
Combinare produzione di energia, riduzione dei consumi e coinvolgimento dei cittadini, trasformando i depuratori in infrastrutture più resilienti ed energeticamente più autosufficienti. È questo l’obiettivo del Masterplan Fotovoltaico di Gruppo CAP, la green utility che gestisce il servizio idrico della Città metropolitana di Milano.
Al centro del piano industriale 2025-2029, il progetto prevede l’installazione di oltre 30.000 kWp di pannelli solari sui siti esistenti, con un risparmio stimato di 11.159 tonnellate di CO₂ all’anno. Il piano prevede oltre 50 milioni di euro, di cui 13 coperti da tariffa, 10 con capitale proprio e 27 attraverso l’individuazione di partner industriali.
Oltre a utilizzare le aree impermeabili degli impianti, il gruppo sta sperimentando soluzioni che permettano di assolvere contemporaneamente alla produzione di energia fotovoltaica e al supporto delle attività agricole sulle aree limitrofe, sviluppando progetti di autoconsumo e condivisione dell’energia tramite le comunità energetiche rinnovabili (CER).
Questi interventi rappresentano una risposta a un contesto regolatorio complesso. La Direttiva UE 2024/3019 sulla neutralità energetica impone infatti agli impianti di depurazione di effettuare audit energetici ogni quattro anni e di aumentare progressivamente la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, fino a coprire il 100% dei consumi entro il 2045. Le prime scadenze sono ravvicinate: 31 dicembre 2028 per gli impianti sopra i 100.000 abitanti equivalenti e 31 dicembre 2032 per quelli tra 10.000 e 100.000.
Robecco sul Naviglio, quando il sole incontra l’agricoltura
È CAP Evolution, la società del gruppo specializzata in Waste, Wastewater ed Energy, a guidare il percorso di decarbonizzazione, autoproduzione energetica e valorizzazione del territorio. Un primo esempio è l’impianto foto-agrivoltaico di Robecco sul Naviglio. L’investimento di 850.000 euro ha portato alla realizzazione di un impianto fotovoltaico sulle superfici impermeabili del depuratore e di un sistema agrivoltaico su terreni agricoli limitrofi.
“I pannelli biassiali, regolabili, proteggono le colture dai picchi di calore e modulano la luce in base alle esigenze delle piante, riducendo lo stress idrico e migliorando la resa agricola”, spiega a Materia Rinnovabile Alessandro Reginato, direttore generale di CAP Evolution. “L’energia prodotta supera gli 1,1 GWh all’anno, coprendo circa il 14% del fabbisogno del depuratore e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.”
Energia condivisa per la comunità lungo il Naviglio Grande
Le comunità energetiche rinnovabili rappresentano invece un altro tassello strategico della transizione energetica. Queste associazioni possono unire enti locali, PMI, privati e attività commerciali, creando un sistema virtuoso in cui amministrazioni locali e imprese collaborano come produttori o prosumer, ossia soggetti che producono e consumano energia.
La CER Naviglio Grande, nata a marzo 2025 dalla collaborazione tra CAP Evolution e i comuni di Buccinasco e Trezzano sul Naviglio, prevede un impianto fotovoltaico da 657,20 kWp che produrrà energia a km zero: una parte alimenterà il depuratore di Trezzano, riducendo costi ed emissioni legate all’acquisto di energia, mentre circa l’83% verrà distribuito a cittadini e imprese locali, generando benefici ambientali ed economici per l’intera comunità.
Efficientamento e nuove sperimentazioni: il futuro degli impianti CAP
Su scala più ampia, CAP Evolution e A2A Calore e Servizi hanno unito le forze progettando dieci nuovi impianti fotovoltaici, alcuni su vasche volàno di CAP (preservando dunque suolo), capaci di produrre oltre 7 GWh annui. Una parte dell’energia, il 14%, alimenterà direttamente gli impianti, mentre il resto sarà immesso in rete o condiviso tramite autoconsumo a distanza e comunità energetiche. L’iniziativa risparmierà circa 2.100 tonnellate annue di CO₂, stabilizzerà i costi energetici e aumenterà l’efficienza complessiva delle infrastrutture.
A questi interventi va infine aggiunto l’accordo per l’interconnessione del depuratore di Rozzano alla centrale di teleriscaldamento di Atmos, società parte del gruppo GETEC e gestore della rete comunale. Il depuratore sarà collegato sia termicamente sia elettricamente, creando un sistema integrato capace di scambiare energia elettrica e calore. L’energia termica fornita dalla centrale permetterà di coprire il fabbisogno energetico del depuratore e di stabilizzare la temperatura dei digestori. Questo migliorerà l’efficienza della digestione anaerobica e la produzione di biogas.
Contemporaneamente, il calore derivato dal biogas immesso nella rete di teleriscaldamento comunale fornirà energia rinnovabile alla comunità. Un progetto che si distingue per il suo valore altamente sperimentale. Con questa interconnessione, conclude Marcoandrea Muzzatti, responsabile dell’area tecnica settore energy di CAP Evolution, “non solo massimizziamo l’efficienza energetica dei nostri impianti, ma trasformiamo il calore rinnovabile generato dal trattamento delle acque reflue in un valore concreto per la comunità, in linea con i princìpi dell’economia circolare”.
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In copertina: impianto di Cassano D’Adda, Gruppo CAP
