Dove l’uomo fa un passo indietro, la natura fa un balzo in avanti: da questa idea ha preso forma Dreamland, parco natura protetta avviato nel 2023 alle porte di Bergamo da Legami, gruppo internazionale del gift & stationery, fondato da Alberto Fassi nel 2003. Trentadue (per ora) ettari di terra restituiti alla natura, su terreni vicini alla sede dell’azienda, ad Azzano San Paolo, lungo l’A4 Torino-Venezia, nel mezzo di uno dei corridoi industriali più antropizzati d’Italia.
Nessun visitatore, nessun cartello, nessun percorso turistico. L’area è “volutamente non accessibile al pubblico, ideata per permettere a flora e fauna di evolversi secondo i ritmi naturali, riducendo al minimo l’intervento umano”, ha spiegato Alberto Fassi, fondatore e CEO di Legami, in occasione del terzo compleanno dell’iniziativa. Quello che era un terreno agricolo intensivo, dal suolo fortemente sfruttato, diventerà “la più ampia riserva naturale urbana dedicata alla biodiversità”, dove la vegetazione cresce liberamente, gli ecosistemi si riequilibrano, gli animali tornano a occupare habitat oggi frammentati.
All’interno di Dreamland nasce il Kilometro Verde
Per festeggiare la ricorrenza è stato inaugurato il Kilometro Verde, un intervento forestale lineare di 1 km composto da oltre 1.500 tra alberi e arbusti, che separerà Dreamland dalla vicina autostrada, migliorando la connettività ecologica. Proprio di fronte c’è il Kilometro Rosso, polo dell’innovazione industriale e tecnologica. “Non sono in antitesi, ma complementari: futuro e natura, innovazione e biodiversità, ricerca e capitale naturale”, ha sottolineato Paolo Viganò, fondatore di Rete Clima, network che accompagna le aziende in percorsi ESG.
Durante l’evento alcuni dipendenti hanno piantato nuovi alberi: un gesto per ribadire il messaggio che la transizione ambientale non passa soltanto dalle grandi politiche industriali, ma anche dalle azioni individuali e dalla capacità delle comunità di contribuire concretamente alla tutela del territorio. “Legami è un brand che parla un linguaggio positivo, empatico, capace di connettere le persone e di costruire, come dice il suo nome, legami autentici”, ha commentato Enrico Drago, presidente esecutivo di De Agostini e socio di minoranza dell’azienda (42%).
Dreamland è un progetto “privato, ma di rilevanza pubblica: siamo grati di fare squadra con gli stakeholder del territorio, come Legami, che hanno sottoscritto il Climate City Contract per la riduzione delle emissioni di CO₂”, ha dichiarato Oriana Ruzzini, assessora alla transizione ecologica, ambiente e verde del comune di Bergamo.
I primi risultati: biodiversità, impollinatori, suolo
In tre anni, grazie a un investimento di oltre 5 milioni di euro, Dreamland ha incrementato di dieci volte la superficie originaria, pari a 3 ettari, ma l’obiettivo è crescere ancora e superare i 40 ettari. Nella fase iniziale sono state messe a dimora oltre tremila piante e arbusti appartenenti a quaranta specie autoctone, distribuite in undici aree forestali. Già nel primo anno sono stati rilevati segnali significativi di rigenerazione: aumento della biodiversità, maggiore presenza di impollinatori, miglioramento del suolo.
“A oggi nell'area sono state identificate 25 specie di insetti impollinatori e si contano 6.600 piante per un totale di 51 specie”, ha evidenziato Natasha Ghilardi, regulatory & sustainability manager di Legami. Nei prossimi mesi è atteso un ulteriore aumento, favorito anche dalla realizzazione di una zona umida di 250 metri quadrati. “Inoltre, il progetto al secondo anno è stato in grado di assorbire annualmente fino a 17.000 kg di CO₂ all’anno. Da qui a cinque anni si stima di arrivare a 130 mila kg di CO2 l’anno."
Per il futuro sono previste diverse azioni integrate: la creazione di una scuola per tree-climber con un'aula natura a fini didattici, la realizzazione di sistemi agroforestali, che combinano colture cerealicole con circa 400 alberi da frutto di varietà antiche, e la piantumazione di una macchia boschiva composta da circa 500 alberi. A questi interventi si affiancano la semina di colture paesaggistiche, la realizzazione di una nuova zona umida naturaliforme di circa un ettaro e lo sviluppo di siepi campestri.
Obiettivo: adattare le foreste al nuovo clima
Dreamland è stato progettato secondo le tecniche di forestazione urbana sviluppate da Rete Clima in oltre quindici anni di esperienza, con un obiettivo preciso: creare ecosistemi capaci di adattarsi alle condizioni climatiche attuali e future. “Negli ambienti urbani i principali fattori critici sono due: la crescente scarsità d’acqua e la perdita di biodiversità genetica”, ha spiegato a Materia Rinnovabile Diego Scaglia, responsabile dei progetti forestali del network.
Per questo, accanto a specie tradizionali locali come peri, meli, ciliegi selvatici e farnie (Quercus robur), sono stati introdotti anche lecci (Quercus ilex), tipici del Centro-Sud, ma sempre più compatibili con il clima del Nord Italia, come dimostra la migrazione delle specie già in corso.
“Prima della piantumazione, realizzata in maniera fitta, senza sesto di impianto, il suolo viene arricchito attraverso l’interramento di sostanza organica: questo ne migliora la fertilità, ma soprattutto la capacità di trattenere acqua e nutrienti”, spiega Scaglia.
Dopo l’impianto viene applicata la pacciamatura, utilizzando materiali naturali come paglia, fieno, erba o cippato di legno, scelta, quest’ultima, preferita da Rete Clima: serve a conservare l’umidità e limitare la crescita delle erbe spontanee. “I primi tre anni sono decisivi per l’avvio di una foresta. Poi il sistema tende a crescere autonomamente, quasi senza intervento umano, pur continuando a essere da noi monitorato.”
La strategia di Legami come società benefit
Per Legami, Dreamland rappresenta anche la traduzione concreta della propria identità di società benefit: l’azienda, oggi presente in 70 paesi con oltre 1.200 dipendenti, ha chiuso l’anno con un fatturato di 383 milioni di euro e un Ebitda superiore agli 80 milioni. “Abbiamo 184 boutique monomarca tra Italia, Francia e Spagna ed entro fine 2026 vogliamo aprire in Germania”, ha annunciato il direttore generale Massimo Dell’Acqua. “In linea con la nostra filosofia, investiamo almeno il 5% degli utili in iniziative sviluppate internamente e orientate a generare valore per le persone, il territorio e l’ambiente.”
Questo si traduce in progetti di sostenibilità, come Esauriti for the Planet, dedicato al recupero della plastica degli articoli di cancelleria con il coinvolgimento di oltre 17.000 studenti, oppure il primo studio di carbon footprint, realizzato applicando metodologie LCA a due prodotti simbolo del brand. Parallelamente proseguono le collaborazioni con Cesvi Onlus, attraverso programmi rivolti all’infanzia e alla formazione dei giovani in condizioni di fragilità.
Freschissimo di stampa è, infine, We Are Dreamers. La battaglia delle fragole, romanzo d’avventura per ragazzi, scritto da Alberto Fassi e pubblicato da Magazzini Salani, con cui Legami ha debuttato nell’editoria. Per i quattro protagonisti adolescenti, abituati a vivere in un mondo grigio e ipercontrollato, la riscoperta della natura diventa motore di cambiamento e libertà.
In copertina: foto Legami
