Come possiamo godere tutti di temperature confortevoli nelle nostre case a un prezzo equo e accessibile? Le reti di riscaldamento e raffreddamento rinnovabili prodotte a livello locale combattono la povertà energetica, aumentano il comfort, rendono le nostre città sostenibili e l’Unione Europea più indipendente dal punto di vista energetico e competitiva in tempi difficili.

Sofia, una madre single che vive in un appartamento all’ultimo piano, e Klaus, che vive in una casa indipendente con la sua famiglia, affrontano lo stesso problema in paesi diversi: bollette energetiche alle stelle. Il riscaldamento in inverno e il raffrescamento in estate sono sempre più cari, poiché entrambi si basano ancora su sistemi a gas: inquinanti, costosi e vulnerabili alle tensioni geopolitiche.

Come possono Sofia, Klaus e tutti noi godere di case confortevoli pagando bollette eque? L’UE dispone di molte soluzioni per raggiungere la neutralità climatica e diventare indipendente dal punto di vista energetico, ma nessuna avrà successo senza la partecipazione attiva dei cittadini per garantire una transizione equa ed efficace.

Un’azione coordinata a tutti i livelli di governo

Il riscaldamento e il raffrescamento rappresentano quasi la metà del consumo energetico dell’UE, rendendo prioritario garantire che i sistemi siano più ecologici ed economici. Reti efficienti di teleriscaldamento e teleraffreddamento (DHC) alimentate da fonti pulite sostituiscono i sistemi di riscaldamento individuali, riducendo la manutenzione e abbassando le bollette. Poiché il cambiamento inizia nelle città, il coinvolgimento dei cittadini è essenziale. Le iniziative energetiche comunitarie favoriscono l’accettazione sociale, la compartecipazione e l’impegno a lungo termine, rendendo le reti più sostenibili e resilienti.

Ecco perché le autorità locali, nazionali e dell’UE devono collaborare. La direttiva sull’efficienza energetica impone alle città con più di 45.000 abitanti di elaborare piani locali di riscaldamento e raffreddamento, mappando la domanda, le infrastrutture e i percorsi di decarbonizzazione. Le città svolgono un ruolo chiave nell’identificazione delle zone, nella pianificazione delle reti e nel coordinamento delle ristrutturazioni e delle soluzioni. Inoltre, la futura Strategia dell’UE per il riscaldamento e il raffreddamento fornirà indicazioni utili per accelerare la decarbonizzazione.

Tuttavia, pochi stati membri hanno tradotto questi obblighi in quadri di sostegno. Chi fosse curioso di conoscere lo stato di avanzamento nel proprio paese può consultare l’EU Tracker di Energy Cities, che evidenzia il divario tra il potenziale di trasformazione dei piani locali e il sostegno nazionale alle autorità.

Il cambiamento inizia con cittadini impegnati

Anche laddove i governi nazionali faticano a intervenire, le autorità locali e le comunità sono determinate ad agire, spesso con il sostegno di progetti UE come MUSE DHC. Entro il 2028, il progetto mira a sviluppare 9 piani di investimento per reti DHC efficienti e guidate dalla comunità in 5 paesi, creando modelli replicabili.

Un progetto pilota è quello di Sant Cugat Sesgarrigues in Catalogna, Spagna, dove gli edifici pubblici utilizzano ora pompe di calore aerotermiche per il riscaldamento e l’acqua calda. Sostenuta da una forte volontà politica, la città sta valutando una rete DHC di quinta generazione che combini pompe di calore ad alta efficienza con la produzione fotovoltaica locale. Il progetto coinvolge la comunità energetica locale, i professionisti e le autorità pubbliche per promuovere l’elettrificazione da fonti rinnovabili e il coinvolgimento dei cittadini.

Un altro progetto pilota è quello di Zwolle, nei Paesi Bassi. Qui, la comunità energetica Warm Assendorp, guidata dai residenti, sta sviluppando una rete di teleriscaldamento collettivo nell’ambito di un più ampio progetto di ristrutturazione ecologica. Inizialmente destinato a 172 abitazioni e 2 scuole, il forte coinvolgimento della comunità ha portato ad ampliare il piano a 500 abitazioni e ad altri edifici. Si prevede che il sistema DHC produca 5,8 GWh all’anno di calore rinnovabile, consentendo così un risparmio di 1.835 tonnellate di emissioni in equivalenti di CO₂ ogni anno, pari all’incirca alla rimozione di circa 400 automobili dalla circolazione per un anno.

In collaborazione con il comune e con il sostegno di MUSE DHC, il progetto combina pompe di calore aria-acqua, accumulo termico e sistemi di riserva, insieme a tetti verdi e giardini sulle facciate, dimostrando che le iniziative guidate dalla comunità possono promuovere la sostenibilità del quartiere.

Costruire l’indipendenza energetica UE con una transizione dal basso

Mentre l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 ha accelerato gli sforzi dell’UE per eliminare gradualmente i combustibili fossili, l’attuale guerra in Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Ormuz – “la più grande minaccia alla sicurezza energetica globale della storia”, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia – evidenziano l’urgenza di porre fine alla dipendenza da gas e petrolio. Investire nella produzione locale di energia rinnovabile non è solo essenziale per rafforzare la nostra indipendenza energetica, ma anche per sostenere l’economia dell’UE e migliorare il benessere di tutti.

Se le città di Sofia e Klaus introducessero reti DHC, potrebbero ridurre le bollette ed essere orgogliose di contribuire a un sistema energetico decarbonizzato, aiutando così il pianeta e rafforzando l’indipendenza e la resilienza dell’UE.

 

Questo editoriale è stato realizzato in collaborazione con la Settimana europea dell’energia sostenibile (EUSEW) – il più grande evento annuale dedicato alle energie rinnovabili e all’uso efficiente dell’energia in Europa.

 

In copertina: immagine Envato