La bioeconomia circolare si sta consolidando come uno dei principali motori dell'innovazione industriale europea. Se fino a pochi anni fa il settore era considerato una nicchia riservata alla ricerca, oggi rappresenta un comparto strategico capace di attrarre capitali, sviluppare tecnologie avanzate e offrire risposte concrete alla crisi climatica, alla scarsità di materie prime e alla necessità di ridurre la dipendenza dalle risorse fossili.
In questo scenario si inserisce BioInvestIT, il primo investment forum italiano interamente dedicato alla bioeconomia circolare, la cui terza edizione si è conclusa lo scorso 14 maggio a Milano presso Cariplo Factory. A distanza di oltre un mese, l'evento continua a rappresentare un osservatorio privilegiato sullo stato di salute di un comparto che punta a trasformare gli scarti in nuove risorse e la ricerca scientifica in impresa.
Il percorso, promosso dal Cluster SPRING insieme allo European Circular Bioeconomy Fund (ECBF), con il supporto di Bio4Dreams, Terra Next, LCA – Lega Colucci Associati, BioInvest Europe e Intesa Sanpaolo Innovation Center, ha riunito startup, fondi di venture capital, investitori internazionali e imprese bio-based con l'obiettivo di accelerare il trasferimento tecnologico verso il mercato.
Dalla ricerca ai nuovi modelli industriali
Secondo la Commissione europea, la bioeconomia genera già oltre 2.300 miliardi di euro di fatturato annuo e impiega circa 17 milioni di persone nell'Unione Europea. Il suo potenziale è destinato a crescere grazie alla capacità di integrare ricerca scientifica, innovazione tecnologica ed economia circolare, valorizzando biomasse, sottoprodotti agricoli e rifiuti organici.
Il percorso di BioInvestIT ha preso il via a gennaio con una call nazionale, proseguendo attraverso un roadshow che ha coinvolto Torino, Bari, Roma e Napoli, raccogliendo progetti provenienti da tutto il Paese. L'Investor Arena Meeting finale ha visto protagoniste undici startup, otto selezionate dal percorso principale e tre provenienti dal programma di accelerazione Terra Next.
Le tecnologie presentate raccontano la direzione verso cui si sta muovendo il settore. Nasier ha sviluppato un sistema di bio-cleaning basato su enzimi biodegradabili capace di sostituire biocidi e detergenti chimici nella pulizia delle superfici edilizie. EVEBiofactory produce invece nanoalgosomi ottenuti da microalghe destinati ai settori cosmetico e farmaceutico, mentre Farmech valorizza sottoprodotti dell'olivicoltura e degli agrumi trasformandoli in ingredienti funzionali, bevande innovative e nuovi biocidi naturali.
Tra le proposte più interessanti figura anche NOIET, che utilizza la fermentazione microbica per trasformare residui della produzione di bevande vegetali in ingredienti alimentari clean label ricchi di proprietà antiossidanti e nutrizionali. 2Pack, invece, affronta uno dei principali nodi della sostenibilità del packaging sviluppando un rivestimento biodegradabile ottenuto dagli scarti dell'industria ittica e del pomodoro, capace di sostituire il polietilene nei contenitori alimentari e cosmetici.
Startup protagoniste della transizione ecologica
La varietà delle tecnologie presentate dimostra come la bioeconomia non rappresenti un singolo settore produttivo ma una piattaforma trasversale capace di coinvolgere edilizia, agroalimentare, farmaceutica, cosmetica, manifattura e gestione dei rifiuti.
Tra le startup premiate spicca i-Foria, che si è aggiudicata anche il riconoscimento SPRING in collaborazione con LCA grazie a una tecnologia proprietaria dedicata al riciclo dei prodotti assorbenti per la persona. Il sistema combina triturazione, sterilizzazione e rimozione dei residui farmaceutici riducendo consumi energetici e utilizzo di sostanze chimiche, mentre un secondo brevetto punta alla valorizzazione delle materie prime seconde attraverso un modello industriale Hub & Spoke.
Innovazione di frontiera caratterizza anche Immunoveg, spin-off nato dalla collaborazione tra Università Federico II di Napoli e Consiglio Nazionale delle Ricerche, che utilizza colture cellulari vegetali per produrre composti bioattivi senza dipendere dalle coltivazioni tradizionali. Un approccio che potrebbe ridurre la pressione sulle risorse agricole e garantire maggiore stabilità alle filiere produttive.
Myconic guarda invece al futuro dei materiali sviluppando biopolimeri ottenuti dal micelio dei funghi e dall'upcycling di scarti agroalimentari. L'obiettivo è sostituire, almeno in alcune applicazioni avanzate, le plastiche di origine fossile con materiali completamente bio-based e circolari.
"BioInvestIT si conferma un appuntamento capace di generare connessioni reali tra innovazione e capitale”, ha commentato Elisabetta Borello, co-founder, VP Strategy & External Relations di Bio4Dreams. “Questa terza edizione rafforza la consapevolezza che la bioeconomia circolare, e la biodiversità come sua componente essenziale, siano assi strategici per la competitività italiana ed europea, in particolare nel percorso dalla ricerca all’impresa. In questo quadro, la collaborazione attiva con Intesa Sanpaolo Innovation Center e con Cluster SPRING rappresenta un elemento fondamentale per promuovere nuove sinergie tra ricerca, industria, finanza e territorio, contribuendo a far crescere un ecosistema sempre più capace di trasformare idee ad alto potenziale in soluzioni concrete per il mercato. Continuiamo a crederci e a lavorare perché le idee migliori trovino il mercato che meritano."
Dello stesso avviso è Catia Bastioli, presidente di Cluster Spring, Catia Bastioli, secondo cui “la bioeconomia circolare è un settore in cui l’Europa mantiene una leadership tecnologica, rappresentando un elemento fondamentale per rafforzare la competitività industriale e l’autonomia strategica europea. Grazie a un modello fondato sulla valorizzazione del capitale naturale, delle risorse locali e sull’interconnessione tra settori, può offrire risposte concrete alle sfide ambientali, industriali ed economiche, trasformando rifiuti e sottoprodotti in nuove risorse e contribuendo a ridurre l’inquinamento degli ecosistemi. Si tratta però di un ambito ad alta intensità di innovazione, che richiede ingenti investimenti per sostenere lo sviluppo di infrastrutture industriali e nuove tecnologie. Iniziative come BioInvest nascono proprio per far emergere il potenziale e la vitalità della bioeconomia europea, creando opportunità concrete per le startup impegnate nello sviluppo di soluzioni circolari e più sostenibili”
Più che una semplice vetrina di startup, BioInvestIT conferma quindi la maturazione di un ecosistema nazionale dell'innovazione che mette in connessione università, centri di ricerca, imprese e investitori. La sfida, oggi, non consiste soltanto nello sviluppare tecnologie promettenti, ma nel renderle competitive su scala industriale. È proprio dalla capacità di trasformare la ricerca in filiere produttive resilienti che passerà una parte rilevante della transizione ecologica europea nei prossimi anni.
In copertina: immagine Envato
