
Un parco eolico che produce elettricità sufficiente a coprire i consumi di circa 10.600 famiglie e destina parte dei propri ricavi a biciclette elettriche, ristrutturazione delle abitazioni e misure di contrasto alla povertà energetica. È il caso di Andilly-Les-Marais, comune nella Francia occidentale, vincitore della prima edizione del Fast & Fair Renewables Award, con Materia Rinnovabile come media partner. Il riconoscimento, consegnato da Tinne Van der Straeten, CEO di WindEurope, in occasione dell’evento annuale, è andato a un progetto che punta a conciliare la velocità della transizione energetica con la tutela dell’ambiente e il sostegno delle comunità locali.
Il dato più significativo, tuttavia, non riguarda soltanto l’elettricità prodotta. Quasi duecento cittadini hanno investito nel progetto circa 1,2 milioni di euro; la cooperativa locale COOPEC detiene il 31% del capitale complessivo, mentre lo sviluppatore del progetto Valorem possiede il 51% e il fondo regionale d’investimento Terra Energies il restante 18%. In un territorio storicamente segnato dall’opposizione all’energia eolica, il progetto di Andilly-Les-Marais propone un modello in cui la partecipazione non si esaurisce in una fase informativa successiva alle decisioni, ma entra a far parte della governance e della distribuzione del valore economico. Le sue azioni incarnano bene i cinque princìpi della Fast & Fair Renewables & Grids Initiative, un’iniziativa trasversale coordinata da ICLEI Europe.
Il progetto
“L’iniziativa è stata avviata nel 2017 dal comune di Andilly-Les-Marais, nel contesto delle ambizioni ‘Territorio a energia positiva’, sostenute dalla comunità intercomunale di Aunis Atlantique. Fin dall’inizio, il comune, l’associazione A nous l’énergie renouvelable et solidaire 17 (ANE!rs17) e la stessa Aunis Atlantique hanno lavorato insieme attraverso incontri pubblici, gruppi di lavoro tematici e un comitato di monitoraggio”, racconta a Materia Rinnovabile Bertrand Cardinal, presidente volontario di COOPEC.
Durante la fase di sviluppo, il comitato si è riunito due volte l’anno, coinvolgendo rappresentanti dello stato, del dipartimento, della Camera dell’agricoltura, del Parco naturale regionale del Marais Poitevin, agricoltori, residenti e un gruppo di oppositori. “Il comitato è aperto al pubblico, garantisce la trasparenza sul progetto e offre elementi di valutazione che il comune di Andilly-Les-Marais può decidere se recepire o meno. Questo comitato di monitoraggio, che riunisce diversi stakeholder, è destinato a evolvere nella propria composizione e rimarrà in essere per tutta la vita del parco eolico”, aggiunge Cardinal.
Il progetto, dunque, non presenta la partecipazione effettiva come una garanzia automatica di consenso. Mostra, piuttosto, quanto sia importante mettere a confronto prospettive diverse in un settore in cui l’accelerazione dello sviluppo delle energie rinnovabili si scontra spesso con le resistenze locali legate al paesaggio, alla biodiversità, al rumore e alla distribuzione dei benefici.
Raccolta fondi partecipativa
Ad Andilly-Les-Marais, la promessa è che una parte del controllo e dei proventi finanziari rimanga nel territorio, anziché confluire esclusivamente nelle mani di investitori esterni. COOPEC ha organizzato la raccolta fondi partecipativa attraverso incontri pubblici nei comuni dell’area di Aunis Atlantique. Ai soci sono state proposte tre tipologie di conti correnti soci, assimilabili a prestiti concessi dai membri alla cooperativa: con durate di sei, dodici e vent’anni e rendimenti rispettivamente del 3%, 4% e 5%. “I soci ricevono ogni anno gli interessi e, alla scadenza, il loro capitale investito viene ripagato. Il tasso d’interesse proposto è superiore a quello del conto di risparmio regolamentato dallo stato francese”, aggiunge Cardinal.
La fiducia, tuttavia, non si fonda soltanto sulla remunerazione. COOPEC tiene aggiornati i soci attraverso visite collettive, comunicazioni mensili sulla produzione di elettricità e la possibilità di seguire in tempo reale dal sito web i dati relativi alla produzione del parco eolico. Attualmente la cooperativa conta cinquecento soci: dodici enti locali, sei imprese, quattro associazioni e 478 cittadini. Per aderire è sufficiente acquistare almeno una quota da 50 euro, una soglia pensata per coniugare radicamento territoriale e accessibilità.
