Il tema della casa è tornato al centro delle politiche europee, dove la crisi abitativa si configura sempre più come una questione strutturale capace di incidere su competitività, coesione sociale e qualità della vita. In questo scenario si inserisce REbuild 2026, che dedica la nuova edizione al tema Housing Remix, con l’obiettivo di ripensare modelli abitativi, strumenti finanziari e politiche urbane alla luce della nuova agenda europea. Materia Rinnovabile è media partner dell’iniziativa.
Secondo le stime europee, mancano oggi 9,6 milioni di abitazioni nell’Unione Europea e oltre 1,3 milioni in Italia, con un fabbisogno di circa 126.000 nuove unità all’anno per i prossimi dieci anni. La crescita dei prezzi delle abitazioni, più rapida rispetto a quella dei redditi, ha contribuito a trasformare la casa da semplice bene di mercato a vera e propria infrastruttura sociale, capace di influenzare mobilità, accesso al lavoro, inclusione e sviluppo urbano.
In questo contesto REbuild, organizzato da Riva del Garda Fierecongressi, riunisce oltre 80 speaker provenienti dal mondo delle istituzioni, della finanza, della progettazione, della ricerca e dell’industria delle costruzioni, per affrontare il tema dell’abitare in una prospettiva sistemica. Due giornate di conferenze, workshop e incontri B2B, con sessioni parallele e side event organizzati dai partner, offriranno uno spazio di confronto tra attori della filiera e startup, con l’obiettivo di individuare modelli replicabili e nuove soluzioni per un settore chiamato a rispondere a sfide sempre più complesse. L’appuntamento con la dodicesima edizione è il 12 e 13 maggio 2026 al Centro congressi di Riva del Garda.
Dalla casa come prodotto alla casa come infrastruttura sociale
Per molti anni l’abitazione è stata considerata un tema risolto, regolato principalmente dalle dinamiche di mercato. Oggi la crescente pressione sui prezzi, le trasformazioni demografiche e i nuovi modelli sociali mettono in discussione questa visione. Come evidenzia Ezio Micelli, docente IUAV e presidente del comitato scientifico di REbuild, il tema dell’abitare deve tornare a essere oggetto di una riflessione ampia, capace di integrare politiche pubbliche, strumenti finanziari e innovazione tecnologica, riconoscendo la casa come elemento fondamentale per la qualità della vita e la coesione delle comunità.
In Europa emergono pattern comuni: concentrazione della popolazione nelle aree urbane più dinamiche, spopolamento delle aree interne e crescente difficoltà di accesso all’abitazione per giovani e famiglie. Allo stesso tempo, una quota significativa del patrimonio edilizio resta inutilizzata o sottoutilizzata, evidenziando come la crisi non sia soltanto quantitativa ma anche legata alla distribuzione territoriale e all’adeguatezza degli strumenti di pianificazione.
REbuild propone quindi una riflessione che supera il tradizionale focus sul real estate, per considerare la casa come infrastruttura sociale capace di sostenere inclusione, produttività e sviluppo sostenibile.
Cinque pilastri per ripensare l’abitare
Il programma 2026 è strutturato attorno a cinque pilastri: politiche, capitali, regole, costruire e abitare, che riflettono la complessità delle dinamiche coinvolte nella trasformazione dei modelli abitativi.
Il primo pilastro riguarda le politiche pubbliche, sempre più centrali dopo la presentazione del primo European Affordable Housing Plan, che segna un passaggio storico nel riconoscimento della casa come priorità europea. Il confronto tra istituzioni europee, amministrazioni locali e stakeholder mira a comprendere come tradurre la nuova agenda in strumenti concreti capaci di favorire accessibilità, sostenibilità e inclusione.
Il secondo pilastro si concentra sui capitali e sugli strumenti finanziari necessari per rendere possibile lo sviluppo di housing accessibile. Accanto agli investimenti pubblici, emerge il ruolo della finanza di impatto e dei modelli di cofinanziamento pubblico-privato, fondamentali per sostenere progetti a lungo termine e attivare economie non speculative. La disponibilità di capitali pazienti rappresenta una leva strategica per integrare sostenibilità economica e impatto sociale, favorendo nuove operazioni di rigenerazione urbana.
Il tema delle regole affronta invece il ruolo della pianificazione urbanistica e della governance multilivello nel rendere possibile la trasformazione delle città. Processi autorizzativi complessi e tempi lunghi rappresentano spesso un ostacolo allo sviluppo di nuovi progetti abitativi. Allo stesso tempo, nuove esperienze europee dimostrano come modelli innovativi di rigenerazione urbana possano favorire un utilizzo più efficiente del patrimonio esistente e valorizzare il ruolo del settore pubblico nella pianificazione territoriale.
Il quarto pilastro riguarda il costruire, con particolare attenzione al ruolo dell’innovazione tecnologica come leva economica, sociale e ambientale. Industrializzazione, digitalizzazione, prefabbricazione e utilizzo del BIM rappresentano strumenti fondamentali per aumentare la produttività del settore e ridurre tempi e costi di costruzione. Secondo recenti ricerche, l’adozione di nuovi processi costruttivi può ridurre i costi di retrofit anche tra il 50% e il 70% per alcune tipologie edilizie, grazie alla maggiore replicabilità dei componenti e alla riduzione degli sprechi.
Infine, il pilastro dell’abitare esplora l’evoluzione dei modelli sociali e demografici, sempre più determinanti nella definizione delle politiche abitative. L’invecchiamento della popolazione, la crescita dei nuclei familiari unipersonali e le difficoltà dei giovani nell’accesso alla casa richiedono nuove soluzioni, dal cohousing al coliving, fino al riuso di edifici dismessi. Le tecnologie digitali, dalla domotica ai sistemi di assistenza intelligente, contribuiscono a ridefinire il concetto di abitare, favorendo autonomia, efficienza energetica e nuove forme di comunità.
Innovazione, sostenibilità e filiera
Il settore delle costruzioni è chiamato a un salto tecnologico che coinvolge non solo i processi produttivi ma anche la relazione con altri comparti, come manifattura e tecnologie digitali. In Europa il comparto continua a essere caratterizzato da livelli di produttività relativamente bassi, ma l’integrazione con strumenti digitali e industrializzazione off-site rappresenta un’opportunità per migliorare efficienza e sostenibilità.
L’agenda dell’abitare si intreccia inoltre con quella della decarbonizzazione e dell’economia circolare. Il recupero del patrimonio edilizio esistente, l’efficienza energetica e l’uso di materiali sostenibili restano elementi centrali per la transizione del settore. La casa green è ormai parte integrante del dibattito europeo, non più come tema emergente ma come componente strutturale delle politiche urbane e industriali.
Un laboratorio per la nuova agenda europea della casa
Nel quadro europeo, la questione abitativa rappresenta una sfida che richiede una visione integrata e multilivello. Politiche pubbliche, investimenti, regole urbanistiche e innovazione tecnologica devono convergere per rispondere a una domanda crescente di alloggi accessibili, sostenibili e capaci di supportare nuovi modelli di vita.
Con Housing Remix, REbuild si propone come piattaforma di confronto tra istituzioni, imprese, finanza e ricerca, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una nuova agenda europea dell’abitare. Un programma che intende offrire strumenti concreti per affrontare una crisi che non riguarda soltanto la quantità di case disponibili, ma la capacità di immaginare nuovi modelli di sviluppo urbano e sociale.
In copertina: foto Rebuild

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