
L'Europa oggi si trova a un bivio. Ha diverse sfide da affrontare: garantire l'indipendenza energetica, la sicurezza, l'accesso a energie rinnovabili pulite e a prezzi accessibili. L'ultima crisi energetica ha messo in luce la profonda vulnerabilità del continente, dovuta all'eccessiva dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Il problema è ulteriormente aggravato dai nuovi accordi per l'importazione di gas fossile da partner globali inaffidabili e sempre più bellicosi, che agiscono in malafede.
Anche il rapporto Draghi riconosce che, fin quando il gas importato rimarrà un elemento significativo del mix energetico dell'UE, i cittadini e i consumatori non riusciranno a comprendere appieno i vantaggi della produzione rinnovabile. È chiaro che, per liberarsi da questa dipendenza, l'Europa deve orientarsi verso un sistema energetico basato sulla produzione interna di energia rinnovabile, e la partecipazione delle comunità locali è essenziale per raggiungere questo obiettivo.
Nell'ambito della strategia volta a tracciare un nuovo percorso, la Commissione Europea sta elaborando il Pacchetto Energia dei Cittadini (Citizens Energy Package, CEP) come parte del più ampio Accordo industriale pulito (Clean Industrial Deal, CID) e del Piano d'Azione Energia Accessibile (Affordable Energy Action Plan). Sebbene il CEP non susciti lo stesso interesse di altre iniziative correlate, i cittadini e le comunità locali lo stanno seguendo con attenzione: attendiamo qualcosa di audace e ambizioso.
I vantaggi della gestione locale delle energie rinnovabili
Le comunità energetiche – reti di cittadini, PMI e autorità locali – non rappresentano solo un esperimento sociale di nicchia. Si tratta di partner strategici essenziali per garantire un approvvigionamento energetico pulito e accessibile. Uno studio CE Delft ha stimato che, entro il 2050, il 45% della produzione di energia rinnovabile potrebbe essere gestita dai cittadini dell'UE, con l'83% delle famiglie europee che partecipano attivamente al sistema energetico attraverso la risposta alla domanda o lo stoccaggio.
Numerose crisi energetiche hanno già dimostrato i vantaggi di questo modello. Sebbene i prezzi di mercato siano saliti alle stelle durante l'ultima crisi, le iniziative guidate dalle comunità in diversi paesi sono riuscite a contenere i prezzi o a mantenerli significativamente al di sotto dei tassi di mercato, fornendo energia ai propri membri attraverso la produzione locale. Inoltre, alcune ricerche condotte in Francia e Germania indicano che i progetti rinnovabili controllati a livello locale garantiscono un ritorno economico da 2 a 8 volte superiore rispetto ai progetti realizzati da sviluppatori esterni. Ciò dimostra come le comunità energetiche possano contribuire allo sviluppo regionale.
E non è tutto. In un recente sondaggio condotto dal progetto ESPON-TANDEM, il 40% delle comunità ha dichiarato di voler affrontare questioni relative all'inclusione sociale, come la povertà energetica. Sono inoltre sempre più numerosi gli studi che dimostrano che la titolarità locale dei progetti di energia rinnovabile può contribuire all'accettazione pubblica di tali iniziative, oltre ad alleviare i problemi legati alla rete.
Il ruolo del Pacchetto Energia
Benché i vantaggi della proprietà locale delle risorse energetiche rinnovabili siano evidenti, molti cittadini in tutta Europa incontrano ancora notevoli difficoltà nel tentativo di avviare un progetto comunitario. Gli ostacoli vanno dalla mancanza di risorse e capacità alle barriere normative e amministrative, alla reticenza dei gestori di rete e di altri attori del mercato, alla mancanza di chiarezza giuridica che può anche contribuire alla cattura da parte delle imprese. Sebbene il pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” imponesse agli Stati membri di mettere in atto quadri normativi che promuovessero lo sviluppo delle comunità energetiche entro la metà del 2021, molti non hanno provveduto in tal senso.
È qui che entra in gioco il CEP. Il CEP ha il potenziale per rafforzare le politiche esistenti dell'UE a sostegno dello sviluppo di un movimento di comunità energetiche. Può inoltre fornire una strategia su come la Commissione europea, le autorità nazionali, gli investitori, le autorità di regolamentazione e gli operatori di rete possono collaborare per sostenere le comunità energetiche e trasformare in realtà la visione espressa nel pacchetto originale “Energia pulita per tutti gli europei”.
