Dal 2019 in Italia le tecnologie cleantech, che mirano a ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica, hanno attratto 1,4 miliardi di euro di investimenti, con un ruolo crescente dei capitali di rischio e delle istituzioni pubbliche dedicate, come CDP Venture Capital. Pur vantando tante eccellenze, che producono innovazione cleantech di altissima qualità, però, il nostro Paese è molto indietro rispetto agli altri grandi paesi europei e fatica ancora a trasformare la ricerca e l’innovazione in impianti industriali, filiere competitive e occupazione. Per sostenere la realizzazione dei primi impianti su scala industriale, si stima un fabbisogno di capitale pari a circa 420 milioni di euro, da mobilitare attraverso strumenti di finanza pubblica e investimenti privati.
Nasce l’Alleanza Politica per la Nuova Industria
Per colmare questo divario tra innovazione e capacità produttiva e sostenere la crescita delle filiere cleantech, superando uno dei colli di bottiglia della competitività nazionale, è stata lanciata alla Camera dei Deputati l’Alleanza Politica per la Nuova Industria, un gruppo di lavoro trasversale tra Camera e Senato, che comprende parlamentari di maggioranza e opposizione. Tra i primi firmatari dell’Alleanza figurano la senatrice Silvia Fregolent (Italia Viva), l’onorevole Massimo Milani (Fratelli d’Italia), l’onorevole Chiara Braga (Partito Democratico), il senatore Stefano Patuanelli (Movimento 5 Stelle) e l’onorevole Vinicio Peluffo (Partito Democratico).
“Con la nascita dell’Alleanza Politica per la Nuova Industria compiamo un passo decisivo verso le condizioni necessarie a trasformare l’innovazione italiana in capacità industriale”, ha affermato Federico Cuppoloni, direttore di Cleantech for Italy. “Serve ora un dibattito di ampio respiro e strumenti capaci di accompagnare il cleantech italiano nella fase che ne determinerà il peso competitivo: quella dell’industrializzazione”.
Cleantech for Italy Summit 2026
La presentazione è avvenuta nel corso del Cleantech for Italy Summit 2026, evento annuale che riunisce Parlamento, istituzioni, investitori e innovatori per discutere come convertire l’eccellenza tecnologica italiana in nuova industria, a cui ha partecipato anche il Ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso. Al confronto hanno preso parte anche quattro innovatori del cleantech italiano – Alessandra Accogli (Co-Founder & CEO di Sinergy Flow), Marco Bersani (Co-Founder & CEO di Circular Materials), Michele Bugliesi (Co-Founder & CEO di RARA Factory) e Massimo Portincaso (Co-Founder & CEO di Arsenale Bioyards) – a rappresentare esempi di tecnologie e filiere che il gruppo politico intende sostenere nel passaggio alla scala industriale.
Il Summit ha ospitato anche un confronto tra le istituzioni che muovono le leve concrete dell’industrializzazione. Sono intervenuti Andrea Bianchi (Responsabile della programmazione strategica e delle politiche industriali di Invitalia), Luca De Angelis (CEO di Tech Europe Foundation), Enrico Filì (Senior Partner e Responsabile dei Fondi PNRR di CDP Venture Capital SGR), Alessandro Izzo (Head of Equity, Growth Capital and Project Finance della Banca Europea per gli Investimenti) e Renato Loiero (Consigliere economico alla Presidenza del Consiglio).
Che cosa prendere il documento fondativo
L’iniziativa nasce in un contesto europeo caratterizzato dall’attuazione del Clean Industrial Deal, che apre nuove opportunità per sostenere investimenti, domanda industriale e capacità manifatturiera nei settori strategici della transizione energetica. Per l’Italia, la sfida è trasformare queste opportunità in strumenti concreti, evitando che tecnologie sviluppate nel Paese vengano industrializzate altrove.
A questo scopo il Manifesto dell’Alleanza Politica per la Nuova Industria, documento fondativo del movimento, individua alcune priorità: accompagnare il passaggio dalla ricerca alla produzione industriale, sostenere impianti dimostrativi e prime fabbriche, attrarre capitale privato, accelerare le autorizzazioni, creare una domanda di mercato per le tecnologie innovative e sviluppare le competenze necessarie alla trasformazione industriale.
Nel corso dell’evento Cleantech for Italy ha inoltre presentato otto proposte attuabili nel breve termine per accelerare l’industrializzazione del settore, intervenendo su tre leve principali: finanza pubblica, creazione della domanda e semplificazione delle autorizzazioni. L’obiettivo è costruire l’infrastruttura di scala che consenta alle scaleup italiane di passare dal laboratorio alla fabbrica e di crescere sul territorio nazionale e sui mercati globali.
Trasformare l’innovazione in capacità industriale
“L’Alleanza Politica per la Nuova Industria nasce per accompagnare la crescita delle filiere italiane delle tecnologie pulite attraverso un impegno parlamentare stabile e concreto”, ha dichiarato Chiara Braga. “Occorre creare le condizioni affinché le innovazioni sviluppate nelle università, nei centri di ricerca e nelle imprese italiane possano raggiungere il mercato, crescere e affermarsi su scala europea”.
Per Massimo Milani “l’Italia dispone di una base manifatturiera, di competenze tecnologiche e di imprese capaci di svolgere un ruolo centrale nelle nuove filiere cleantech”. Rafforzare questa capacità industriale significa sostenere competitività, sicurezza energetica e autonomia strategica del Paese, in un contesto internazionale sempre più competitivo in cui Cina, Stati Uniti e altre grandi economie stanno mobilitando risorse pubbliche, strumenti finanziari, politiche commerciali e capacità di acquisto per sostenere le proprie imprese nei settori destinati a guidare la crescita industriale dei prossimi decenni. “È una sfida che riguarda l’Italia nel suo insieme e richiede una prospettiva condivisa, capace di andare oltre le appartenenze politiche e di guardare al lungo periodo”.
