Tradizionalmente il retail misura il proprio successo in base al numero di prodotti venduti. Oggi, però, la sfida sta cambiando: l’obiettivo è progettare articoli che durino più a lungo, possano essere riparati, riutilizzati e valorizzati nel tempo. In questa direzione si sta muovendo Decatlhon, brand globale di articoli sportivi che nel Sustainability Report 2025 descrive la propria evoluzione verso un modello sempre più circolare.
Eco-design: come cambia la progettazione
La trasformazione inizia dalla progettazione. Nel 2025 oltre il 53,9% delle vendite globali di Decathlon è stato generato da prodotti sviluppati secondo criteri di eco-design, in crescita rispetto al 48,3% dell'anno precedente. Parallelamente aumenta l'attenzione alla riparabilità: oggi il 22,1% dei prodotti è progettato per essere riparato, con l'obiettivo di raggiungere il 30% entro il 2026. Tra i casi esemplari figura il monopattino per bambini B500 Tomato, realizzato con il 90% di polipropilene riciclato, a testimonianza dell'integrazione dei principi di eco-design anche nei prodotti destinati all'uso quotidiano.
Prolungare la vita utile degli articoli sportivi
Accanto allo sviluppo di articoli più durevoli, Decathlon punta sempre più su servizi che ne estendono il ciclo di vita. Riparazione, noleggio, second life e buy-back rappresentano oggi alcuni dei pilastri della strategia circolare del gruppo. Nel 2025 questi modelli di business sono cresciuti del 24% rispetto all'anno precedente e generano il 2,64% delle vendite complessive.
In Italia la strategia si traduce in numeri concreti. L’anno scorso sono state effettuate 20.413 riparazioni di articoli sportivi, in aumento dell'11,1% rispetto al 2024. Nello stesso periodo 126.704 prodotti hanno trovato una seconda vita attraverso programmi di rivendita, buy-back e recupero delle biciclette provenienti dal noleggio (+9%).
Verso uno sport più accessibile
Continua inoltre a crescere l'utilizzo di formule basate sull'accesso anziché sul possesso: oltre 33.400 biciclette sono state utilizzate tramite abbonamento e più di 120.000 noleggi hanno riguardato sci e snowboard. Le categorie più coinvolte nella trasformazione sono il ciclismo e il fitness per quanto riguarda le riparazioni, mentre ciclismo, sport invernali e sport acquatici (SUP e kayak) guidano il comparto del noleggio.
L'economia circolare rappresenta per Decathlon non solo una leva ambientale, ma anche uno strumento per rendere lo sport più accessibile, offrendo alternative all'acquisto tradizionale e riducendo il costo di accesso alla pratica sportiva.
I risultati ambientali
Il percorso si riflette anche nei risultati ambientali. Nel 2025 il gruppo ha ridotto del 16,2% le emissioni assolute di gas serra rispetto al 2021, raggiungendo 7,95 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, in calo dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Parallelamente, l'azienda continua a intervenire anche sul packaging: nel 2025 la progressiva sostituzione di alcuni imballaggi in plastica con soluzioni in carta ha consentito di eliminare 38 tonnellate di plastica monouso.
Per quanto riguarda il lavoro sulla riduzione dei consumi energetici, nel nostro paese a fine 2025 erano attivi 36 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di 6.765 kW, che hanno coperto quasi l'11% del fabbisogno energetico di Decathlon Italia.
Alla base di questa evoluzione vi è anche un cambiamento culturale. Nel 2025 quasi 28.000 collaboratori hanno partecipato alla definizione del nuovo Purpose, della Vision 2035 e del piano strategico di lungo periodo dell'azienda.
“Crediamo che il futuro dello sport passi dalla capacità di rendere i prodotti più durevoli, cioè riparabili e riutilizzabili per una seconda vita”, ha dichiarato Dorothée Monsigny, Sustainability Leader Decathlon Italia. “Per questo continuiamo a investire in eco-ideazione, riparazione, noleggio e Second Life, con l'obiettivo di accompagnare sempre più persone nella pratica sportiva riducendo al tempo stesso il nostro impatto ambientale”.
