“Ho appena comunicato ai miei colleghi che lascerò la carica di presidente della Banca centrale europea il 7 febbraio 2027. È stato per me motivo di grande orgoglio prestare servizio presso questa istituzione. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo percorso negli ultimi sette anni.”

Con queste parole affidate a un video social, Christine Lagarde ha comunicato oggi, 29 ottobre, che lascerà la presidenza della BCE il 7 febbraio 2027, ovvero con circa otto mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, prevista a ottobre. Si apre quindi ora una fase di trattative tra i governi europei per individuare chi le succederà e ridefinire gli equilibri ai vertici dell’istituzione monetaria.

La scelta non arriva all’improvviso, anzi era dibattuta da settimane, proprio perché sottintende una motivazione politica. La nomina della presidenza della BCE spetta infatti al Consiglio europeo, composto dai capi di stato e di governo dei paesi dell’Unione. Anticipare il passaggio di consegne, permetterebbe quindi al presidente francese Emmanuel Macron, in scadenza di mandato, di partecipare alla designazione del nuovo vertice prima delle elezioni presidenziali francesi, previste nel 2027 e a cui non può ricandidarsi, essendo vietato un terzo mandato consecutivo, mentre escluderebbe dalla decisione l’estrema destra di Marine Le Pen, favorita, secondo le previsioni, per la vittoria.

Tra i nomi considerati per la successione di Lagarde figurano lo spagnolo Pablo Hernández de Cos, già governatore della Banca centrale spagnola e oggi direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali, e il nederlandese Klaas Knot, ex governatore della Banca centrale dei Paesi Bassi. Entrambi avrebbero incontrato nei giorni scorsi il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

L’uscita anticipata di Lagarde si inserisce in una fase di cambiamenti che coinvolge altri membri del Comitato esecutivo, l’organo di sei componenti che partecipa alle riunioni del Consiglio direttivo e contribuisce alle decisioni di politica monetaria.

L’economista tedesca Isabel Schnabel lascerà il proprio incarico a gennaio 2027, cioè con un anno di anticipo, per assumerne uno di alto livello al Fondo monetario internazionale. A maggio scadrà invece il mandato del capo economista irlandese Philip Lane. Una concomitanza di tre transizioni che potrebbe spingere i governi a coordinare le nomine, cercando un accordo complessivo sulla distribuzione delle posizioni.

Oggi settantenne, Lagarde guida la BCE dal novembre 2019, quando raccolse il testimone da Mario Draghi. Durante il suo mandato, l’istituzione ha affrontato una sequenza di crisi e momenti eccezionali: la pandemia, l’invasione russa dell’Ucraina, l’impennata dell’inflazione, tornata su livelli che l’Europa non sperimentava da decenni, la campagna dei dazi di Donald Trump e la crisi energetica conseguente all’attacco statunitense e israeliano all’Iran. Ora per lei potrebbe aprirsi una nuova esperienza alla guida del World Economic Forum.

 

In copertina: Christine Lagarde fotografata da Blondet Eliot/ABACA, Agenzia IPA