da Helsinki - L’elettrificazione è già un vantaggio competitivo per l’Europa, ma senza modelli integrati di investimento, sviluppo delle reti e politiche industriali rischia di rallentare proprio mentre l’espansione dell’intelligenza artificiale e dei data center fa impennare la domanda di elettricità. È il messaggio che ha attraversato il Power Summit 2026 di Eurelectric, l’associazione che rappresenta il settore elettrico europeo, svoltosi a Helsinki il 3 e 4 giugno. Secondo le stime mostrate durante l’evento, i data center potrebbero infatti rappresentare circa il 28% della crescita dei consumi elettrici europei entro il 2030.

In occasione del Summit, di cui Materia Rinnovabile è media partner, Eurelectric ha lanciato due iniziative complementari. Lo studio Power Couples - Enhancing Industrial Competitiveness through Electrification, che analizza il contributo dell’elettrificazione alla competitività dell’industria europea, e un impegno congiunto tra attori del settore elettrico e digitale per accompagnare in modo sostenibile la crescita dei data center.

“Trasformare decisioni frammentate in un'offerta coordinata a livello di sistema è la chiave per affrontare la sfida della diffusione completa dell'elettrificazione”, ha affermato Markus Rauramo, presidente di Eurelectric e amministratore delegato di Fortum. “L'Europa ha ora bisogno di prevedibilità degli investimenti, di un potenziamento più rapido della rete e di modelli di offerta integrati in grado di espandersi rapidamente. Ciò consentirà di creare un'economia industriale più resiliente, competitiva e pronta agli investimenti.”

Power Couples: l’elettrificazione come leva di competitività

"La connessione alla rete non può più essere considerata un aspetto secondario", spiega a Materia Rinnovabile Ralf Blumenthal, Senior Vice President Europe di Siemens Grid Software. “In passato, allacciare nuovi utenti alla rete era un processo relativamente semplice, ma la rapida crescita della produzione da fonti rinnovabili, i grandi centri di carico e i modelli di domanda sempre più variabili hanno cambiato radicalmente il quadro. Per evitare nuovi colli di bottiglia è necessario un coordinamento tempestivo tra gestori di rete, autorità di regolamentazione e soggetti alla ricerca di capacità, oltre a una maggiore trasparenza sulle effettive esigenze di connessione.”

Secondo il Power Barometer 2025 di Eurelectric, in un sistema elettrico europeo già decarbonizzato al 72%, l’elettrificazione industriale nel 2024 è avanzata di appena un punto percentuale. Mentre Bruxelles prova a sciogliere questo nodo con il pacchetto AccelerateEU, pensato per rendere l’elettricità più economica e accessibile, il report sui Power Couples presentato da Eurelectric mostra, attraverso 61 aziende e 30 progetti, che l’elettrificazione diventa davvero scalabile solo quando mercato, infrastrutture e politiche vengono allineati in modelli di partnership integrata che ottimizzano insieme domanda, offerta low‑carbon, rete e flessibilità.

Il rapporto individua cinque modelli replicabili che funzionano come “coppie vincenti”: dal progetto Silvertown ECTOgrid, nel Regno Unito, che elettrifica il calore su scala urbana con grandi pompe di calore, accumuli e controllo intelligente di rete, al data centre di Microsoft a Dublino che diventa risorsa di sistema fornendo servizi di risposta rapida per la rete, fino a Stockholm Data Parks, dove il calore di scarto di oltre 30 data center centre viene venduto alla rete di teleriscaldamento cittadino trasformando un costo di raffreddamento in una nuova entrata e riducendo l’uso di gas naturale.

Twin Transition: AI, data center e infrastrutture sotto pressione

Durante il Power Summit si è provato anche a capire come fare in modo che i nuovi centri di carico su larga scala − dai distretti industriali ai data center e agli hub di ricarica per veicoli elettrici − non trasformino reti già sotto pressione in colli di bottiglia che limitano l’accesso all’energia. Secondo Blumenthal, emergono tre priorità. “In primo luogo, la pianificazione della rete e la crescita della domanda devono essere sviluppate in modo congiunto anziché in sequenza”, ci spiega. “In secondo luogo, sia i gestori di rete che i grandi consumatori devono fornire informazioni più chiare sul fabbisogno effettivo di capacità, al fine di evitare code di allacciamento irrealistiche e una pianificazione inefficiente. In terzo luogo, la flessibilità dovrebbe diventare un requisito standard per i grandi consumatori, compresi i data center. Con l’aumentare della complessità dei sistemi elettrici, la capacità dei principali consumatori di adeguare la domanda e fornire servizi di flessibilità sarà essenziale per mantenere la stabilità del sistema e sfruttare al meglio le infrastrutture esistenti.”

Da un lato, l’AI spinge infatti verso l’alto la domanda di elettricità, con i data centre destinati a rappresentare una quota significativa della crescita dei consumi europei. Dall’altro, la stessa AI è ormai uno strumento per gestire questa complessità, grazie ad applicazioni che ottimizzano rete, previsioni e performance degli asset. In questo contesto, e a ridosso del lancio da parte della Commissione europea del nuovo European Technological Sovereignty Package − che comprende il Chips Act 2.0, il Cloud and AI Development Act, una strategia per l’open source e una roadmap per la digitalizzazione e l’AI nel settore energetico − si inserisce l’iniziativa Twin Transition Commitments promossa da Eurelectric.

L’obiettivo è affrontare insieme le due dimensioni del fenomeno: da una parte stimare quanto crescerà la domanda energetica dei data center e quale flessibilità sarà necessaria nei prossimi anni; dall’altra verificare la capacità del sistema elettrico europeo di sostenere questa crescita. Il tutto puntando su una collaborazione più strutturata tra utility e hyperscaler e sull’uso diffuso dell’AI lungo l’intera catena del valore energetico. I risultati, riporta Eurelectric in un comunicato stampa, confluiranno in uno studio approfondito che sarà pubblicato nel 2027 e fornirà raccomandazioni a sostegno dello sviluppo sostenibile dell'intelligenza artificiale e dei data center in Europa. Insomma, per l’Europa il vero test non sarà solo garantire abbastanza elettricità pulita per l’AI. Sarà costruire modelli di governance in cui i grandi consumatori digitali contribuiscano attivamente alla stabilità del sistema, invece di limitarsi ad assorbirne capacità.

 

In copertina: Markus Rauramo e Alexander Stubb, Power Summit 2026