
Lungo il percorso dell'acqua − e di molti altri fluidi − ci sono pompe, valvole, tubazioni, sensori e sistemi di controllo. Tutte tecnologie decisive per l’efficienza energetica, la sostenibilità industriale e la gestione delle infrastrutture. È da questa filiera, radicata nel Nord-Est e forte di un Made in Italy riconosciuto sui mercati internazionali, che prende forma Fluidtech Expo, la nuova manifestazione di Italian Exhibition Group in programma a Vicenza dal 28 al 30 settembre 2027.
Abbiamo intervistato Mauro Delle Fratte, exhibition manager di Fluidtech ed Ecomondo, per parlare della genesi del progetto, delle trasformazioni in corso nel comparto e dell’ambizione di costruire una piattaforma europea capace di mettere in dialogo industria, progettisti, utility, ricerca e istituzioni.
Partiamo dalle esigenze del mercato. Da dove nasce Fluidtech?
Fluidtech nasce da una domanda espressa dal settore industriale della meccanica, in particolare dalle imprese attive nella produzione di pompe, valvole, tubazioni, strumenti di misura e sistemi di automazione. Si tratta di un comparto molto sviluppato in Italia, in particolare nel Nord-Est. L’Italia è il secondo mercato più importante in Europa dopo la Germania, con aziende ormai posizionate anche come multinazionali. Solo gli impianti per acque primarie civili in Italia nel 2025 hanno raggiunto una produzione di 350 milioni di euro, mentre gli impianti per acque primarie industriali totalizzano 485 milioni di euro di produzione. Si tratta di una manifestazione specialistica, in un momento in cui la tangibilità dei prodotti, anche rispetto al crescente tema dell’intelligenza artificiale, sta restituendo valore alle fiere. La possibilità di verificare e toccare con mano le tecnologie è un elemento che sta avendo una forte crescita a livello mondiale in tutto il nostro settore.
Quali trasformazioni stanno attraversando il settore che andrete a rappresentare?
Negli ultimi anni questo settore ha attraversato una trasformazione significativa. Le pompe non sono più semplici componenti meccanici, ma sistemi intelligenti. Valvole, tubazioni, strumenti di misura e sistemi di automazione sono invece diventati elementi fondamentali per migliorare l’efficienza energetica, ridurre le perdite idriche, lavorare sulla digitalizzazione delle reti e renderle più sostenibili, anche nei processi industriali. Il nostro obiettivo è creare un punto di riferimento europeo per tutte le tecnologie dedicate alla gestione dei fluidi. L’acqua rappresenta naturalmente uno dei principali ambiti applicativi. La crescente scarsità della risorsa, l’invecchiamento delle reti e degli acquedotti storici, la necessità di riutilizzare le acque, gli investimenti legati alla resilienza climatica e la digitalizzazione fanno sì che il settore idrico stia cambiando profondamente. Queste sfide hanno un comune denominatore: la tecnologia, necessaria per affrontare e cercare di risolvere questi temi.
Restando sul tema acqua: tra poco più di due mesi si terrà la prossima edizione di Ecomondo. Nella strategia di IEG, in cosa si differenzia il posizionamento?
L’obiettivo è intercettare una parte del mondo dell’acqua che a Ecomondo risulta più difficile coinvolgere, come EPC contractor, progettisti e tecnici. Molti operatori hanno sottolineato che non può esistere una fiera dell’acqua senza pompe e valvole: Fluidtech parte, dunque, dal prodotto e dalle sue applicazioni, in primo luogo quella idrica. Oggi Ecomondo è invece molto focalizzato sulle tecnologie di depurazione, riuso, desalinizzazione e, in parte, water management, oltre a laboratori di analisi, software e sensoristica. Fluidtech partirà invece dalle tecnologie di trasporto e movimentazione dei fluidi, includendo tubazioni, progettazione, costruzione di impianti e, più in generale, le componenti di ingegneria legate al settore. Oltre all’esposizione di prodotti, vogliamo creare una piattaforma di innovazione, ricerca, industria e utilizzatori finali, dove si svilupperà il confronto sui temi della transizione.
Quali azioni state programmando per attrarre espositori, buyer e stakeholder internazionali?
L’obiettivo è sfruttare la rete internazionale di IEG, trasferendo in un evento specializzato il patrimonio di relazioni e competenze già sviluppato. Ci rivolgeremo a produttori, progettisti, utility, piccoli gestori del servizio idrico, istituzioni, mondo accademico e stakeholder della filiera. La manifestazione avrà un posizionamento europeo, con particolare attenzione all’area EMEA, sia sul lato della domanda sia sul piano dell’internazionalizzazione. Sono già stati svolti test e attività promozionali in Italia, Germania, Spagna e Marocco. Attraverso roadshow, appuntamenti internazionali e presenze in fiere di riferimento, anche concorrenti, saranno promossi l’evento e il coinvolgimento di nuovi visitatori e buyer.
Il prossimo 24 settembre, a Palazzo Chiericati a Vicenza, si terrà l’evento di lancio di Fluidtech. Può darci qualche anticipazione?
Sarà un’occasione per aggiornare le aziende che hanno già aderito, i prospect e gli stakeholder sullo sviluppo del progetto. In quell’occasione verrà condivisa una parte dello studio commissionato ad AGICI, dedicato al posizionamento di Fluidtech rispetto ai competitor e rispetto a Ecomondo. Si tratta di un primo momento per presentare l’identità della manifestazione, le sue direttrici di sviluppo e il lavoro di analisi del mercato in corso.
In copertina: Mauro delle Fratte
