La disponibilità di tecnologie pulite non basta a costruire un vantaggio competitivo. Servono credito, relazioni commerciali e capacità di orientarsi nei mercati internazionali: è su questi passaggi, che collegano l’innovazione alla sua applicazione industriale, che si è concentrato Aspettando Ecomondo, evento organizzato da Trentino Sviluppo che si è svolto il 5 ottobre a Progetto Manifattura, a Rovereto. L’incontro, alla sua prima edizione, ha preparato le imprese all’appuntamento di Rimini, in programma dal 3 al 6 novembre, mettendo al centro le condizioni economiche e organizzative della transizione ecologica.

Dalle competenze alle filiere

A Ecomondo 2026 Trentino Sviluppo parteciperà insieme a 18 aziende e 2 startup del territorio. La preparazione alla fiera diventa così un’occasione per mettere in relazione competenze che spaziano dal trattamento dei materiali alla bioeconomia, dalla gestione dell’acqua al monitoraggio ambientale.

“Ecomondo è da anni il luogo dove l’economia circolare smette di essere una parola d’ordine e diventa filiera, tecnologia, impresa”, sottolinea l’assessora all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica ed enti locali Giulia Zanotelli. “Per il Trentino, che ha fatto della sostenibilità una delle direttrici della propria strategia di sviluppo, essere presenti a Rimini non è una vetrina, ma un investimento: significa mettere in relazione le competenze delle nostre imprese − dal trattamento dei materiali alla bioeconomia, dalla gestione delle risorse idriche al monitoraggio ambientale − con un ecosistema internazionale di operatori, ricercatori e decisori politici. Per questo, Trentino Sviluppo ha deciso opportunamente di organizzare questo evento in preparazione alla fiera.” Tale impostazione attribuisce alla rete territoriale una funzione industriale, oltre che promozionale: collegare imprese, competenze e opportunità finanziarie.

“Il sistema trentino arriva a questo appuntamento con una consapevolezza precisa: la transizione ecologica non è un vincolo da rispettare, ma un vantaggio competitivo da costruire insieme, tra pubblico e privato, tra piccola impresa e grande innovazione”, ricorda Nicola Polito, direttore operativo di Trentino Sviluppo. “La nostra società accompagna questo percorso convinta che la vera economia circolare nasca dalla capacità di far dialogare territori diversi ed è proprio questo dialogo che porteremo a Ecomondo 2026.”

Imprese e finanza

Renata Diazzi, direttrice dell’area ESG e sostenibilità di Trentino Sviluppo, ha presentato il modello trentino soffermandosi sulla rete di imprese e manager della sostenibilità. Una gestione strutturata dei fattori ESG è stata indicata come leva per facilitare l’accesso al credito, attrarre investimenti e ridurre i costi operativi: un collegamento tra organizzazione aziendale e possibilità di finanziare la transizione.

Il confronto sugli strumenti finanziari ha coinvolto inoltre Nicola Brugnatelli di Banca Etica, Aaron Tait del Gruppo Cassa Centrale e Mauro Zan di SEFEA Impact SGR. Al centro, gli investimenti nel risparmio energetico, nell’economia circolare e nell’innovazione green.

Mercati e conformità

La dimensione internazionale ha attraversato anche la preparazione operativa alla fiera. Eleonora Fraternali, marketing & communication manager di Italian Exhibition Group, ha illustrato la scelta delle conferenze, le opportunità di visibilità e la pianificazione degli incontri con clienti e buyer.

“Questo incontro rappresenta un ulteriore segnale dell’impegno che condividiamo con Trentino Sviluppo nel sostenere le imprese nei percorsi di innovazione e crescita legati alla transizione ecologica”, spiega Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della Green & Technology Division di Italian Exhibition Group. “Ecomondo non ha mai smesso di evolvere, proponendo nuovi format, rafforzando la propria dimensione internazionale e affiancando all’offerta espositiva conferenze, incontri e contenuti dall’alto valore scientifico e istituzionale. Partecipare a Ecomondo significa inserirsi in una rete internazionale, dove costruire nuove connessioni e intercettare opportunità di sviluppo.”

L’ultima sessione ha affrontato i rapporti commerciali con le aziende clean tech cinesi. Sara Berloto, di Italy China Council Foundation, ha illustrato le prime verifiche per collaborare con un fornitore e valutare la conformità dei prodotti destinati al mercato europeo. Un passaggio che affianca alla ricerca di opportunità la necessità di verificare l’adeguatezza delle soluzioni. La prospettiva aperta a Rovereto riguarda dunque la capacità di tenere insieme credito, competenze e accesso ai mercati: il valore della rete si misurerà nella continuità dei rapporti costruiti, oltre i giorni della fiera.

 

In copertina: foto di Trentino Sviluppo