In soli sedici mesi Walmart ha costruito cento stazioni di ricarica per veicoli elettrici, superando il competitor Costco. Il colosso statunitense di retail ha installato 612 colonnine su circa 4.600 punti vendita negli USA. Potrebbero sembrare numeri modesti, ma per una società di vendita al dettaglio certificano un trend ormai in evoluzioni, non solo in Nord America: sempre più negozi e supermercati reputano le stazioni di ricarica un asset strategico per trasformare i tempi morti degli automobilisti in opportunità di consumo, di acquisto e quindi di profitto.

Ricaricare un veicolo elettrico richiede solitamente un po' più di tempo rispetto al rifornimento di un'auto a benzina: dai 30 minuti con infrastrutture con potenza fino a 50 kilowatt, alle 2 ore con 22 kilowatt. Poi ci sono le colonnine ultraveloci che possono ricaricare l’auto fino all’80% in pochi minuti, ma tutto dipende dalla potenza che la batteria dell’auto è in grado di gestire.

“Siamo orgogliosi di aver raggiunto quota cento siti”, ha dichiarato Adam Happel, general manager di Walmart Retail EV Charging durante l’inaugurazione del 21 agosto. “Quando un cliente entra in un Walmart per ricaricare, vogliamo che l'esperienza sia affidabile e senza intoppi come il resto del suo giro di acquisti.”  La maggior parte delle stazioni di Walmart dispone di anche 16 postazioni di ricarica rapida, con colonnine in grado di erogare fino a 400 kW di potenza. 

Le stazioni di ricarica per attrarre nuovi clienti

Walmart non è ovviamente l'unico grande rivenditore a scommettere sulla ricarica di veicoli elettrici. Anzi fino a poco tempo fa era molto indietro rispetto alla concorrenza. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il rivenditore Target Corporation oggi dispone di 150 stazioni, mentre Costco Wholesale possiede colonnine in soli 42 dei suoi parcheggi. Home Depot e Lowe’s Companies ne contano complessivamente 101.

Per Shiri Levi-Laor, fondatore di Driivz (un’azienda che fornisce software per la ricarica di veicoli elettrici) la presenza di infrastrutture di ricarica adiacenti ai grandi magazzini aumenta generalmente le vendite del 5%. Secondo le sue stime, entro il 2030 un punto di ricarica rapida su cinque negli Stati Uniti si troverà nel parcheggio di una grande catena di distribuzione. “I retailer non investono nella ricarica per vendere elettricità; non è questo il loro obiettivo. Ci investono perché ciò rafforza il loro core business”, ha detto Levi-Laor a Bloomberg.

Le analisi della società di consulenza Paren raccontano di un settore in crescita negli Stati Uniti: il tasso di utilizzo medio nazionale delle colonnine rimane stabile al 16% negli ultimi mesi. Questo significa che gli automobilisti stanno saturando la nuova capacità di ricarica quasi alla stessa velocità con cui viene realizzata, senza restare indietro. Tesla rimane di gran lunga il principale distributore di elettricità per veicoli con 38.000 stazioni, seguita da Chargepoint con oltre 4.000.

Le nuove sedi si concentrano prevalentemente in aree urbane: circa quattro stazioni su cinque si trovano in città ad alta densità demografica: gli operatori continuano infatti a privilegiare i corridoi ad alta densità e traffico, dove i tassi di utilizzo sono più elevati.

Secondo le ultime analisi di S&P Global, sulle strade statunitensi si contano oggi 7,6 milioni di veicoli plug-in e si stima che il 90% degli statunitensi viva a meno di 10 miglia da un punto vendita Walmart.

Cosa succede in Italia

In Italia le multinazionali della grande distribuzione e del retail non investono (a parte qualche rara eccezione) direttamente nelle stazioni di ricarica come Walmart: preferiscono stringere accordi con operatori già consolidati.

Tra le tante iniziative citiamo una stazione da 300 kW di Electra nel centro commerciale di Klépierre Italia a Roma. A maggio la catena tedesca ALDI e Plenitude (gruppo ENI) hanno trovato un’intesa per la costruzione di colonnine di ricarica elettrica in oltre cento negozi su tutto il territorio nazionale. E già nel 2020 la multinazionale francese Carrefour aveva installato, in partnership con Be Charge, punti di ricarica in 135 parcheggi.

Per attrarre più clientela, Lidl ha sviluppato una rete propria di colonnine in molti dei suoi store, offrendo in diverse sedi (ad esempio a Milano) fino a 30 minuti di ricarica gratuita con potenza fino a 22 kW. Un modello che punta a fidelizzare la clientela e a rendere l’elettrico più conveniente per chi fa la spesa.

Come vanno le vendite delle auto elettriche

Secondo gli ultimi dati disponibili pubblicati dalla società di consulenza Benchmark Mineral Intelligence, rispetto allo scorso anno la domanda globale di veicoli elettrici e ibridi plug-in è aumentata per il quinto mese consecutivo, trainata da una forte crescita in Europa, mentre calano le vendite in Cina e in Nord America.

Le vendite sono salite complessivamente del 9% su base annua, raggiungendo quota 1,85 milioni a luglio e portando il volume complessivo da inizio anno a 11,5 milioni di veicoli. Numeri significativi in Europa con l’immatricolazione di 450.000 vendite: il ripristino del regime di incentivi ha dato seguito a una forte spinta soprattutto in Francia, Germania e Regno Unito.

Nel frattempo, sono calate del 5% le vendite in Cina, attestandosi a 980.000 unità. Peggio fanno Stati Uniti e Canada che registrano una flessione del 27%, che si spiega con la fine a settembre 2025 degli incentivi fiscali per i veicoli elettrici. Nonostante il calo, gli operatori statunitensi sono comunque fiduciosi in una ripresa del mercato elettrico e in una distribuzione più capillare dei punti di ricarica, soprattutto nelle zone rurali. E con i prezzi della benzina schizzati ai massimi con la chiusura dello stretto di Hormuz, i motivi per passare a una mobilità elettrica sembrano più validi di prima.

 

In copertina: una foto dall’inaugurazione della centesima stazione di ricarica Walmart ad agosto 2026 © Walmart