Sessantamila metri quadrati di “green arena”, circa ottocento espositori e oltre duecento delegazioni internazionali di top buyer si riuniscono a Milano per la decima edizione di Myplant & Garden, di cui, anche quest’anno, Materia Rinnovabile è media partner.

Fiera Milano Rho dal 18 al 20 febbraio 2026 ospiterà infatti l’“Olimpiade del verde”, così come è stata definita durante la conferenza stampa di presentazione: un grande palcoscenico dove la filiera florovivaistica globale mette in mostra piante pregiate, innovazioni tecnologiche, progettazione del paesaggio e nuove soluzioni per la gestione sostenibile degli spazi verdi.

Un appuntamento che, nel pieno della transizione ecologica e dell’adattamento climatico, assume un valore strategico. Non solo per il comparto produttivo, ma anche per la trasformazione delle città, sempre più alla ricerca di infrastrutture verdi capaci di migliorare salute pubblica e resilienza urbana.

A testimoniare la dimensione internazionale dell’evento, My Plant annuncia oltre 200 delegazioni di buyer da 47 paesi, con presenze significative da Arabia Saudita, Emirati Arabi, Cina, Turchia e Maghreb. Un segnale chiaro: il verde non è più soltanto un mercato europeo, ma un asset globale legato a sviluppo urbano, eventi internazionali e investimenti immobiliari.

Il florovivaismo italiano corre: produzione oltre 3,25 miliardi

Il settore florovivaistico italiano si conferma su livelli massimi. Secondo i dati ISTAT, nel 2024 il valore della produzione ha superato i 3,25 miliardi di euro, con una crescita del 3,5% rispetto al 2023 e un +23% in cinque anni. Un risultato che consolida l’Italia tra i principali player mondiali: terzo esportatore globale e protagonista di un saldo commerciale positivo pari a 374 milioni di euro, con esportazioni oltre 1,2 miliardi.

Il vivaismo rappresenta oltre metà del valore complessivo (54,5%), mentre la floricoltura pesa per il 45,5%. In Italia operano circa 17.500 imprese su oltre 45.000 ettari coltivati, con una forte concentrazione nel Centro Italia, dove la Toscana guida il comparto con oltre un miliardo di euro.

Macchinari in crescita e nuovi padiglioni: la fiera cambia volto

Il filo conduttore dell’edizione 2026 di My Plant & Garden è il verde come infrastruttura strategica. ENEA e Agenzia europea dell’ambiente indicano la vegetazione urbana tra le principali soluzioni di adattamento climatico: può ridurre la temperatura media cittadina di 1-1,5°C e contribuire alla qualità dell’aria, assorbendo inquinanti e riducendo il particolato.

L’attenzione si concentra anche sui paesaggi olimpici di Milano-Cortina, in un momento in cui grandi eventi sportivi e trasformazione urbana si intrecciano. Accanto a tutto ciò, spazio anche ai giardini terapeutici, ai parchi storici, ai manti sportivi e alla riqualificazione delle periferie.

Ma la decima edizione segna anche una riorganizzazione della manifestazione, articolata in nove macrosettori: vivai, fiori, arredo, vasi, decorazione, paesaggio, servizi, tecnica e macchinari. Proprio quest’ultimo comparto è in forte espansione: il padiglione 20 sarà infatti interamente dedicato ai motori, con superficie raddoppiata e una nuova sezione “Motori e ricambi” già proiettata al 2027.

Il paesaggio cambia collocazione e identità: My Landscape si sposta nel padiglione 8, con due sale convegni dedicate a progettazione e mostre di alto profilo. Un boulevard di oltre 100 metri collegherà invece architettura e materiali al cuore creativo di My Decor, tra workshop e sfilate di flower fashion.

Premi, innovazione e “giardini per il sociale”

My Plant & Garden ospiterà premi per i prodotti più innovativi e green e per le città italiane più attente al verde. Al centro anche il concorso “I Giardini di Myplant”, che celebra dieci anni di progetti sociali: la nuova edizione sarà dedicata alla realizzazione di spazi esterni per un’associazione milanese che accoglie minori vittime di abusi. Tra business e sostenibilità, la fiera ribadisce così il suo ruolo di piattaforma di riferimento per una filiera che oggi non produce solo valore economico, ma vuole contribuire a costruire città più sane, resilienti e vivibili.

 

In copertina: foto di My Plant & Garden