Un’operazione industriale che punta a dare un segno forte nuovo al gruppo e riscrive la mappa europea dell’industria della cantieristica subacquea. Fincantieri, il colosso del settore controllato dal MEF, annuncia quattro acquisizioni nel segmento underwater, e mette insieme un perimetro da otto aziende, 1.500 tecnici tra Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti. E, soprattutto, con numeri già da grande: ricavi pro forma 2026 stimati a quota 1,1 miliardi di euro ed EBITDA atteso a circa 220 milioni.
La Borsa applaude senza esitazioni: nel giorno dell’annuncio, lunedì 6 luglio, a Piazza Affari il titolo chiude in rialzo dell’11,4%, segno che il mercato scommette sulla natura accrescitiva del perimetro e sulla capacità del gruppo di portare a casa con successo il progetto. Che ha un carattere forte nel comparto civile, ma uno ancora più netto nel campo militare e dual use, dove per molti anni ci saranno a disposizione montagne di soldi da spendere.
La mossa è il tassello più visibile di una strategia dichiarata nel Piano 2026-2030, e accelerata con i precedenti innesti di Wass (nel 2025) e di Remazel (nel 2024). Oggi i nomi sono Next Geosolutions, WSenseal Tech e Defcomm: aziende con competenze complementari che vanno dai servizi di survey marina e geoscienze al supporto alle costruzioni offshore, dai veicoli subacquei e di superficie senza equipaggio ai sistemi di comunicazione per l’internet of underwater things (ebbene sì, c’è anche questo se non lo sapevate).
Il disegno è quello di un operatore verticalmente integrato in grado di offrire soluzioni dall’inizio alla fine della filiera, orchestrando hardware, software, telecomunicazioni, mezzi e servizi lungo l’intera catena del valore, con sinergie di cross-selling, sviluppo congiunto ed economie di scala e di scopo.
Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, ha illustrato l’operazione nel corso di una conference call per analisti, investitori istituzionali e media: “Non stiamo costruendo un gruppo di società underwater, ma la prima piattaforma europea capace di operare, connettere, proteggere e governare il dominio subacqueo attraverso servizi, droni, sensori, comunicazioni, sistemi di difesa e piattaforme strategiche”.
Il focus, spiega, intercetta tre segmenti a più alto potenziale: la difesa, trainata dall’aumento della spesa militare e dalla domanda di veicoli unmanned e sistemi specializzati; il cosiddetto doppio uso, sulla scia di instabilità geopolitica e minacce ibride che impongono protezione e monitoraggio delle infrastrutture critiche sottomarine; e infine il mercato commerciale, dove l’integrazione avanzata tra componenti di superficie e sistemi subacquei diventa un fattore distintivo delle piattaforme navali. È il terreno su cui Fincantieri vuole estendere l’offerta tradizionale utilizzando droni e tecnologie affini, con un approccio sempre più orientato ai servizi e all’integrazione delle soluzioni.
Il costo iniziale complessivo delle quattro acquisizioni è di circa 600 milioni di euro, sostenuto principalmente con le risorse raccolte attraverso l’aumento di capitale in ABB perfezionato a febbraio. L’esborso finale, ha precisato il CFO dell’azienda Giuseppe Dado, sarà “leggermente al di sopra” di 1 miliardo, in funzione dei passi successivi e dell’OPA obbligatoria su NextGeo.
Gli impatti su conto economico e cassa sono definiti: le operazioni non modificano la guidance sul rapporto PFN/EBITDA per il 2026 e, una volta consolidate, accelereranno il percorso di deleveraging delineato dal piano (2 volte a fine 2026, 1 volta al 2030). Quanto al perimetro underwater, il margine EBITDA pro forma è atteso al 19,2% nel 2026, al 21% nel 2028 e al 23% nel 2030; i ricavi sono stimati a 1,4 miliardi nel 2028 e 1,8 miliardi al 2030. Sul conto economico di gruppo, il contributo addizionale all’utile netto è superiore a 60 milioni nel 2026 e intorno a 130 milioni nel 2030; l’operazione è accrescitiva sull’utile per azione, con un +30% al 2028 e +20% al 2030. Dado ha inoltre indicato come probabile il consolidamento economico già nel quarto trimestre, o in alternativa dal 1° gennaio 2027 “nel peggiore dei casi”.
Su NextGeo, Fincantieri acquisirà il 52,60% dall’azionista di controllo Marnavi, è in negoziazione con il management per ulteriori quote, e promuoverà poi un’OPA finalizzata al delisting. In WSense rileverà il 61,95%, con passaggi che porteranno fino al 75% a 24 mesi dal closing. In Defcomm l’ingresso parte dal 49%, per salire al 51% entro due anni e meccanismi per rilevare il restante 49% dopo tre. Per Graal Tech, è già stato acquisito il 51%, con opzioni put e call sul 49% a valori legati alle performance 2026-2031. Una struttura a opzioni che tutela la continuità operativa e l’allineamento degli incentivi: scelta coerente con l’impegno, ribadito da Folgiero, di “mantenere i team di management esistenti, perché competenze ed execution sono essenziali”.
Nel 2025 il segmento underwater pesava per il 6,7% dei ricavi di gruppo (667 milioni), ma la subacquea è attesa in espansione robusta nel quinquennio 2026-2030: secondo le stime in circolazione, è atteso un valore cumulato pari a 155 miliardi di euro. Il mix civile ma soprattutto militare è un elemento chiave: tecnologie e competenze possono servire simultaneamente domanda militare e civile, dalla sicurezza delle dorsali dati e dei gasdotti sottomarini ai servizi offshore, passando per monitoraggio, sensoristica e droni. È in questo incrocio che il nuovo polo vuole posizionarsi come “campione internazionale”, razionalizzando un’offerta spesso frammentata in nicchie e proponendo piattaforme e servizi interoperabili.
Resta la scommessa dell’integrazione. Otto aziende, domini tecnologici diversi, clienti e normative eterogenee richiedono governance e processo: qui si misureranno le promesse di cross-selling e di sviluppo congiunto. Il test operativo inizierà subito, con l’OPA su NextGeo, gli step di WSense e le prime sinergie sui servizi e sui droni. “È una trasformazione industriale storica che integra tecnologie, competenze e capacità operative lungo l’intera catena del valore”, ha riassunto Folgiero. La Borsa, per ora, ha scelto di crederci.
In copertina: Pierroberto Folgiero al Fincantieri Capital Markets Day, fotografato da Francesco Enriquez, Agenzia IPA