Voti e redistribuzione dei benefici
La struttura cooperativa si fonda su un principio che mette in discussione il tradizionale legame tra capitale e potere: “1 socio = 1 voto, non 1 euro = 1 voto”. Secondo COOPEC, la governance di progetti analoghi dovrebbe poggiare su quattro elementi: radicamento locale, decisioni condivise, impegno ambientale e un approccio non speculativo. La redistribuzione dei benefici aggiunge un ulteriore tassello. I ricavi e gli utili della società vengono ripartiti tra Valorem, COOPEC e Terra Energies in proporzione alle rispettive quote di partecipazione: 51%, 31% e 18%. COOPEC ha però scelto di ricevere annualmente, nell’arco di vent’anni, il premio di sviluppo legato al successo del progetto, impegnandosi a devolverlo al territorio.
“È così che COOPEC destinerà 62.000 euro all’anno per 25 anni a interventi di risparmio energetico e alla lotta contro la povertà energetica sul territorio. Le prime iniziative già avviate riguardano il sostegno alla mobilità, attraverso il finanziamento dell’acquisto di biciclette a pedalata assistita, con un contributo di 500 euro per bicicletta, e gli interventi di riqualificazione delle abitazioni”, aggiunge Cardinal.
Quali insegnamenti possono trarne gli altri paesi dell’UE?
Il parco eolico di Andilly-Les-Marais non offre un modello già pronto da replicare in Europa. “Questo progetto non può essere riprodotto direttamente con un semplice copia e incolla. Possiamo però trarre ispirazione dai suoi punti di forza, che hanno contribuito all’accettazione e al suo successo. Tra questi ci sono trasparenza, informazione, consultazione e co-sviluppo”, afferma Cardinal.
Come spiega a Materia Rinnovabile Arthur Hinsch, esperto senior di sistemi energetici sostenibili presso ICLEI Europe e coordinatore della Fast & Fair Renewables & Grids Initiative, il parco eolico di Andilly-Les-Marais rappresenta un’esperienza molto stimolante e di grande valore. “La Fast & Fair Renewables & Grids Initiative nasce da un accordo tra l’industria delle rinnovabili, le organizzazioni ambientaliste, le comunità energetiche, le amministrazioni locali e la società civile. L’accordo si fonda su cinque princìpi che orientano lo sviluppo dei progetti affinché sia più rapido, ma anche equo per tutti.”
La questione è rilevante perché il sostegno pubblico alle rinnovabili non si traduce automaticamente in accettazione a livello locale. “I princìpi Fast & Fair riflettono un consenso raggiunto a livello europeo attraverso un attento processo di negoziazione tra i diversi settori, per fornire un riferimento comune e una base condivisa che possano aiutare a mediare tra interessi contrapposti a livello locale”, spiega Hinsch.
Per gli altri paesi dell’UE, le implicazioni politiche riguardano anche l’accesso al mercato. Le gare d’appalto, le aste e gli appalti pubblici possono inoltre riservare spazio – o fornire una remunerazione adeguata – alle comunità energetiche rinnovabili, aiutandole a competere con gli operatori più grandi. Si tratta di un’opzione prevista dagli articoli 22d e 15a della Direttiva sulle energie rinnovabili (RED III). Come osserva Hinsch, l’articolo 15a stabilisce che "ove ritenuto pertinente, gli stati membri possono promuovere la cooperazione tra le autorità locali e le comunità di energia rinnovabile nel settore dell'edilizia, in particolare attraverso il ricorso agli appalti pubblici”.
Nella pratica, alcune amministrazioni locali stanno già adattando le proprie procedure di appalto alle caratteristiche specifiche delle comunità energetiche rinnovabili, ma si tratta ancora di un approccio tutt’altro che diffuso. “È necessario valutare attentamente come introdurre al meglio criteri di gara e di selezione incentrati sulla comunità, nel rispetto dei requisiti nazionali ed europei relativi alle procedure di appalto pubblico. Ciò può avvenire in diversi modi, tra cui il riferimento diretto alle definizioni delle comunità energetiche rinnovabili (REC) dell’UE e/o alle definizioni nazionali di recepimento”, conclude Hinsch. “Con la ribadita enfasi su questa opportunità nei principi Fast & Fair, riaffermiamo congiuntamente che il ricorso a gare d’appalto, aste e appalti pubblici per sostenere le comunità energetiche rinnovabili nel raggiungimento di condizioni di parità è sostenuto dagli attori del mercato sia nel settore a scopo di lucro che in quello non profit.”
In copertina: la comunità di Andilly-Les-Marais
