito nel miglioramento delle prestazioni dei beni venduti, disporre di una certificazione credibile può rappresentare un vantaggio: permette di rendere riconoscibili gli impegni assunti e di distinguerli da messaggi promozionali privi di adeguati riscontri. Al contrario, le imprese che hanno costruito la propria comunicazione su simboli evocativi, marchi autoreferenziali o affermazioni ambientali vaghe dovranno confrontarsi con limiti più stringenti.
Non significa che ogni dichiarazione ambientale debba essere accompagnata da una certificazione. Significa, piuttosto, che le informazioni comunicate devono essere verificabili e che l'utilizzo dei marchi di sostenibilità deve rispettare condizioni precise.
In questo scenario, la richiesta espressa dal 72% degli intervistati di ampliare le categorie coperte dall'Ecolabel costituisce un segnale importante. Un'estensione dello schema potrebbe consentire a un numero maggiore di imprese di accedere a uno strumento riconosciuto a livello europeo e offrire ai consumatori ulteriori riferimenti per orientare gli acquisti.
In copertina: immagine Envato
