Nel 2026 l’acqua sarà il campo di prova della transizione. Non come tema settoriale, ma come infrastruttura invisibile che tiene insieme clima, produzione, città, agricoltura e stabilità sociale. Guardare quindi all’agenda delle principali conferenze internazionali, le fiere industriali e i forum scientifici che scandiranno l’anno appena iniziato resta fondamentale per ricostruire la mappa di potere, conoscenza e investimenti attorno a una risorsa sempre più scarsa e sempre più centrale.
Intanto, da Stoccolma ad Abu Dhabi, da Glasgow a Roma, possiamo essere certi che l’agenda idrica del 2026 proverà a rendere sempre più visibile una trasformazione già in corso. L’acqua sta entrando stabilmente nel lessico della sicurezza, della competitività industriale e della cooperazione internazionale. Uno spostamento di prospettiva tutto da compiere e che continueremo a raccontarvi attraverso il canale The Water Observer (alla cui newsletter mensile ci si può iscrivere tramite il form online).
Governance globale dell’acqua
Il momento politico più atteso è senza dubbio la 2026 UN Water Conference, in programma dal 2 al 4 dicembre negli Emirati Arabi Uniti e co‑ospitata dal governo del Senegal. A tre anni dalla UN Water Conference di New York e a oltre mezzo secolo dallo storico meeting di Mar del Plata, la comunità internazionale tornerà a riunirsi attorno all’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030, con l’urgenza di colmare i ritardi su accesso universale, servizi igienico‑sanitari e gestione sostenibile delle risorse.
Da osservare in particolare saranno le conseguenze del ritiro degli Stati Uniti annunciato da Trump il 7 gennaio da UNFCCC e UN Water, meccanismo interagenzia che coordina gli sforzi delle entità delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali che si occupano di questioni relative all'acqua e ai servizi igienico-sanitari.
Laboratori di idee, da Stoccolma a Glasgow
La World Water Week 2026, dal 23 al 27 agosto a Stoccolma, sarà come sempre il terreno di sperimentazione concettuale. Con un programma ibrido e una comunità che riunisce ricerca, ONG, aziende e istituzioni, la conferenza tornerà a mettere al centro le intersezioni tra acqua, clima e sviluppo.
Poche settimane dopo, dal 4 all’8 ottobre, Glasgow ospiterà invece lo IWA World Water Congress & Exhibition, il grande appuntamento dell’International Water Association dedicato al ciclo idrico integrato. Qui utility, gestori di reti e fornitori di tecnologie discuteranno gestione delle perdite, infrastrutture resilienti, digitalizzazione e nature‑based solutions.
Italia, Mediterraneo e resto del mondo: acqua come frontiera di cooperazione
Nel 2026 Roma diventerà capitale dell’acqua euromediterranea con lo EuroMediterranean Water Forum, in programma dal 29 settembre al 2 ottobre, appuntamento che farà da tappa preparatoria verso la conferenza del World Water Council del 2027 a Dubai. L’evento nella capitale italiana estende lo sguardo oltre i paesi affacciati sul Mare Nostrum, includendo Europa continentale e Balcani e mettendo al centro adattamento climatico, gestione dei rischi idrogeologici, agricoltura e cooperazione.
L’Italia sarà anche teatro di appuntamenti più tecnici ma strategici. Ecomondo 2026 (Rimini, 3-6 novembre) e Accadueo 2026 (Fiera del Levante di Bari, 26‑27 novembre) riunirà gestori, industrie e istituzioni sul futuro del servizio idrico integrato, tra reti intelligenti, economia circolare e resilienza urbana.
Il 2026 vedrà un’agenda fittissima di altre fiere ed expo internazionali. ASIAWATER a Kuala Lumpur ad aprile, Singapore International Water Week a giugno, WEFTEC a New Orleans a settembre continueranno a rappresentare le principali piattaforme per tecnologie di trattamento, riuso, monitoraggio e gestione delle acque reflue. Oltre a esplorare nuovi modelli di business e strumenti finanziari per sostenere gli investimenti necessari, in tutto il globo.
In copertina: immagine Envato

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