La transizione verso un'economia a basse emissioni riguarda ogni settore produttivo, ma raramente un'impresa dispone da sola degli strumenti e delle competenze per affrontarla. È da questa considerazione che nasce Mission Carb 0 (MC0), il progetto Interreg ALCOTRA Italia-Francia che, da tre anni, offre alle piccole e medie imprese del territorio transfrontaliero un percorso gratuito di diagnosi e accompagnamento personalizzato. Il progetto coinvolge quattro filiere considerate strategiche per l'economia locale: agroalimentare, meccatronica, aromi e profumi e servizi alla montagna.
L'agroalimentare rappresenta una componente più consistente del progetto: 17 imprese su 66 hanno aderito al percorso di diagnosi, pari al 26% del campione complessivo. La maggior parte ha sede in provincia di Cuneo (82%), le restanti nel Torinese, e si tratta prevalentemente di realtà piccole e micro (rispettivamente 59% e 41% del campione). All'interno del campione convivono profili produttivi differenti: prodotti da forno (35%), lattiero-caseario (29%), carne e ortofrutta (18% ciascuno).
Come funziona il percorso
Il progetto si fonda su un principio semplice: accompagnare le imprese, passo dopo passo, nella comprensione e nella gestione dei propri dati ambientali. Diagnosi e accompagnamento — sia individuale sia collettivo — sono interamente gratuiti e si sviluppano in parallelo. Ogni azienda calcola la propria carbon footprint sull'anno di riferimento, secondo standard riconosciuti a livello internazionale, distinguendo tra le emissioni generate direttamente (Scope 1), quelle derivanti dal consumo di energia acquistata (Scope 2) e quelle che si originano lungo la filiera, a monte e a valle dell'attività aziendale (Scope 3).
A supportare questo lavoro è LISE (Limita i tuoi impatti e supervisiona le tue emissioni), la piattaforma sviluppata nell'ambito del progetto e certificata AFNOR, l'ente francese di normazione, a garanzia della piena compatibilità con i principali standard internazionali di rendicontazione del carbonio.
I dati rilevati
Le diagnosi realizzate restituiscono un quadro utile a orientare le scelte future delle aziende interessate. Il dato più significativo riguarda la provenienza delle emissioni: per l'82% delle imprese analizzate, la componente più rilevante è quella degli acquisti e delle spese − materie prime, semilavorati, imballaggi − riconducibile alle emissioni indirette dello Scope 3.
Si tratta di un'indicazione preziosa, perché permette a ciascuna impresa di individuare con precisione dove concentrare le proprie azioni per ottenere il massimo risultato, ed esprime la necessità di adottare strategie di filiera.
Dalla diagnosi al piano d'azione
A partire da questi risultati, ogni impresa ha ricevuto un piano d'azione personalizzato, costruito sulle proprie caratteristiche produttive. Le azioni individuate riguardano in particolare due ambiti: il consumo di energia, efficientamento, autoproduzione ed elettrificazione; gli acquisti, filiere corte, materiali riciclati e selezione dei fornitori. Trasporto merci, gestione dei rifiuti e mobilità del personale completano il quadro delle azioni possibili, già avviate in diverse realtà del comparto.
Le prossime tappe
Il percorso di diagnosi ha permesso anche di individuare alcuni ambiti su cui il progetto continuerà a lavorare insieme alle imprese, in particolare la raccolta di dati più strutturati su acquisti, trasporti e gestione dei rifiuti — un passaggio che renderà le prossime diagnosi ancora più accurate. In questa direzione, il progetto indica come priorità la costruzione di un sistema interno di monitoraggio dei dati, utile non solo alla diagnosi ma anche alla redazione di bilanci di sostenibilità, rendicontazioni ambientali e comunicazioni verso fornitori e clienti.
Una leva di competitività, non solo un adempimento
L'esperienza di MC0 dimostra come la sostenibilità possa rappresentare, per le imprese coinvolte, una leva di competitività oltre che una responsabilità condivisa. È una prospettiva che i partner italiani e francesi continueranno a sviluppare fino alla conclusione del progetto, prevista per l'autunno 2026, proseguendo il lavoro insieme ai poli di innovazione e ai cluster produttivi del territorio.
Al centro di questo percorso ci sono le imprese che hanno scelto di parteciparvi: la cooperazione transfrontaliera, quando si traduce in strumenti concreti come la diagnosi e l'accompagnamento personalizzato, mostra qui uno dei suoi risultati più concreti ed efficaci.
Le imprese agroalimentari italiane coinvolte
Le imprese agroalimentari coinvolte nel progetto, per la provincia di Cuneo, sono Antica Cascina Srl, Beppino Occelli I Formaggi Srl, Caseificio Vincenzo Quaglia Srl, Forneria Artigiana Cavanna Srl, Fruit Project Srl, Isofood Srl, I Tesori della Terra Soc.coop.agr. sociale Onlus, La Granda Trasformazione Srl, La Manta Foods Srl, Nocciola Tomatis, Obun Srl, Selezione Oberto Srl, Ortofruit Italia Soc.agr.coop e Pasta Fresca di Grimaldi Valerio. Per la provincia di Torino, invece, sono Caseificio Paje Srl, Molini Bongiovanni SpA e Pascal Srl.
Mission Carb 0 è realizzato con il cofinanziamento dell'Unione Europea nell'ambito del programma Interreg ALCOTRA Italia-Francia. Capofila: CCI Nice Côte d'Azur. Partner: Camera di commercio di Cuneo, Camera di commercio di Torino, CCI Savoie, Environment Park, Mesap, Confindustria Cuneo, NEXO Agrifood Hub, AMVALOR, Cluster Montagne, RisingSUD. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del progetto.
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In copertina: il gruppo di lavoro MC0
