Per il numero 64 di Materia Rinnovabile abbiamo invitato al tavolo del Think Tank tre protagonisti della ricerca sullo spazio: un astronauta, un’astrobiologa e un’astrofisica. Con loro abbiamo declinato temi economici e strategici, ma abbiamo anche parlato di sostenibilità, crisi ambientale (terrestre) e del futuro dell’esplorazione spaziale e della ricerca della vita extraterrestre.

Il colonnello Walter Villadei, ingegnere e astronauta, ci ha illustrato i prossimi passi dell’esplorazione spaziale europea, sottolineando il ruolo importante dell’Italia. Con Nathalie Cabrol, direttrice del Carl Sagan Center presso il SETI Institute, ci siamo interrogati sulla possibilità della vita nell’universo, riflettendo anche su come l’astrobiologia si stia rivelando una preziosa alleata per comprendere e gestire i cambiamenti estremi che stanno sconvolgendo il nostro pianeta. Infine, con Patrizia Caraveo, presidente della Società Astronomica Italiana, abbiamo parlato di inquinamento orbitale e di quanto sia urgente applicare anche allo spazio i principi dell’ecologia. Qui di seguito, un’anteprima delle interviste che potete leggere su Materia Rinnovabile #64.

Walter Villadei: Lo spazio è un acceleratore per l’economia

L’obiettivo della nuova corsa alla Luna è costruire una presenza continua, sostenibile e sicura sul nostro satellite. E l’Italia, fra i Paesi europei, è in prima linea con la sua industria spaziale.
Emanuele Bompan ne ha parlato con Walter Villadei, colonnello dell’Aeronautica Militare italiana.
Villadei è il primo ingegnere spaziale delle Forze Armate e il primo astronauta italiano pilota di una navetta spaziale.

Formatosi alla Federico II di Napoli, tra il 2008 e il 2012 diventa il primo europeo dai tempi dell’URSS a completare l’intero addestramento da cosmonauta a Star City, in Russia. Il 29 giugno 2023 guida la missione Virtute-1 con Virgin Galactic, primo volo suborbitale italiano ed europeo. Il 18 gennaio 2024 decolla come pilota della Crew Dragon Freedom nella Axiom Mission 3 “Voluntas” (Ax-3) verso la Stazione spaziale internazionale (ISS), dove trascorre 18 giorni. Dal 2022 vive a Houston, dove guida l’ufficio di rappresentanza dell’Aeronautica per l’accesso allo spazio.
Lo abbiamo raggiunto negli uffici di Axiom Space, dove sta collaborando tra le altre cose alla realizzazione della nuova tuta spaziale lunare.

Nathalie Cabrol: L’astrobiologia è uno specchio per capire la vita sulla Terra

Il 14 febbraio del 1990, il celebre astrofisico e scrittore Carl Sagan convinse la NASA a puntare la fotocamera del Voyager verso la Terra. L’immagine, scattata da una distanza di 6 miliardi di chilometri, è passata alla storia come il Pale Blue Dot. Quel tenue puntino azzurro, “un granello di sabbia sospeso in un raggio di Sole”, ricordava a tutti la fragilità del nostro pianeta, il bisogno di proteggerlo. Ma in un certo senso anche la sua “non unicità”.

Fu infatti il preludio di quella che l’astrobiologa franco-americana Nathalie Cabrol, erede di Sagan, definisce una “seconda rivoluzione copernicana”: la scoperta degli esopianeti. Dagli anni ‘90 ad oggi ne sono stati riconosciuti più di 6000, di cui svariati con caratteristiche simili alla Terra, possibili mondi adatti a ospitare la vita. E sul fatto che non siamo soli nell’universo, Cabrol non ha dubbi.

Direttrice del Carl Sagan Center presso il SETI Institute di Mountain View e principale ricercatrice del NASA Astrobiology Institute (NAI), Nathalie Cabrol da quarant’anni si occupa di scienze planetarie. Studia i laghi estinti di Marte, l’atmosfera di Venere e le lune di Saturno, ma anche gli ambienti terrestri più estremi, per indagare in quali condizioni la vita emerge e persiste, convinta che l’astrobiologia sia innanzitutto un fantastico specchio per capire le nostre origini.
Con lei, Giorgia Marino ha parlato della ricerca della vita nell’universo e di come lo studio di altri pianeti possa aiutarci a gestire i cambiamenti estremi che stanno avvenendo sul nostro.

Patrizia Caraveo: L'atmosfera è la discarica della space economy

Patrizia Caraveo non usa mezzi termini, e nemmeno mezze misure. Astrofisica dell'INAF, tra le massime esperte mondiali di stelle di neutroni, da presidente della Società Astronomica Italiana ha l’autorevolezza per parlare con le autorità di orbite e collisioni.

Poco amante degli avventurieri spaziali e della deregulation della space economy, l’autrice di Ecologia spaziale. Dalla Terra alla Luna a Marte (Hoepli, 2024) porta avanti un atto d'accusa, documentato orbita per orbita, contro l'idea che lo spazio sia un posto dove le regole del pianeta Terra – su inquinamento, beni comuni, responsabilità civili – semplicemente non si applichino.
Emanuele Bompan l’ha incontrata.

 

In copertina: Walter Villadei, Nathalie Cabrol e Patrizia Caraveo