Nel distretto vivaistico di Pistoia, Vannucci Piante si propone come uno dei principali laboratori di innovazione per accompagnare il settore verso modelli produttivi sempre più sostenibili. Un percorso avviato oltre dieci anni fa, fondato su ricerca scientifica, sperimentazione e collaborazione con università, istituzioni e centri di ricerca, che oggi restituisce risultati concreti sul fronte della riduzione degli impatti ambientali.   

La roadmap di sostenibilità presentata a luglio integra analisi ambientali, innovazione dei materiali e transizione energetica, e si articola in diversi filoni di ricerca condotti insieme al mondo accademico. Tra questi figurano il Life Cycle Assessment, (LCA), realizzata con il Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali (DAGRI) dell'Università di Firenze, e il progetto di bilancio del carbonio ALBERICO₂, sviluppato con l'Università di Pisa, l'Università di Firenze e PNAT, e finanziato dalla Fondazione CARIPT.

I dati incrociati dalle ricerche hanno confermato che interventi mirati − come la sostituzione della torba con pacciamature naturali con scaglie a base di scarti di legno provenienti dalle aree boschive locali dell’Appennino pistoiese, conforme a princìpi e criteri FSC e l’utilizzo di contenitori di plastica riciclata − hanno portato a una riduzione stimata delle emissioni di CO₂ tra il 50 e il 60%.

Al centro dell'ottimizzazione dei processi, infatti, c'è grande attenzione all'economia circolare locale. Ad esempio, i vasi REVIVE POT nascono dal recupero degli scarti plastici dei vivai, trattati insieme agli imballaggi post consumo della raccolta differenziata urbana, da cui si ottengono granuli di plastica rigenerata utilizzati per produrre nuovi contenitori riciclabili.

La transizione coinvolge anche il fronte energetico. L'azienda ha avviato un percorso di approvvigionamento da fonti rinnovabili e ha installato un impianto fotovoltaico da 500 kW su una superficie di circa 2.200 metri quadrati. L'impianto consentirà di coprire il fabbisogno energetico della sede principale, inclusa la ricarica dei mezzi elettrici utilizzati per la logistica interna. A regime, nel 2027, la produzione è stimata in circa 540.000 kWh all'anno, con un risparmio di circa 144 tonnellate di CO₂ rispetto al fattore medio di emissione della rete elettrica nazionale.   

Nel vivaio sperimentale "Ferruccia 300", il progetto ALBERICO₂ ha affiancato alla misurazione delle emissioni anche lo studio della capacità di assorbimento di CO₂ delle piante coltivate, stimata in media in 5,31 kg di CO₂ per pianta all'anno: incrociando questo dato con quello delle emissioni di processo, la ricerca ha stimato che il sito risulti nel complesso carbon neutral.

A supporto di questo percorso, l'azienda si avvale di certificazioni indipendenti: GLOBAL GAP per la qualità e la tracciabilità della produzione, MPS per il monitoraggio dei consumi di fitofarmaci, fertilizzanti, acqua ed energia, e ISO 14001 per il sistema di gestione ambientale.

L'insieme di questi dati − dalla riduzione del 50-60% delle emissioni di processo al bilancio carbon neutral del vivaio sperimentale, fino ai risultati attesi dall'impianto fotovoltaico − delinea un percorso di decarbonizzazione che integra ricerca applicata, innovazione dei materiali e misurazione degli impatti ambientali, offrendo indicazioni utili anche per il resto del distretto vivaistico pistoiese.

Accanto ai risultati ottenuti sul fronte ambientale, l'azienda continua a investire anche nella propria infrastruttura produttiva e formativa, su una scala che resta tra le più estese in Europa: oltre 600 ettari di vivai, di cui 240 coltivati in piena terra e 360 in contenitore, ospitano più di tremila varietà di piante. Attorno all'attività produttiva si è sviluppato negli anni un sistema di spazi dedicati alla formazione e al confronto con i professionisti del settore: il Pistoia Nursery Campus (concepito come un green resort a vocazione professionale con aree di ristorazione, impianti sportivi e spazi per corsi ed eventi) affianca il Design Park (quattro ettari di parco dedicato alle piante semi-mature pensato per architetti del paesaggio e progettisti) e il Pistoia Nursery Park, (un'ampia area verde a cielo aperto che raccoglie esemplari di pronto effetto a disposizione dei professionisti del settore).

La sfida, ora, sarà trasformare queste sperimentazioni in pratiche sempre più diffuse lungo l'intera filiera. In un contesto in cui il vivaismo è chiamato a confrontarsi con la decarbonizzazione, la scarsità delle risorse e gli effetti del cambiamento climatico, l'esperienza di Vannucci Piante suggerisce che la competitività del settore passerà sempre più dalla capacità di misurare gli impatti, innovare i processi e fare della sostenibilità non più e non solo un valore aggiunto, ma un elemento strutturale della produzione.

 

In copertina: la sede di Vannucci Piante