Favorire la convivenza tra automobilisti e ciclisti, promuovendo la sicurezza di chi usa la bicicletta: è questo l’obiettivo della nuova campagna di sensibilizzazione presentata martedì 26 agosto 2025 dalla Provincia autonoma di Trento. L’iniziativa è dedicata alle bike lane, corsie ciclabili urbane tracciate sul lato destro della carreggiata, nel senso di marcia dei veicoli, con larghezze comprese tra 80 e 100 cm. Integrate da segnaletica orizzontale simbolica, le bike lane mirano a ricordare a chi guida la possibile presenza di biciclette sulle strade.

La campagna si compone di sei video pensati per i social e le TV e spot audio per le radio. Ad alcuni di questi ha partecipato anche il campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest, presente all’evento di lancio, insieme al presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e trasporti Luciano Martorano e il dirigente del Servizio gestione strade Sergio Deromedis.

Perché inserire le bike lane

L’obiettivo di queste corsie, realizzate a luglio 2025 lungo oltre 30 chilometri su due tratti stradali altamente frequentati della provincia di Trento, è rendere visibile e riconoscibile lo spazio riservato alla mobilità ciclistica. La presenza di un segnale visivo costante lungo la tratta punta infatti ad aumentare la consapevolezza e l’attenzione degli automobilisti. Le bike lane sono delimitate da strisce bianche discontinue e quindi possono essere valicate dai veicoli, un aspetto rilevante anche perché su molte strade del Trentino, in particolare in montagna, lo spazio non è sempre sufficiente per realizzare corsie riservate in esclusiva ai ciclisti.

“La bike lane non è una pista ciclabile e non rappresenta un restringimento di carreggiata”, ha specificato il presidente Fugatti. “Si tratta invece di una corsia segnalata sulla strada, che funge da deterrente e invita automobilisti e ciclisti a una maggiore attenzione reciproca. Le auto possono quindi percorrerla liberamente quando non ci sono ciclisti, mantenendo però sempre prudenza e rispetto per chi pedala.”

Le nuove corsie sono anche un segno tangibile per ricordare due giovani promesse del ciclismo trentino, Sara Piffer e Matteo Lorenzi, morte a causa di incidenti stradali proprio mentre si allenavano lungo le strade. Fatti che ha stimolato le istituzioni a rafforzare l’impegno nel promuovere azioni concrete per garantire maggiore sicurezza a chi si muove in bicicletta nel territorio trentino.

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La campagna di sensibilizzazione

Mentre i video che vedono protagonista Fondriest hanno un tono più istituzionale e informativo, gli altri, girati in collaborazione con i giovani ciclisti Irene Campostrini e Mirko Valentini, spiegano in modo ironico e leggero ai loro coetanei le regole di base da rispettare in strada. Oltre ai filmati e agli spot audio, la campagna prevede anche la realizzazione di banner digitali con i messaggi chiave, che verranno diffusi tramite i canali social.

“Da ciclista e da sportivo credo molto in questo progetto”, ha sottolineato Fondriest. “La bike lane non restringe la carreggiata, ma amplia la cultura della sicurezza. Con Irene e Mirko abbiamo voluto parlare in modo diretto e leggero ai giovani, perché rispettare le regole è il primo passo per vivere lo sport e la strada con responsabilità. È un messaggio che vale per chi pedala e per chi guida.”

Attualmente, le bike lane si trovano lungo la SP 64 e la SS 43 nel tratto da Mezzolombardo a Fai della Paganella per 12 chilometri e lungo la SS 612 della Val di Cembra, da località Valda (Altavalle) a Stramentizzo (Castello-Molina di Fiemme), per circa 18,9 chilometri. “Siamo ora in una fase di monitoraggio che proseguirà per tutto l'autunno, per capire se le bike lane realizzate funzionano e vengono accettate”, ha concluso Deromedis. “Se si riveleranno una scommessa vinta, in inverno ci prepareremo per estenderle alle altre 28 salite mitiche presenti in Trentino, arrivando esattamente a 385 chilometri di tracciato.”

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In copertina: Fondriest, Campostrini e Valentini durante la ripresa di uno spot