Il CEP dovrebbe creare un piano d'azione per le comunità energetiche che proponga e attui una serie distinta di azioni e misure volte a garantire ai cittadini europei la possibilità di realizzare il loro potenziale nell'assumere la responsabilità della transizione verso un'energia pulita e rinnovabile prodotta localmente. In prima linea nella realizzazione, la Commissione dovrebbe garantire che il CEP assista nell'attuazione delle norme dell'UE destinate a creare le condizioni che consentano alle comunità energetiche di crescere e prosperare.
Questo piano d'azione deve essere sostenuto da tre pilastri guida. Il primo è la definizione di un obiettivo politico a livello dell'UE, un punto di riferimento a medio-lungo termine che rifletta l'ambizione dell'UE di responsabilizzare le comunità energetiche nella transizione energetica. Una valutazione del potenziale coordinata dalla Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, dovrebbe sostenere questo obiettivo.
In secondo luogo, la Commissione dovrebbe fornire agli Stati membri linee guida chiare su come creare quadri normativi favorevoli alle comunità energetiche. Tali linee guida aiuterebbero gli Stati membri a stabilire i propri parametri di riferimento per valutare il potenziale, individuare gli ostacoli e adottare definizioni e procedure di registrazione semplici ma chiare, affinché le comunità energetiche possano essere riconosciute. La Commissione deve inoltre assistere gli Stati membri nella progettazione di meccanismi di sostegno e di regimi di incentivazione delle energie rinnovabili, integrando le comunità energetiche nella pianificazione energetica locale, regionale e nazionale, sviluppando e sostenendo strutture secondarie delle comunità energetiche (federazioni e coalizioni), appoggiando le iniziative comunitarie che si occupano di povertà energetica e collaborando con i comuni che utilizzano procedure di appalto pubblico.
In terzo luogo, la Commissione dovrebbe adottare un approccio mirato per affrontare i casi di non conformità, non solo attraverso il proprio potere di esecuzione, ma anche garantendo la trasparenza e facilitando il dialogo. La Commissione può svolgere un ruolo unico in questo senso creando una piattaforma tra i governi nazionali, le comunità energetiche e altri attori nazionali, quali gli investitori e gli operatori di sistema, al fine di promuovere una comprensione comune delle questioni e delle opportunità di collaborazione.
E non dovrebbe fermarsi qui…
La Commissione ha già intrapreso alcune misure preliminari a sostegno delle comunità energetiche nell'ambito del Pacchetto Reti Europee recentemente adottato. Nelle linee guida sulle connessioni alla rete, la Commissione ha compiuto un primo passo significativo per abbandonare le procedure di connessione alla rete basate sul principio del “primo arriva, meglio alloggia”, che discriminano le comunità energetiche. In particolare, le linee guida invitano gli Stati membri a considerare la possibilità di sostituire le regole del “primo arriva, meglio alloggia” con schemi di priorità nelle zone con lunghi tempi di attesa per le connessioni alla rete, compresi i progetti che apportano valore sociale o possono fornire flessibilità alla rete.
La Commissione deve tuttavia spingersi oltre. L'accesso prioritario alla rete è essenziale affinché le comunità possano rifornirsi con energia rinnovabile di proprietà locale a prezzi accessibili. In definitiva, è necessario introdurre una legislazione dell'UE che assicuri condizioni di parità, imponendo alle autorità di regolamentazione e ai gestori di rete di garantire l'accesso prioritario alle comunità energetiche e ai progetti locali che apportano valore sociale o flessibilità alla rete.
Nella riflessione della Commissione sul quadro legislativo post-2030 per il settore energetico, l'accesso prioritario alla rete deve essere inserito nell'agenda insieme ad altre questioni importanti, quali il rafforzamento e l'allineamento delle definizioni dell'UE relative alle comunità energetiche e la creazione di condizioni di parità per tali comunità nella regolamentazione del settore energetico.
La transizione verso un sistema basato sulle energie rinnovabili sarà sostenibile solo se democraticamente controllata e pubblicamente accettata. Dando la priorità alla titolarità locale, l'UE può sostituire i costosi sussidi ai combustibili fossili con risorse di proprietà locale che garantiscono prezzi energetici sicuri, stabili e prevedibili. Il Pacchetto Energia dei Cittadini è l'occasione per l'UE di dimostrare che la sua “transizione giusta” è più di uno slogan: è un impegno a rimettere l’energia in mano ai cittadini.
